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mercoledì 23 novembre 2022

Giustizia per le 3 donne uccise

 Condivido questo scritto della senatrice Alessandra Maiorino. Con questo post voglio ricordare le 3 donne uccise a Roma. Condivido questo scritto della senatrice Alessandra Maiorino perché sono d'accordo con lei e spero che presto questa sua proposta di legge diventi legge e sia applicata. 

Le donne non sono merci e oggetti di uso e consumo che quando non servono più vengono uccise. 

Dove sono tutti quelli che gridano "sex work is work" ? 

E come può un quotidiano pubblicare un articolo di un tale che usa uno pseudonimo e si vanta si aver conosciuto personalmente una delle 3 donne uccise? 

Bene che il quotidiano in questione abbia preso atto di aver sbagliato e ha pubblicato le lettere di protesta e questa lettera della senatrice Maiorino. 

Giustizia per le 3 donne uccise a Roma e punizione dei clienti per colpire la domanda, per spezzare la catena della tratta  e della schiavitù. 

Ecco le parole della Senatrice Maiorino 

"Sono intervenuta sulla vicenda delle tre donne prostituite assassinate a Roma con una lettera a La Stampa.

La normalizzazione dell'abuso, della violenza, della riduzione in schiavitù delle donne non può passare sotto silenzio. Non possiamo continuare a ignorare gli inferni delle porte accanto. 

Qui il mio contributo. ⬇️


🔴 Caro Direttore Giannini, cara vicedirettrice Cuzzocrea,


Vorrei offrire una riflessione sul messaggio contenuto nell'articolo a firma Patrizio Bati e sulle reazioni che esso ha suscitato. Alcune di quelle reazioni, infatti, ho avuto modo di viverle in diretta. Mi occupo del tema della prostituzione da quando sono in Senato (2018) e attraverso incontri, convegni e, non da ultimo, l'indagine conoscitiva che ha visto la commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama impegnata per oltre un anno, si sono raccolte intorno a questo lavoro diverse associazioni femminili e del terzo settore, molte delle quali sono state autrici delle tante mail che avete ricevuto e in parte avete pubblicato come risposta a Bati. 

Ritengo quindi mio preciso dovere dare seguito alla loro reazione per le ragioni che qui vi espongo.


L'articolo dimostra che tali associazioni, che si battono da anni per l'introduzione del cosiddetto "modello nordico" in Italia, hanno ragione.

Cosa certificano infatti le parole di Bati? Quello che tutte e tutti noi sappiamo: i "clienti", i compratori, sono perfettamente consapevoli che le donne che "usano" sono lì contro la loro volontà, vittime di traffico di esseri umani, di riduzione in schiavitù, di ricatto o altra forma di costrizione diretta o indiretta. Sono perfettamente consapevoli che sono persone a vario titolo "fragili", che la società finge di non vedere, il sistema anti-tratta non riesce a raggiungere, esposte a rischi di ogni tipo, dovendo entrare continuamente in intimità con degli sconosciuti. Ma proprio come scritto da Bati, dopo aver pagato e dato sfogo ai loro "desideri" ( o "bisogni", secondo altri), i clienti se ne vanno leggeri, liberi da ogni responsabilità. E a buon motivo: la legge non ne attribuisce loro nessuna. 


Quello che più ha sconvolto del pezzo pubblicato è la naturalezza con cui si racconta la sopraffazione, l'abuso, la violenza, la disumanizzazione ("murate in sottoveste") di quelle donne, e lo si fa senza l'ombra di disagio o dissidio interiore. Perché c'è un non detto che tutte e tutti abbiamo introiettato e difficilmente viene posto in discussione: Bati, e i tanti bati di tutti i giorni, non stanno facendo altro che esercitare un loro "diritto" non scritto ma attribuito dalla consuetudine: pagare per accedere al corpo delle donne. E troppo spesso il dibattito sulla prostituzione si concentra sulla "autodeterminazione della donna". Ma è un inganno, una distorsione della prospettiva che fa perdere di vista il vero punto centrale: la responsabilità del compratore, appunto. Perché è per lui che tutto questo mondo si muove e si alimenta, è per lui che tre quarti delle vittime di tratta al livello mondiale sono donne e bambine trafficate per essere smerciate nel mercato legale e illegale della prostituzione. Attenzione: in quello legale tanto quanto in quello illegale. La Germania è divenuta, da quando nel 2002, proprio per contrastare tratta e sfruttamento, ha “legalizzato” la prostituzione, tra le principali mete dei trafficanti di donne. Tanto che ha dovuto in seguito emendare la legge e stabilire che qualora il cliente sappia o sospetti che la donna sia vittima di tratta sarà ritenuto corresponsabile e passibile di condanna. Capite bene l'inapplicabilità di questa modifica: come dimostrare che il cliente sapeva o sospettava? È una foglia di fico, un maldestro tentativo di riparare al disastro fatto. E infatti Paesi come Svezia per prima, ma a seguire Norvegia, Islanda, le due Irlande, la Francia e a breve la Spagna hanno adottato il "modello nordico" (o “paritario”), che consiste proprio nell'accendere il riflettore sul primo responsabile dell'infinita catena di abusi che si riversano sulle donne: il cliente. 


Dopo gli approfondimenti summenzionati, ho depositato un disegno di legge in materia che prevede appunto la punizione del cliente, dapprima come ammenda amministrativa, con sanzione penale per recidiva poi.


La nostra Costituzione ci obbliga (e per fortuna!) a un bilanciamento dei diritti, e se esiste il diritto all'autodeterminazione del singolo, esiste il dovere dello Stato di tutelare innanzitutto i più fragili. In quest'ottica si è già espressa la Corte Costituzionale, chiamata a giudicare del famoso caso Tarantini e del suo giro di "escort". La sentenza 141/2019 chiarisce come l'attività prostitutiva non possa in alcun modo rientrare tra le attività di libera impresa tutelate dall'art. 41 della Carta, in quanto lesiva della dignità oggettiva della persona e per i seri rischi di vario profilo insiti in essa.


Sono e siamo ben consapevoli delle difficoltà di far passare l’approccio abolizionista in un contesto culturale quale il nostro, che in anni recenti ha visto persino i massimi vertici istituzionali implicati in vicende di prostituzione - anche minorile - e ha ammantato il tutto di una patina glamour focalizzandosi sui soldi facili “guadagnati” dalle ragazze e sul modello del maschio che è sempre cacciatore, ma mi auguro che questa terribile vicenda possa essere il punto di partenza per avviare una seria riflessione sul fenomeno della prostituzione, che è molto cambiato negli ultimi 30 anni, facendosi, se possibile, ancora più brutale e inumano. L’Italia deve riflettere su una modifica della legge Merlin che vada verso il modello nordico, l’unico che soddisfi a un tempo la necessità del raggiungimento di una autentica parità di genere, la tutela dei più fragili (delle più fragili) e un serio contrasto al traffico di esseri umani.


Vi ringrazio entrambi per l’attenzione prestata e per quella che vorrete prestare a questo tema. 


Cordialmente

Alessandra Maiorino, vice capogruppo M5S Senato" 



Fonte pagina Facebook della Senatrice Alessandra Maiorino 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02wWgjfbecpX9akv8bYwmD8rXJiGrdA373UgQxbUuQgNajQrjdgzbmoVfSaSj4UZVJl&id=100044442639132

giovedì 24 marzo 2022

Fino a quando un solo bambino, una donna, un ragazzo, un essere umano sarà oggetto di scambio e certificato, venduto e violentato, come potremo avere la pace in questo mondo? Non lamentiamoci troppo dell'Italia....

 

Martedì ho visto Zelensky parlare al parlamento italiano. È stato un momento storico. A me il suo discorso è anche piaciuto e non nascondo la mia commozione. Invece, c'è  ancora chi si lamenta del parlamento che lo ha applaudito.

Vorrei vedere tutti quelli che parlano contro Zelensky cosa avrebbero fatto se fossero stati presidenti di un paese bombardato. 

Vi invito a leggere tutti gli articoli de la Civiltà Cattolica su Russia e Ucraina, almeno si capisce la storia e si capisce cosa è accaduto in questi anni in Ucraina e in Russia. 

Altra importante cosa da fare è essere informati e coscienti del fenomeno della tratta di esseri umani e delle schiavitù contemporanee. C'entra anche questo perché da porti come quello di Odessa partono gli schiavi contemporanei. Inoltre, molte donne e ragazze sono trafficate e la parola più cercata su Porn hub è Ukraine girl (già il 24 febbraio). Bambini trafficati sono arrivati dal Vietnam in Germania passando per la Russia. 

Fino a quando un solo bambino, una donna, un ragazzo, un essere umano sarà oggetto di scambio e certificato, venduto e violentato, come potremo avere la pace in questo mondo? Se chi governa non si fa scrupoli ad eliminare e avvelenare chi non la pensa come lui, se non ha interesse ad aiutare i morti di freddo del proprio paese, ha la guerra nel cuore. 

Perché tutti si sono stupiti di questa guerra? 

Ci sono altre guerre già nel mondo. Ci sono i conflitti dimenticati. E c'è la guerra di cui in pochi ci interessiamo che è la schiavitù degli esseri umani.  La guerra -ahimé- inizia nel cuore di ognuno di noi.

 Io mi chiedo: Agnese vuoi vivere in pace? Vuoi contribuire alla pacificazione? Dire solo no a tutte le guerre non è sufficiente. Bisogna non alimentarle e ahimé invece le alimentiamo.

Ci si lamenta tanto della nostra bellissima nazione Italiana. Certe cose sono inspiegabili. Ad esempio a me piace molto leggere e scrivere, e sono piuttosto preparata su diversi argomenti. Gli amici non italiani, che apprezzano la mia preparazione , non si capitano del fatto che io sia disoccupata. 

Eppure in Italia abbiamo leggi che ci garantiscano libertà di informazione, di espressione, e abbiamo leggi contro il traffico di esseri umani che aiutano le persone trafficante a denunciare e iniziare una nuova vita. 

Cosa che non è possibile in paesi che magari consideriamo migliori del nostro. 

Ad esempio in Germania, paese che per i trafficanti di esseri umani è il luogo in cui possono fare affari senza essere perseguibili. La legge Merlin in Italia ha chiuso i bordelli nel 1958. Noi donne siamo libere e molte ragazze che finiscono per strada hanno ricevuto aiuti concreti per denunciare e iniziare una vita serena e senza prostituzione. Negli ultimi tempi molte persone (soprattutto ragazze e giovani donne) sono scappate dalla Germania e arrivate col treno in città del nord Italia proprio perché in Italia abbiamo la legge Merlin e hanno potuto iniziare una nuova vita senza prostituzione. Tante cose in Italia sono complicate,ma non lamentiamoci troppo dell'Italia.