lunedì 29 maggio 2017

Muore a 110 anni suor Candida Bellotti: una vita dedicata ai malati

Fonte http://it.radiovaticana.va.

Muore a 110 anni suor Candida Bellotti: una vita dedicata ai malati
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Si svolgeranno domani pomeriggio a Lucca i funerali di suor Candida Bellotti, una delle religiose più anziane del mondo, morta sabato scorso a 110 anni. Il servizio di Sergio Centofanti:

Il 20 febbraio scorso aveva festeggiato i 110 anni con gli auguri e la benedizione di Papa Francesco, che aveva già incontrato in Vaticano durante una Messa a Santa Marta nel 2014. Nata nel 1907 a Quinzano, in provincia di Verona, terza di 10 figli, il padre era un calzolaio e la madre casalinga, era entrata nella Congregazione delle Ministre degli Infermi di San Camillo a 24 anni, nel 1931. Si dedica totalmente ai malati, come infermiera professionale, portando sempre con sé il suo rosario e il suo sorriso. 

“Ha lasciato questa terra con la serenità che l’ha sempre contraddistinta nei suoi 110 anni di vita”, dicono le consorelle. Oltre un secolo trascorso al servizio degli altri, secondo il carisma di San Camillo de Lellis. Durante la sua vita si sono succeduti ben 10 Papi, da Pio X a Francesco.

“Il segreto per vivere tanto” - affermava - è prendere le cose come vengono”. Negli ultimi tempi esortava in particolare i giovani dicendo: “Abbiate fiducia nel futuro e impegnatevi al massimo per realizzare i vostri desideri”. A chi le chiedeva quale fosse il segreto della sua gioia rispondeva: “Ascoltare la voce di Cristo ed essere docili alla sua volontà. In tutta la mia vita ho sempre pensato: dove il Signore mi mette, quello è il posto giusto per me”. E alla gente che le chiedeva consiglio diceva: “Amare, amare e ancora amare. Ma con gioia”. 

mercoledì 24 maggio 2017

Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cina

Fonte www.fides.org

VATICANO - Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cina

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il 27 maggio 2007, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI inviò una Lettera ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, offrendo alcuni orientamenti per la vita della Chiesa e per l’opera di evangelizzazione in Cina, al fine di aiutare i cattolici cinesi a scoprire ciò che da loro vuole il Signore (cfr n. 2).
Nella Lettera, Papa Benedetto XVI proponeva anche una iniziativa eminentemente spirituale: “il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”.
Accolta con entusiasmo e riconoscenza, da 10 anni questa Giornata di preghiera viene vissuta non solo dalle comunità cattoliche nella Cina continentale, soprattutto nel Santuario di Sheshan, ma anche dalle comunità cinesi presenti nelle diverse parti del mondo, a cui si uniscono di frequente i cattolici locali. Così da 10 anni il 24 maggio è occasione di incontro e di testimonianza, si prega a tutte le latitudini in particolare unione spirituale con la Chiesa in Cina, manifestando l’universalità della Chiesa e la comunione con il Successore di Pietro.
Lo ha ricordato Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 21 maggio: “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”.
Alla Vergine Maria i fedeli cinesi sparsi nel mondo, e quanti si uniscono alla loro preghiera, chiederanno l’aiuto e la forza per essere sempre e ovunque testimoni del Signore Gesù, diventando strumenti di pace, concordia e progresso nella società e nella Chiesa. L’intercessione di Maria aiuti tutti a fare la volontà di Dio perché, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e del Magistero della Chiesa, ognuno possa tenere sempre accesa quella fiamma consegnata nel giorno del Battesimo: luce della fede, della speranza e dell’amore cristiano che arde nei nostri cuori, con cui siamo chiamati ad illuminare il nostro cammino e quello di tanti fratelli e sorelle. (SL) (Agenzia Fides 23/5/2017)

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ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi

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ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi

Marawi City (Agenzia Fides) – I terroristi del gruppo islamista “Maute”, che si proclama legato allo Stato Islamico “hanno attaccato la cattedrale cattolica di Marawi city, e hanno rapito circa 15 fedeli, tra i quali un prete, delle suore e alcuni laici che stavano pregando in chiesa”: lo conferma all’Agenzia Fides il Vescovo Edwin De la Pena, che guida la Prelatura territoriale di Marawi city, città sull’isola di Mindanao, nelle Filippine del Sud. Ieri circa cento militanti del gruppo “Maute” hanno occupato la città e, in risposta a tale atto di forza, il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha imposto la legge marziale nell'isola di Mindanao.
Il Vescovo racconta a Fides: “Oggi è la festa della nostra Prelatura, la festa di ‘Maria, Aiuto dei cristiani’. I fedeli erano in chiesa per pregare Maria nell’ultimo giorno della novena. I terroristi hanno fatto irruzione in chiesa, hanno preso gli ostaggi e li hanno condotti in una località sconosciuta. Sono penetrati nella residenza del Vescovo e hanno rapito il vicario generale, p. Teresito Soganub. Poi hanno dato alle fiamme la cattedrale e l’episcopio. E’ tutto distrutto. Siamo costernati”.
Il Vescovo si è salvato perché ieri era in visita pastorale alla parrocchia di un villaggio che si trova fuori da Marawi. “I terroristi hanno occupato la città. La gente è terrorizzata e chiusa in casa. Ora si attende la reazione dell’esercito. Per ora si pensa a riprendere la città con il minore spargimento di sangue possibile. Degli ostaggi non si parla. Abbiamo attivato i nostri canali, la Chiesa, i leader islamici e speriamo di poter presto intavolare negoziati perché siano rilasciati sani e salvi”, afferma, osservando che nei mesi scorsi la chiesa aveva ricevuto delle minacce.
“E’ avvenuto - ricorda il Vescovo - proprio alla vigilia della festa di Maria: a lei chiediamo aiuto. A lei che è l’aiuto dei cristiani, chiediamo la salvezza dei nostri fedeli. Solo lei può venire in nostro soccorso. Rivolgiamo anche un appello a Papa Francesco perché preghi per noi e possa chiedere ai terroristi di liberare gli ostaggi, in nome della nostra comune umanità. Violenza e odio portano solo distruzione: chiediamo ai fedeli in tutto il mondo di pregare insieme con noi per la pace”.
Intanto, in reazione all’attacco, il presidente Duterte ha interrotto la sua visita a Mosca per fare ritorno nelle Filippine e affrontare la crisi. Il gruppo si è asserragliato a Marawi, dando alle fiamme anche il carcere e due scuole, mentre ora l’esercito circonda la città. Il sindaco di Marawi ha chiesto ai militari di non bombardare la città dove vivono circa 200mila civili, in prevalenza musulmani. (PA) (Agenzia Fides 24/5/2017)

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martedì 16 maggio 2017

AMERICA/MESSICO - Sacerdote accoltellato nella cattedrale subito dopo la messa

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AMERICA/MESSICO - Sacerdote accoltellato nella cattedrale subito dopo la messa

Città del Messico (Agenzia Fides) – Il sacerdote Miguel Angel Machorro, che ieri sera aveva appena finito di celebrare la messa delle 18 nella Cattedrale metropolitana di Mexico D.F. ed indossava ancora i paramenti sacri, è stato aggredito sull’altare da un uomo di una trentina di anni che gli ha inferto almeno tre pugnalate. Secondo i testimoni, alla richiesta di aiuto da parte del sacerdote, alcuni fedeli hanno chiamato i soccorsi mentre un altro gruppo di loro ha fermato l'aggressore e lo ha trattenuto mentre arrivavano le forze di sicurezza.
La Conferenza Episcopale Messicana, secondo le informazioni raccolte da Fides, ha confermato il grave fatto e il nome del sacerdote. L'Arcidiocesi di Mexico, in un breve comunicato, ha fermamente condannato l'aggressione e l’Arcivescovo, il Cardinale Norberto Rivera, ha chiesto di pregare per la salute del sacerdote, le cui condizioni sono gravi.
Un primo rapporto della Segreteria della Sicurezza di Città del Messico informa solo del nome dell’ aggressore, John Rock Schild, senza dare notizie della sua nazionalità o delle motivazioni del grave gesto.
(CE) (Agenzia Fides, 16/05/2017)

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AFRICA/EGITTO - Inaugurata nel villaggio di Ismailia la chiesa costruita con le offerte dei musulmani

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AFRICA/EGITTO - Inaugurata nel villaggio di Ismailia la chiesa costruita con le offerte dei musulmani

Minya (Agenzia Fides) – C'è voluto poco più di un anno per costruire la seconda chiesa del villaggio di Ismailia, nella provincia egiziana di Minya. E la relativa brevità dei tempi di edificazione del luogo di culto cristiano è stata dovuta anche al contributo finanziario offerto a sostegno del progetto dalla locale popolazione di fede musulmana. L'inaugurazione della nuova chiesa, dedicata a San Giorgio e alla Vergine Maria, è avvenuta la scorsa settimana e ha visto la partecipazione festosa di molti abitanti del villaggio, cristiani e musulmani. Nel suo intervento, il sindaco Ibrahim ha presentato la costruzione della chiesa come un segno visibile e concreto per irrobustire la concordia nazionale, realizzato grazie al contributo della popolazione locale e senza far ricorso a quei capitali stranieri che spesso finanziano l'edificazione di presidi di carattere religioso all'estero per espandere la propria rete di influenza politica o settaria.< br /> Nell'area del villaggio di Ismailia vivono circa 20mila egiziani, per un terzo cristiani copti e per due terzi musulmani sunniti. La decisione di costruire una seconda chiesa è stata presa poco più di un anno fa per evitare agli abitanti cristiani di doversi allontanare troppo dalle proprie case per prendere parte alle liturgie esponendosi al rischio di aggressioni e rapimenti.
Il “comitato di riconciliazione” del villaggio di Ismailia, incaricato di prevenire o risolvere i conlflitti settari, aveva approvato nel marzo 2016 la costruzione della nuova chiesa copta, stabilendo anche l'area da destinare all'edificazine del luogo di culto. Nell'assemblea del comitato – riferirono allora fonti locali cunsultate dall'Agenzia Fides – i membri dell'organismo, in larga parte musulmani, avevano messo ai voti l'eventuale costruzione della chiesa e la localizzazione scelta. La proposta aveva ottenuto 49 voti favorevoli e solo 4 contrari. Il consenso quasi unanime alla costruzione della chiesa copta era stato accolto con sollievo dalle locali comunità cristiane, in un'area segnata in passato da diversi episodi di intolleranza settaria. (GV) (Agenzia Fides 16/5/2017).

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AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione

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AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione

Accra (Agenzia Fides) - “Le risorse naturali del Ghana sono diventate una maledizione invece che una benedizione, a causa dell’inquinamento incontrollato lasciato da coloro che sono coinvolti nell’estrazione illegale di pietre preziose” ha affermato John Peter Amewu, Ministro del Terre e della Risorse Naturali del Ghana, in un forum organizzato dal Ministero degli Esteri del Ghana con i rappresentanti diplomatici degli Stati europei e mediorientali accreditati ad Accra. Il Ministro ha lamentato il grande numero di stranieri coinvolti nelle attività illegali d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente.
Il Ghana è però anche terra d’emigrazione e non solo d’immigrazione. La Ministra degli Affari Esteri e dell’Integrazione Regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, ha chiesto ai diplomatici presenti di fare quanto è in loro potere per aiutare e proteggere i ghaniani che vivono nei loro rispettivi Paesi.
La Ministra ha sottolineato che la questione della migrazione deve essere gestita in modo umano, proteggendo la dignità delle persone secondo le regole internazionali. Botchwey si è detta fortemente rattristata per le notizie dei ghaniani maltrattati in alcuni Paesi, ma ha altresì invitato le autorità locali a punire i ghaniani che violano le leggi dei Paesi dove risiedono affinché serva da monito per gli altri. (A.A.) (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2017)

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AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione

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AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione

Accra (Agenzia Fides) - “Le risorse naturali del Ghana sono diventate una maledizione invece che una benedizione, a causa dell’inquinamento incontrollato lasciato da coloro che sono coinvolti nell’estrazione illegale di pietre preziose” ha affermato John Peter Amewu, Ministro del Terre e della Risorse Naturali del Ghana, in un forum organizzato dal Ministero degli Esteri del Ghana con i rappresentanti diplomatici degli Stati europei e mediorientali accreditati ad Accra. Il Ministro ha lamentato il grande numero di stranieri coinvolti nelle attività illegali d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente.
Il Ghana è però anche terra d’emigrazione e non solo d’immigrazione. La Ministra degli Affari Esteri e dell’Integrazione Regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, ha chiesto ai diplomatici presenti di fare quanto è in loro potere per aiutare e proteggere i ghaniani che vivono nei loro rispettivi Paesi.
La Ministra ha sottolineato che la questione della migrazione deve essere gestita in modo umano, proteggendo la dignità delle persone secondo le regole internazionali. Botchwey si è detta fortemente rattristata per le notizie dei ghaniani maltrattati in alcuni Paesi, ma ha altresì invitato le autorità locali a punire i ghaniani che violano le leggi dei Paesi dove risiedono affinché serva da monito per gli altri. (A.A.) (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2017)

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EUROPA/ITALIA - La comunità cinese si riunisce a Napoli per la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

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EUROPA/ITALIA - La comunità cinese si riunisce a Napoli per la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

Napoli (Agenzia Fides) – Domenica 21 maggio, alle ore 11,30, la comunità cattolica cinese in Italia si riunirà a Napoli, nella parrocchia S. Maria di Costantinopoli al Museo, per celebrare la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Secondo le informazioni pervenute a Fides, oltre alla comunità cattolica cinese di Napoli, è prevista la presenza dei fedeli cinesi che vivono in altre città italiane. La Giornata è fissata al 24 maggio, festa liturgica di Maria Ausilio dei cristiani, tuttavia la celebrazione è stata anticipata quest’anno alla domenica 21 maggio per favorire la partecipazione dei fedeli.
Durante la solenne concelebrazione eucaristica in italiano e cinese, che sarà presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, e animata dalla comunità cinese, si pregherà per diverse intenzioni: perché la Chiesa “possa predicare il Vangelo in ogni angolo delle terra con verità e vigore”; perché il Signore doni a tutti i Vescovi della Cina “una fede salda” perché siano “consapevoli di condurre il gregge che Dio ha loro affidato”; per tutto il popolo cinese, perché “accolga presto la fede nel Cristo”; per tutti i fedeli cinesi che vivono in Italia ed i loro connazionali, perché “colgano l’opportunità del loro stato di immigrati per avvicinarsi alla conoscenza della nostra fede”.
La “Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina” è stata istituita da Papa Benedetto XVI dieci anni fa, nella Lettera inviata ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007, solennità di Pentecoste, con queste parole: “Carissimi Pastori e fedeli tutti, il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”. Oltre che in Cina, la Giornata viene celebrata dalle diverse comunità della diaspora cinese sparse nel mondo, in unione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro. (SL) (Agenzia Fides 16/05/2017)

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AMERICA/COLOMBIA - Un aiuto per i bambini e le famiglie colpiti dalla valanga di fango a Mocoa

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AMERICA/COLOMBIA - Un aiuto per i bambini e le famiglie colpiti dalla valanga di fango a Mocoa

Mocoa (Agenzia Fides) - L’organizzazione internazionale SOS Villaggi dei Bambini è in prima linea al fianco delle popolazioni colpite dalla valanga di fango che si è abbattuta sulla città colombiana di Mocoa il 1 aprile scorso ed è costata la vita ad oltre 350 persone (vedi Fides 3/4/2017). L’Organizzazione, in particolare, offre sostegno e riparo ai bambini che hanno perso i propri cari e a tutte le famiglie che hanno perso la propria casa. Tra le iniziative fornisce attività ricreative ed educative ai bambini oltre che supporto psicologico alle famiglie per aiutarle a superare il trauma subito a causa della calamità naturale e promuove corsi di formazione per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, fino a quando le utenze pubbliche non verranno completamente ripristinate. “Siamo particolarmente preoccupati per la salute sia fisica che emotiva dei bambini la cui vita quotidiana è stata interrotta” si legge nella nota del Direttore di SOS Villaggi dei Bamb ini Colombia inviata a Fides. “Molti bambini sono stati separati dalle loro famiglie o le hanno perse. Anche la loro istruzione è stata interrotta. Noi siamo attivi per accogliere i bambini e le famiglie in difficoltà ed aiutarli a superare ed uscire da questa crisi”. L’Organizzazione ha aperto un Centro di Sviluppo Sociale nel quartiere di El Progreso, dove offre cure e riparo ai bambini e alle famiglie che hanno perso le loro case e si occupa delle procedure di ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie, coordinandosi con le autorità legali e governative per il ripristino dei diritti e la custodia.
(AP) (16/5/2017 Agenzia Fides)

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venerdì 12 maggio 2017

AFRICA/BURUNDI - Morto un sacerdote rapito ad aprile a causa dei maltrattamenti subiti

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AFRICA/BURUNDI - Morto un sacerdote rapito ad aprile a causa dei maltrattamenti subiti

Bujumbura (Agenzia Fides) - Don Adolphe Ntahondereye, Vicario della parrocchia San Francesco Saverio di Gatumba (nell’ovest del Burundi al confine con la RDC), è morto ieri, 11 maggio, a due settimane dalla sua liberazione, a causa dello stress accumulato durante la prigionia.
Secondo l’Arcivescovo di Bujumbura, Mons. Ngoyagoye Evariste, “il prete, che non aveva lasciato il letto dell’ospedale dove era stato ricoverato dopo il suo rilascio, è morto a seguito dei maltrattamenti che gli sono stati inflitti e che hanno aggravato il suo precario stato di salute”.
Il 9 aprile don Ntahondereye era stato rapito insieme ad altre tre persone dopo essere caduto in un agguato stradale teso da un gruppo di uomini armati contro un bus, all’altezza del ponte Concorde, sul fiume Ruzizi. che separa Gatumba dal quartiere di Kajaga. I tre uomini sono stati liberati dopo 17 giorni di prigionia.
Secondo un altro prigioniero, Mathias Mijuriro, un orchestrale dell’orchestra nazionale Nakaranga, don Ntahondereye è uscito molto provato dalla prigionia. Il compagno di sventura del sacerdote afferma che i rapitori hanno costretto i prigionieri a percorrere a piedi lunghe distanze sulle montagne che si affacciano sulla città di Uvira nella vicina Repubblica Democratica del Congo. “A causa dello stress accumulato, il sacerdote faceva fatica a camminare. I nostri rapitori hanno dovuto sostenerlo. Se non fossi abituato a fare tutti i giorni a piedi il tragitto Gatumba-Bujumbura, anch’io non avrei potuto resistere” ha detto. (L.M.) (Agenzia Fides 12/5/2017)

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mercoledì 10 maggio 2017

Cristiani e Buddisti: percorriamo insieme la via della non violenza

Fonte http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20170422_vesakh-2017_it.html

PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

MESSAGGIO PER LA FESTA DI VESAKH 2017

Cristiani e Buddisti: percorriamo insieme la via della non violenza

Cari amici buddisti,

1. A nome del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, vi porgiamo i nostri più cari saluti, auguri e preghiere per il Vesakh. Che questa festa arrechi gioia e pace a tutti voi, alle vostre famiglie, comunità e nazioni.

2. Quest'anno vogliamo riflettere con voi sulla necessità urgente di promuovere una cultura di pace e non violenza. La religione è in prima pagina nel nostro mondo, benché talvolta in modi contrapposti. Mentre molti credenti si impegnano a promuovere la pace, altri sfruttano la religione per giustificare i loro atti di violenza e odio. Vediamo offrire alle vittime della violenza guarigione e riconciliazione, ma anche tentativi di cancellare ogni traccia e memoria dell' “altro”. Si fa strada la cooperazione religiosa globale, ma si assiste anche alla politicizzazione della religione; c’è una consapevolezza della povertà endemica e della fame nel mondo, eppure continua la deplorevole corsa agli armamenti. Questa situazione esige un appello alla non violenza, un rifiuto della violenza in tutte le sue forme.

3. Gesù Cristo e il Buddha hanno promosso la non violenza e sono stati costruttori di pace. Come scrive Papa Francesco: «Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive” (Mc 7,21)» (Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2017 “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”, n. 3). Il Papa sottolinea pure che «Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16) » (ivi). Di conseguenza, «Essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza» (ivi).

4. Cari amici, il vostro fondatore, il Buddha annunciò anche un messaggio di non violenza e pace, incoraggiando tutti a «vincere colui che è adirato con il non adirarsi, il malvagio con la bontà, il misero con la generosità, e il menzognero con la verità» (Dhammapada, n. XVII, 3). Egli insegnò pure che «la vittoria genera l'inimicizia; gli sconfitti restano nel dolore. Vivono in pace i pacifici, scardinando sia la vittoria che la sconfitta» (ibid. XV, 5). Perciò egli notò che l'autoconquista vale di più della conquista degli altri: «benché uno possa conquistare mille volte mille uomini in battaglia, il più nobile vincitore è in ogni caso colui che conquista se stesso» (ibid, VIII, 4).

5. Nonostante questi nobili insegnamenti, molte delle nostre società devono fare i conti con l'impatto delle ferite passate e presenti causate dalla violenza e dai conflitti. Questo fenomeno include la violenza domestica, nonché la violenza economica, sociale, culturale e psicologica, e la violenza contro l'ambiente, la nostra casa comune. E' triste che la violenza generi altri mali sociali, e così «la scelta della non violenza come stile di vita diventa sempre più un’esigenza di responsabilità a tutti i livelli» (Discorso del Santo Padre Francesco in occasione della presentazione di Lettere Credenziali, 15 dicembre 2016).

6. Pur riconoscendo l'unicità delle nostre due religioni, verso le quali rimaniamo impegnati, concordiamo che la violenza scaturisce dal cuore dell'uomo, e che i mali della persona sfociano in mali strutturali. Perciò siamo chiamati a un'impresa comune: studiare le cause della violenza; insegnare ai nostri rispettivi seguaci come combattere il male nei loro cuori; liberare dal male sia le vittime sia coloro che commettono la violenza; formare i cuori e le menti di tutti, specialmente dei bambini, ad amare e vivere in pace con tutti e con l'ambiente; insegnare che non c'è pace senza giustizia, né vi è vera giustizia senza perdono; invitare tutti a collaborare alla prevenzione dei conflitti nella ricostruzione delle società frantumate; incoraggiare i mezzi di comunicazione sociale ad evitare e combattere il discorso dell'odio, e i rapporti di parte e provocatori; incoraggiare le riforme dell'educazione per prevenire la distorsione e la cattiva interpretazione della storia e dei testi scritturistici; e pregare per la pace nel mondo percorrendo insieme la via della non violenza.

7. Cari amici, possiamo dedicarci attivamente a promuovere nelle nostre famiglie, e nelle istituzioni sociali, politiche, civili e religiose, un nuovo stile di vita in cui la violenza venga rifiutata e venga rispettata la persona umana. È in questo spirito che vi auguriamo nuovamente una pacifica e gioiosa festa di Vesakh!

Jean-Louis Cardinal Tauran
Presidente

+ Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ
Segretario

Fonte http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20170422_vesakh-2017_it.html