Never forget!
In memory of the beloved father Frans van der Lugt who was killed in Homs (Syria) were he spent his life as Jesuit priest and missionary.
venerdì 19 aprile 2019
Frans van der Lugt , SJ ( 10 April 1938 - 7 April 2014)
martedì 4 dicembre 2018
PREGHIERACandele per la pace in Siria. Card. Zenari: “Una vera strage degli innocenti”
PREGHIERA
Candele per la pace in Siria.
Card. Zenari: “Una vera strage degli innocenti”
giovedì 8 novembre 2018
In The Service of Peace
lunedì 1 ottobre 2018
Colombia, Ecuador and Venezuela
From September 30th to October 6th we pray for Colombia, Ecuador and Venezuela.
https://www.oikoumene.org/en/resources/prayer-cycle/colombia-ecuador-venezuela
mercoledì 22 agosto 2018
This Jesuit could have left Syria. Instead Fr. Frans van der Lugt died a martyr
This Jesuit could have left Syria. Instead he died a martyr.
Fr. Frans van der Lugt
lunedì 6 agosto 2018
Cameroon, Central African Republic, Equatorial Guinea
Prayer Week 5 - 11 August 2018
Cameroon, Central African Republic, Equatorial Guinea
domenica 11 giugno 2017
Eliminate arms trade - The Pope video June 2017 / Eliminare il commercio delle armi - Il video del Papa - Giugno 2017
mercoledì 7 giugno 2017
mercoledì 24 maggio 2017
ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi
Fonte www.fides.org
ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi
Marawi City (Agenzia Fides) – I terroristi del gruppo islamista “Maute”, che si proclama legato allo Stato Islamico “hanno attaccato la cattedrale cattolica di Marawi city, e hanno rapito circa 15 fedeli, tra i quali un prete, delle suore e alcuni laici che stavano pregando in chiesa”: lo conferma all’Agenzia Fides il Vescovo Edwin De la Pena, che guida la Prelatura territoriale di Marawi city, città sull’isola di Mindanao, nelle Filippine del Sud. Ieri circa cento militanti del gruppo “Maute” hanno occupato la città e, in risposta a tale atto di forza, il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha imposto la legge marziale nell'isola di Mindanao.
Il Vescovo racconta a Fides: “Oggi è la festa della nostra Prelatura, la festa di ‘Maria, Aiuto dei cristiani’. I fedeli erano in chiesa per pregare Maria nell’ultimo giorno della novena. I terroristi hanno fatto irruzione in chiesa, hanno preso gli ostaggi e li hanno condotti in una località sconosciuta. Sono penetrati nella residenza del Vescovo e hanno rapito il vicario generale, p. Teresito Soganub. Poi hanno dato alle fiamme la cattedrale e l’episcopio. E’ tutto distrutto. Siamo costernati”.
Il Vescovo si è salvato perché ieri era in visita pastorale alla parrocchia di un villaggio che si trova fuori da Marawi. “I terroristi hanno occupato la città. La gente è terrorizzata e chiusa in casa. Ora si attende la reazione dell’esercito. Per ora si pensa a riprendere la città con il minore spargimento di sangue possibile. Degli ostaggi non si parla. Abbiamo attivato i nostri canali, la Chiesa, i leader islamici e speriamo di poter presto intavolare negoziati perché siano rilasciati sani e salvi”, afferma, osservando che nei mesi scorsi la chiesa aveva ricevuto delle minacce.
“E’ avvenuto - ricorda il Vescovo - proprio alla vigilia della festa di Maria: a lei chiediamo aiuto. A lei che è l’aiuto dei cristiani, chiediamo la salvezza dei nostri fedeli. Solo lei può venire in nostro soccorso. Rivolgiamo anche un appello a Papa Francesco perché preghi per noi e possa chiedere ai terroristi di liberare gli ostaggi, in nome della nostra comune umanità. Violenza e odio portano solo distruzione: chiediamo ai fedeli in tutto il mondo di pregare insieme con noi per la pace”.
Intanto, in reazione all’attacco, il presidente Duterte ha interrotto la sua visita a Mosca per fare ritorno nelle Filippine e affrontare la crisi. Il gruppo si è asserragliato a Marawi, dando alle fiamme anche il carcere e due scuole, mentre ora l’esercito circonda la città. Il sindaco di Marawi ha chiesto ai militari di non bombardare la città dove vivono circa 200mila civili, in prevalenza musulmani. (PA) (Agenzia Fides 24/5/2017)
Fonte www.fides.org
martedì 21 marzo 2017
CLIMATE PRAYER
CLIMATE PRAYER
"...we need to ensure key decision makers know significant change needs to happen now to stop species going extinct. Climate change is not a future threat anymore.” - James Watson, scientist with the Wildlife Conservation Society
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Heavenly Father, we ask your forgiveness during this time of examination of conscience. We ask you to open our hearts to the ways our own actions in the world make us culpable to the ongoing threats from climate change. Help us to shift our hearts and focus our hands to protect all species from extinction. We ask this through the intercession of our Lord, Jesus Christ, Amen.
lunedì 31 ottobre 2016
sabato 24 settembre 2016
ASIA/SIRIA - A Aleppo la preghiera dei bambini. Per implorare la fine delle stragi di bambini Aleppo
ASIA/SIRIA - A Aleppo la preghiera dei bambini. Per implorare la fine delle stragi di bambini Aleppo (Agenzia Fides) –
Centinaia di bambini e bambine di Aleppo, cristiani e musulmani, si incontreranno il 6 ottobre, per chiedere con le loro preghiere che nella città martoriata in cui vivono, e in tutta la Siria, si fermi la spirale di morte scatenatasi in questi ultimi giorni con particolare crudeltà proprio sui più piccoli e inermi. Lo riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Boutros Marayati, alla guida dell'arcieparchia armena cattolica di Aleppo. L'iniziativa, partita su impulso dei Padri Francescani, coinvolgerà in primo luogo gli alunni delle scuole. Metteranno anche le loro firme e le loro impronte su un appello per chiedere ai potenti del mondo di por fine alle stragi che si accaniscono con particolare crudeltà sui bambini, che in tuttte le guerre sono i più vulnerabili. “Ma soprattutto pregheranno. Pregheranno per tutti i loro coetanei. E confidiamo nel fatto che la preghiera dei bambini è più potente della nostra”, aggiunge l'Arcivescovo Marayati.
I bombardamenti e le stragi di civili hanno manifestato proprio a Aleppo in maniera devastante il naufragio della tregua fragile e parziale proclamata meno di due settimane fa. A questo riguardo, l'Arcivescovo Marayati è in grado di fornire notizie di prima mano su ciò che sta avvenendo – potrebbe avvenire – nella metropoli siriana: “Mercoledì scorso - riferisce l'Arcivescovo armeno cattolico – i rappresentanti del governo e dell'esercito siriani hanno convocato una riunione per spiegare che di lì a poco avrebbero diffuso un appello alla popolazione civile insediata nei quartieri sotto il controllo dei ribelli. L'appello, diffuso con la televisione e coi social network, avvertiva che sarebbero stati lasciati aperti dei varchi per permettere alla popolazione di lasciare quei quartieri, e dirigersi in aree indicate come sicure, senza timore di subire rapprresaglie. In effetti, molte famiglie di civili hanno lasciato quei quartieri e sono state a ccolte nella zona controllata dall'esercito governativo, a conferma che l'appello era in qualche modo arrivato a destinazione. Per i gruppi che arrivavano, sono state presdisposte anche strutture abitative per l'accoglienza. Ma non è stata un'evacuazione di massa. Forse molti non possono uscire. E l'appello conteneva anche una data di scadenza, e l'ultimatum scade nei prossimi giorni. C'è dunque il pericolo che si scateni presto un nuovo vortice di bombe e di sangue, se le potenze che stanno dietro alle due parti in guerra non decidono di porre davvero fine a questa guerra sporca”. (GV) (Agenzia Fides 24//2016).
Fonte www.fides.org