mercoledì 3 gennaio 2018

AFRICA/CONGO RD Repressa manifestazione dei laici cattolici ; precisazione della Nunziatura a Kinshasa / "Si vuole seminare la divisione nell'episcopato", denunciano i vescovi nel condannare la repressione.

Fonte www.fides.org

AFRICA/CONGO RD - Repressa manifestazione dei laici cattolici; la precisazione della Nunziatura a Kinshasa Kinshasa (Agenzia Fides)-La Nunziatura Apostolica a Kinshasa era stata informata delle manifestazione del 31 dicembre 2017 promosse dal Comité Laïc de Coordination (CLC), che sono state poi represse dalla polizia. Ma questo non significa che l’iniziativa dei fedeli laici sia stata approvata o disapprovata dalla Santa Sede. 
Lo afferma un comunicato della Nunziatura nella Repubblica Democratica del Congo inviato all’Agenzia Fides che ricorda come “la promozione della giustizia sociale e della difesa dei diritti civili e politici dei cittadini è parte integrante della Dottrina Sociale della Chiesa”. Il comunicato aggiunge che “nel caso dell’iniziativa promossa dal CLC (Comité Laïc de Coordination) a Kinshasa l’unica autorità ecclesiastica competente a giudicare la conformità di tale iniziativa con la Dottrina Sociale della Chiesa era l’Arcivescovo di Kinshasa”.
La Nunziatura afferma di essere stata informata dell’iniziativa “ma che non ci si può aspettare alcuna reazione da parte della Santa Sede (i cui vertici sono stati informati dalla Rappresentanza Pontificia di Kinshasa, ndr.) perché è una regola della Chiesa rispettare quello che è di competenza dei Vescovi diocesani”. “Di conseguenza nessuna approvazione o condanna è stata promulgata dalla Santa Sede, e non ci deve attenderne in futuro” conclude il comunicato.
Contattata dall’Agenzia Fides la Nunziatura invita infine ad attendere le comunicazioni ufficiali dei Vescovi congolesi per potere avere un quadro esatto degli avvenimenti e il bilancio delle vittime.
Secondo fonti di stampa la polizia avrebbe fatto irruzione in alcune chiese durante la messa domenicale, sparando candelotti lacrimogeni. Negli scontri avvenuti a Kinshasa e a Kananga vi sarebbero stati otto morti.
Il Comité Laïc de Coordination (CLC) è un’associazione di laici cattolici che aveva annunciato il 17 dicembre la tenuta di una seria di manifestazioni di protesta pacifica in tutto il Paese domenica 31 dicembre, con lo scopo di chiedere l’applicazione delle misure di distensione previste dall’Accordo di San Silvestro firmato con la mediazione della Conferenza Episcopale Congolese (CENCO) il 31 dicembre 2016.
Ad un anno esatto dalla firma dell’intesa, la CLC intendeva così rimarcare la sua mancata applicazione. “Anche se la legge elettorale è stata votata, anche se il calendario elettorale è stato accettato- ha affermato Léonnie Kandolo, uno dei membri della CLC- non dimentichiamo che questo ha talmente precondizioni che devono essere soddisfatte, che non c'è davvero alcuna possibilità che il calendario venga rispettato”, riferendosi alle elezioni annunciate per il 23 dicembre 2018 (vedi Fides 6/11/2017).
Kandolo sottolinea che non solo non si sono tenute le elezioni presidenziali nel 2017, come previsto dagli Accordi del 31 dicembre 2016 ma pure i provvedimenti di distensione da esso previsti non sono stati applicati, citando ad esempio la liberazione di prigionieri politici e di opinione. “Alcuni sono stati amnistiati, ma sono ancora in carcere. Vi sono inoltre coloro che sono in esilio e che non possono rientrare” ha detto.
In un comunicato inviato alla stampa il 20 dicembre , il comitato di coordinamento dei laici ha insistito sulla natura pacifica di questo evento. Il CLC invitava la popolazione a respingere ogni forma di violenza: nessun copertone bruciato, nessuna barricata, nessun commento violento, nessun insulto, nessun lancio di pietre e altri proiettili, nessun atto di vandalismo.
I manifestanti erano stati invitati a non considerare poliziotti, militari e altri funzionari della sicurezza come nemici. (L.M.) (Agenzia Fides 2/1/2018)

AFRICA/CONGO RD - “Si vuole seminare la divisione nell’episcopato”, denunciano i Vescovi nel condannare la repressione Kinshasa (Agenzia Fides)- I Vescovi della Repubblica Democratica del Congo denunciano una “campagna d’intossicazione mirante a seminare la divisione all’interno dell’Episcopato” in relazione alla marcia di protesta pacifica promossa il 31 dicembre dal Comité Laïc de Coordination (CLC) e repressa nel sangue dalle forze di sicurezza (vedi Fides 2/1/2018).
“Le dichiarazioni di alcuni Vescovi e del Nunzio Apostolico sono state deliberatamente deformate facendo loro dire di aver condannato l’iniziativa di questa marcia a Kinshasa e in alcune diocesi” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dalla la CENCO (Conferenza Episcopale Nazionale del Congo). “Questo non è vero. Le diocesi che non hanno rilanciato la marcia non l’hanno per questo disapprovata”.
In una nota pubblicata ieri, e rilanciata da Fides, la Nunziatura ha puntualizzato che è competenza dei Vescovi valutare le iniziative dei laici cattolici nelle loro Diocesi, astenendosi dall’approvare o disapprovare la marcia del CLC (vedi Fides 2/1/2018).
La CENCO si dichiara “profondamente scioccata dagli atti ignobili” commessi dagli agenti dello Stato e condanna “la violazione della libertà di culto garantita in ogni Stato democratico, la profanazione di alcune chiese e l’aggressione fisica dei fedeli tra cui alcuni chierichetti e dei preti”.
A sua volta il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, ha pubblicato una dichiarazione nella quale afferma che “"non possiamo che denunciare, condannare e stigmatizzare le azioni dei nostri cosiddetti valorosi uomini in uniforme, che sfortunatamente, né più né meno, descrivono la barbarie. È tempo che la verità prevalga sulla menzogna sistemica, che i mediocri se ne vadano e che regni la pace, la giustizia nella Repubblica Democratica del Congo”. Oltre alle violenze contro i fedeli, le uccisioni e il lancio di lacrimogeni all’interno di alcune chiese, il Cardinale denuncia pure il furto di denaro e di cellulari da parte di militari e poliziotti nei confronti dei fedeli e “il tiro di pallottole mortali contro cristiani con in mano bibbie, rosari, crocifissi e statuette della Vergine”.
Anche il Cardinale Monsengwo sottolinea che la libertà religiosa nella RDC è a rischio perché viene strumentalizzata “per mascherare interessi occulti come l’accaparramento di risorse e ricchezze, il mantenersi al potere con metodi anticostituzionali” provocando “danni enormi alla nostra società”.
“Come potremmo fidarci di leader che si oppongono alla libertà religiosa della gente? ha affermato il Cardinale, con un evidente riferimento senza nominarlo al Presidente Joseph Kabila, ancora al potere nonostante il suo secondo e ultimo mandato sia scaduto il 20 dicembre 2016.
La marcia promossa dal CLC voleva chiedere il rispetto degli Accordi di San Silvestro firmati il 21 dicembre 2016, con la mediazione dei Vescovi, per permettere lo svolgimento delle elezioni presidenziali entro il 2017. Ora la data delle elezioni è stata fissata al 23 dicembre 2018, facendo temere a molti che Kabila intenda approfittare della situazione per modificare la Costituzione per ottenere un terzo mandato o per cercare di posporre indefinitamente le elezioni. (L.M.) (Agenzia Fides 3/1/2018)

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