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lunedì 14 ottobre 2019

Saint John Henry Newman

[1] John Henry Newman nacque a Londra, il 21 febbraio 1801; la sua vita abbracciò quasi l’intero diciannovesimo secolo. Cresciuto in una famiglia anglicana, sperimentò la conversione religiosa nel 1816 quando, sotto l’influenza di un ministro evangelico, scoprì la realtà di un Dio personale e la centralità della propria coscienza. Dopo gli studi a Oxford, a 21 anni divenne membro dell’Oriel College e rimase legato all’Università di Oxford per più di 20 anni, come accademico e come ministro della Chiesa d’Inghilterra. Il suo ambito di studi era in particolare la Chiesa dei primi secoli.

A seguito di un viaggio in Italia, dove rischiò di morire per una grave malattia contratta in Sicilia, al suo ritorno in Inghilterra divenne famoso come scrittore, predicatore e leader del Movimento di Oxford, che si proponeva di ricondurre la Comunione anglicana a una maggiore armonia con le antiche tradizioni spirituali e sacramentali. A poco a poco, il suo studio della storia della Chiesa e della teologia fece nascere in lui alcuni dubbi sulla validità della «via media», in forza della quale l’anglicanesimo si considerava un saggio compromesso tra le posizioni «estreme» del cattolicesimo romano e quelle del protestantesimo. Il 9 ottobre 1845, dopo anni di discernimento, Newman chiese di essere accolto nella Chiesa cattolica. Dopo un anno di studi teologici al Collegio di Propaganda in Roma, fu ordinato sacerdote, entrò a far parte della congregazione dell’Oratorio e tornò in patria per fondare un Oratorio a Birmingham, che rimase la sua residenza per il resto della vita. All’inizio degli anni Cinquanta, fu invitato a diventare rettore di una nuova Università cattolica a Dublino, dove tenne alcune celebri conferenze sulla natura di un’università. Tuttavia la nuova istituzione non ebbe successo ed egli diede le dimissioni nel 1858. Benché non mettesse mai in discussione la sua decisione di diventare cattolico, Newman visse alcuni anni difficili, sentendosi inutile e venendo criticato per alcuni suoi scritti. Poi, nel 1863, trovò nuova energia nel difendersi contro l’accusa di disonestà nella Apologia pro vita sua, un libro che riscosse un enorme successo e ristabilì la sua reputazione sia tra gli anglicani sia tra i cattolici. Nel 1870 Newman pubblicò il suo libro più importante in difesa della certezza della fede: Un saggio in sostegno di una grammatica dell’Assenso. La sua ortodossia fu in parte messa in dubbio poiché aveva manifestato una certa esitazione sui tempi e sul pro- cedimento della definizione dell’infallibilità pontificia durante il Concilio Vaticano I (egli non aveva alcun dubbio sul contenuto del dogma). Ma nel 1879 la sua lunga vita di servizio alla Chiesa venne riconosciuta quando papa Leone XIII lo nominò cardinale. Visse un altro de- cennio di serena vecchiaia, in contatto con molte persone, e morì l’11 agosto 1890.

Fonte https://www.laciviltacattolica.it/articolo/newman-defensor-fidei/?fbclid=IwAR3NGgYvAakAhluNVMGQf0BsChewIDNcHwmqBPeGXGmjXvW-HAi80o-LRlM

martedì 13 dicembre 2016

BISHOP JAVIER ECHEVARRIA (1932-2016)

BISHOP JAVIER ECHEVARRIA
(1932-2016)

The friends and staff of the St. Josemaria Institute join in the prayers for the repose of the soul of Bishop Javier Echevarria, Prelate of Opus Dei, who passed away on the Feast of Our Lady of Guadalupe, December 12, 2016.
For news and information please visit:
www.opusdei.org

COME LORD, AND DO NOT DELAY
“We all have engraved on our hearts some words that, in the upcoming weeks, should leave their imprint on everything we do: veni, Domine, et noli tardare; come Lord, and do not delay. We are invited to turn our eyes to Christ, while recalling his terrestrial birth in Bethlehem and awaiting, also with joy and peace, his glorious coming at the end of time. If we were to fail to make this effort, our daily occupations, the monotonous succession of days almost always the same, could perhaps make our daily path seem tedious and uninteresting, and undermine the expectation of an encounter with the Saviour.

“Hence this marvelous cry of the Church: come, Lord Jesus! As Saint Bernard said, between the first and final advent comes an adventus medius, an intermediary coming of Christ, which marks the entire course of our existence. ‘This intermediary coming is, one could say, a path leading from the first to the last: in the first, Christ was our redemption; in the last, he will appear as our life; in this intermediary one he is our rest and our consolation.’

“In preparing ourselves for the imminent commemoration of Jesus’ birth in Bethlehem, these weeks spur us to realize how God draws close to us at each moment; he awaits us in the sacraments, especially Penance and the Eucharist, and equally in prayer, in the works of mercy. ‘Awaken! Remember that God comes! Not yesterday, not tomorrow, but today, now! The one true God, “the God of Abraham, Isaac and Jacob,” is not a God who is there in Heaven, unconcerned about us and our history, but he is the-God-who-comes.’”

Bishop Javier Echevarria
Letter from the Prelate
Rome | December 1, 2016