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giovedì 7 luglio 2022

Una precisazione sul mio impegno come abolizionista

 Se vedete il mio nome sappiate che lo hanno messo altre. Io sono contraria. Non avrò mai sulla mia coscienza né le donne né i bambini. 

A buon intenditore poche parole. 

Questo purtroppo succede perché la maggioranza di voi non vuole fare nulla per abolire prostituzione e pornografia,utero in affitto e gender. Mentre da anni la chiesa stessa è in prima fila per questo. Vedete le suore contro la tratta. Rivedete e leggete don Oreste Benzi.  Ascoltate le testimonianze delle sopravvissute. Anche in altre denominazioni cristiane. Come ad esempio il pastore che si occupa di traffico di esseri umani per far capire che i trafficanti e i produttori della pornografia sono dei criminali. E testimoniare come Grazie alla Divina Misericordia lui stesso sia uscito dalla pornografia (era anche un attore) e sia poi diventato pastore. Quello che io faccio l'ho imparato da Gesù, dalla Bibbia e dalla Chiesa Cattolica. E dal cristianesimo. Poi ho trovato che per abolire la pornografia, la prostituzione, l'utero in affitto, oltre ai cristiani, se ne occupano solo le femministe radicali.  E apprezzo molto la loro dedizione e la loro perseveranza nel continuare ogni giorno a difendere i diritti delle donne, a lottare contro il traffico di esseri umani alimentato dalla pornografia.  Dalla pornografia nascono i pedofili e gli stupratori e anche i clienti delle prostitute.

Gesù mi insegna a perdonare, ad essere misericordiosa, a portarlo dove non è conosciuto, a unirci anziché farci guerra su ciò che ci divide. A rispettare la dignità di tutti, e fare capire che la vita vale sempre di essere vissuta. Che in nome della libertà di informazione, stampa, espressione non può essere lesa la dignità altrui e non si può stare in silenzio dinanzi a tanto male prodotto e alimentato dalla pornografia.  

Ascoltiamo le donne, ascoltiamo le sopravvissute.  

sabato 3 luglio 2021

Pornografia e violenza sessuale

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Pornografia e violenza sessuale


Mai più? Per discutere di violenza sessuale bisogna parlare anche di pornografia

di Melinda Tankard Reist

Traduzione dall’inglese di Giulia C.

 [Avvertenza: nell’articolo sono presenti descrizioni esplicite]

Post in lingua originale: https://www.abc.net.au/religion/never-again-addressing-sexual-violence-must-include-pornography/10094568 




Sul legame tra pornografia e violenza sessuale la giornalista e attivista australiana Melinda Tankard Reist: “Numeri crescenti di giovani donne raccontano che i loro partner imitano gli atti sessuali tipici della pornografia: eiaculazione sul viso e sul corpo, deep-throating e sesso anale. Rosie Redstockings – giovane studentessa di un’università inglese – racconta la sua esperienza con uomini influenzati dal porno. Scrive: ‘Ho 23 anni. La mia è la prima generazione ad essere stata esposta al porno online fin dall’infanzia. Abbiamo imparato quello che sappiamo sul sesso guardando sconosciuti su internet, non conosciamo nient’altro. Mi è stato detto che ho un riflesso faringeo troppo forte ... Mi sono state fatte pressioni affinché acconsentissi a farmi eiaculare sul viso. Non volevo. Ha detto [scherzando] che mi avrebbe eiaculato in faccia mentre dormivo. Non stava scherzando – mi sono svegliata con lui che si masturbava sopra di me ... Mi sono state fatte pressioni affinché acconsentissi al sesso anale. Faceva così male che l’ho scongiurato di fermarsi. Si è fermato, per poi lamentarsi che ero troppo sensibile ... Ha continuato a chiedermelo ... Richieste continue di avere rapporti a tre ... Richieste continue di lasciare che ci filmasse ... Ogni singola ragazza etero che conosco ha avuto esperienze simili. Ogni. Singola. Ragazza. Ad alcune è successo molto peggio. Alcune hanno ceduto, altre hanno resistito, altre si sono sentite in colpa e strane per non ... volergli dare quello che lui vuole.’ Poi c’è la 16enne che descrive il sesso orale come "il nuovo bacio": ‘Quando fai sesso con un ragazzo, lui vuole che sia come un porno. Vogliono subito sesso orale o anale. L’orale è, tipo, il nuovo bacio... l’eiaculazione sul viso va molto.’ Secondo uno studio recente le ragazze vengono costrette al sesso anale anche se non lo vogliono e lo trovano doloroso. Il motivo principale che hanno citato per aver eseguito questi atti è che i ragazzi ‘volevano rifare quello che avevano visto nei porno.’ Le ragazze più giovani che hanno parlato con la deputata inglese Sarah Champion per il suo report le hanno detto che credevano che, se volevano che il loro ragazzo rimanesse fedele, fosse obbligatorio fare sesso anale o essere cedute agli amici del proprio partner.”

http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/11/04/melinda-tankar-reist-pornografia-e-violenza-sessuale/