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venerdì 18 settembre 2020
La Missione di Speranza e Carità lancia un appello e una richiesta di aiuto.
La Missione di Speranza e Carità lancia un appello e una richiesta di aiuto.
I poveri sono di tutta la città.
La Missione non è da intendersi come un ente o una proprietà privata. È una Missione e soprattutto è un servizio che in modo gratuito da anni Fratel Biagio e i suoi collaboratori donano nei confronti dei poveri, degli ultimi, dei disperati e di tante grandi emergenze che vive questa città di Palermo e non solo.
Molti uomini vivono smarriti nella totale vulnerabilità, nelle strade, nelle vie, nei marciapiedi dei quartieri della nostra città di Palermo.
Queste persone spesso bussano al cancello della Missione, molte volte vengono accompagnati da cittadini e da forze dell'ordine che sensibilmente si mettono a disposizione per aiutare tanti che si ritrovano a dormire per strada al freddo nei marciapiedi, nelle panchine, nelle sale d'aspetto delle stazioni o degli ospedali di questa città. Alla Missione i poveri vengono soccorsi con un pasto quotidiano, con la possibilità di una doccia, di un tetto e un letto e certe volte solo di un materasso per dormire e tutto questo grazie a Dio e alla generosità e agli aiuti di cittadini sensibili che con semplici donazioni di alimenti, di prodotti vari permettono che questo possa realizzarsi giornalmente.
I locali dove la Missione è ospite in via Decollati dopo anni di abbandono piano piano si sta cercando di ristrutturarli, ma è chiaro che le condizioni per l' accoglienza sono quelle del primo soccorso, della quotidiana emergenza sociale, così come avviene nelle gravi crisi umanitarie. La Missione è come se fosse un grande ospedale da campo per le tante urgenze sociali e così come avviene in un pronto soccorso di un ospedale, spesso, per poter aiutare chi ha bisogno si cerca di sistemare al meglio la prima accoglienza negli spazi disponibili.
Adesso la Missione sta vivendo una grandissima difficoltà dovuta alla Pandemia e alla progressiva diffusione di un possibile focolaio di Coronavirus.
Chiediamo ufficialmente e con carità a tutti, soprattutto a chi ha dei compiti di responsabilità sanitaria, politica e istituzionale di aiutare la Missione in tutti i modi possibili. Ognuno deve fare la sua parte perché altrimenti non sarà possibile arginare le difficoltà collegate al virus.
La Missione non ha i mezzi né le forze per organizzare un impegno così importante di messa in quarantena e cura di un numero così elevato di persone.
Chiediamo che possano essere pensate tutte le soluzioni perché oltre alla fase indispensabile della diagnosi attraverso i tamponi si possano prevedere fin da subito le modalità per gestire la seconda fase di questa operazione che, come tutti sappiamo, prevede l'isolamento dei vari soggetti.
In Missione non ci sono spazi tali da poter garantire che ognuno possa essere messo in sicurezza con una stanza dedicata e un bagno dedicato per ogni persona. La Missione inoltre non è assolutamente in grado di potere garantire che i soggetti possano rispettare gli obblighi collegati all'isolamento a ad eventuali cure mediche intensive.
La Missione invece si rende disponibile a provvedere alla produzione del vitto anche più volte al giorno da portare in qualche luogo idoneo, alla distribuzione di prodotti igienici, di mascherine, di indumenti necessari.
Chiediamo la collaborazione di tutti. Come diceva il nostro caro conterraneo Don Pino Puglisi: Se ognuno fa qualcosa, tutti insieme possiamo fare tanto"
Solo così pensiamo possiamo uscire da questa grande difficoltà.
Pace e Speranza
I missionari e i volontari della Speranza e della Carità
mercoledì 10 ottobre 2018
lunedì 18 settembre 2017
Martedì 19 Settembre e Giovedì 21 Settembre/ Tuesday 19th September and Thursday 21st September : Benjamin Britten 's "A Midsummer night's dream" live on Radio3 and on tv Rai 5
#OperaLirica #TeatroMassimo #Palermo #Sicilia #Sicily #BenjaminBritten #DanielCohen #ClassicalMusic #MusicaClassica
#Radio3Suite il programma in onda su #Radio3 #Rai la sera alle 19:50, domani (martedì 19 settembre) è in diretta dal #TeatroMassimo di #Palermo per trasmettere l'opera lirica "Sogno di una notte di mezza estate". Musica di Benjamin Britten, direttore d'orchestra #DanielCohen
Giovedì 21 Settembre alle ore 21:15 quest'opera lirica è trasmessa in diretta tv su Rai5. http://www.rai5.rai.it
#dreamwithus
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lunedì 11 settembre 2017
Luigi Maria Burruano per tutti Gigi Burruano adesso riposa in pace
Copyright of this picture goes to the owner. / Il copyright di questa fotografia va al proprietario.
I want to pay my respect to a great Sicilian man: Gigi Burruano rest in peace, you was a great actor and cinema, film world and theatre will miss you.
I've learnt from Nuno Lopes that when an a great actor (Gigi Burruano in this case) dies it is a sad day for the world...
Io voglio dare il mio rispetto e ricordo di un grande uomo siciliano : Gigi Burruano riposa in pace.
Gigi Burruano è stato e rimane un grande attore e con la sua morte lascia un grande vuoto nel mondo del cinema e del teatro.
Nuno Lopes mi ha insegnato che quando muore un attore è un giorno triste per il mondo...
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domenica 10 luglio 2016
Predicazione per la benedizione del patto d’amore tra Giovanni e Roberto. Palermo 9 Luglio 2016
Testo della predicazione a cura del pastore Peter Ciaccio, tenuta sabato 9 luglio 2016 in occasione del culto di benedizione del patto d’amore tra Giovanni Bonanno e Roberto Sucameli.
L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità.
Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi stimate saggi da voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. [Romani 12, 9-18.21]
In verità vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. [Matteo 18, 19-20]
Caro Giovanni, caro Roberto, è passato poco più di un anno da quando siete venuti a trovarmi per chiedermi informazioni riguardo un percorso nella chiesa valdese ed eccoci qui. In realtà non siete voi venuti a fare un percorso da noi, ma sono i nostri percorsi di vita che si sono incrociati. Come un giorno le vostre strade si sono incrociate per proseguire insieme, così le nostre strade si sono incrociate.
La nostra chiesa ha una lunga storia di persecuzione. La sofferenza subita dai nostri antenati ci ha resi attenti alle ingiustizie subite da altri. Avremmo potuto avvitarci su noi stessi, chiuderci, pensare prima alle nostre ferite. Ma questo avrebbe significato una vittoria del male, quel male che ha perseguitato i valdesi “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene”.
Non è molto diversa la storia delle discriminazioni, persecuzioni e molestie subite dalle donne e uomini omosessuali. Anche qui, quando si è attaccati dal male, ci si può chiudere in se stessi, ci si può nascondere, si può pensare di reagire con la stessa violenza. E invece, il fatto che le nostre strade si stiano incontrate significa che state, stiamo vincendo il male con il bene.
Cos’è il male? Non vorrei entrare nel metafisico: mi limito pertanto a dire che è male quel che fa male, che è inspiegabilmente crudele, che porta all’infelicità, che distrugge la capacità di una persona o di una comunità di sognare. Cos’è allora il bene? Su questo il testo che abbiamo letto è più esplicito: affetto reciproco, zelo, cura del prossimo, ospitalità, empatia con chi è allegro e con chi è triste, umiltà, impegno, animo pacifico.
Ma vorrei soffermarmi su un punto di tutti questi: “L’amore sia senza ipocrisia”. Va detto, a scanso di equivoci, che qui non s’intende l’amore sessuale, ma l’amore fraterno. Detto questo, però, c’è un richiamo all’autenticità e alla verità in ogni relazione, che non possiamo ignorare. Dalla parte del bene c’è l’autenticità e la verità. Ecco, quello che cerchiamo di fare oggi è un atto di autenticità e di verità.
Giovanni e Roberto hanno scelto di vivere insieme in un patto d’amore. Noi qui pensiamo che vada bene. Siamo d’accordo e vogliamo dirlo. Giovanni e Roberto hanno scelto di promettersi amore, rispetto e cura reciproca qui, in questo luogo. Avrebbero potuto farlo altrove, ma quando ci siamo incontrati la prima volta la legge era ancora molto indietro e, anche adesso, nonostante dei piccoli passi avanti, è ancora indietro. In che senso è indietro? Nel senso che non è senza ipocrisia. Non voglio elencare le cose che non vanno, anche perché sarebbero più oggetto di un convegno o di un comizio che di un sermone. Il punto è che se l’amore deve essere senza ipocrisia, Giovanni e Roberto hanno scelto di venire qui.
Per carità, nessuno è libero dall’ipocrisia e non mi vanterò certo per la chiesa valdese di non essere ipocrita. Quello che voglio dire è che ci proviamo, ci stiamo provando. Stiamo provando a fare i conti con le sovrastrutture culturali in cui siamo cresciuti, stiamo provando a fare i conti con gli errori delle chiese — perché non basta chiedere scusa se non sei disposto a cambiare intimamente —, stiamo provando e sappiamo che, con l’aiuto di Dio, riusciremo nell’intento di essere più giusti, più autentici, più aderenti alla volontà di Dio. E la volontà di Dio implica l’accoglienza e non l’esclusione, implica l’autenticità e non l’ipocrisia, implica l’amore e non l’odio.
“Benedite e non maledite”. Ecco, noi oggi benediciamo questa coppia, questa famiglia. E invochiamo su di loro la benedizione di Dio. La benedizione di Dio non è un bollino, non è un certificato, un salvacondotto o una raccomandazione, sia chiaro. La benedizione di Dio significa che Dio vi accompagnerà, come ha fatto finora con ognuno di noi. Significa che della vostra gioia Dio gioirà e che, quando ci saranno momenti tristi e dolorosi, Dio si abbasserà al vostro livello per asciugare le vostre lacrime e per rialzarvi.
La benedizione di Dio non significa che per la società state a posto. Ecco perché, da un punto di vista politico, la vostra lotta non è conclusa. La benedizione di Dio non annulla le discriminazioni degli esseri umani, ma può darvi la forza di andare avanti a testa alta.
Qualcuno potrebbe obiettare, però: «Siete sicuri che Dio benedice il patto d’amore tra Giovanni e Roberto?» E qui mi collego al secondo testo che abbiamo letto, quello del Vangelo di Matteo. «Se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli», promette Gesù. In questa promessa ravvedo una sfida: avete il coraggio di dire quello che ritenete giusto? Nel caso specifico, oggi avete il coraggio di dire a Giovanni e Roberto che il loro patto è benedetto?
Questa è dunque la preghiera che noi oggi rivolgiamo a Dio. Oggi siamo riuniti nel suo nome e oggi noi chiediamo di benedire questa unione. Siamo certi che Dio ascolti la nostra preghiera? Certo, con umiltà, con timore e tremore, ma siamo certi: Dio ci ascolta e il fatto che siete qui significa che già ci ha esaudito.
Noi oggi benediciamo e confidiamo che questa sia una testimonianza di come vincere il male con il bene.
Caro Roberto, caro Giovanni, noi ringraziamo Dio per aver fatto incrociare le nostre strade. Prima di concludere vorrei ricordare che Dio si serve di testimoni e vorrei ricordare il testimone che oggi non è purtroppo tra noi, che ha lavorato tanto affinché questo momento potesse accadere: Nicola D’Ippolito. A lui sarebbe piaciuto essere qui oggi. E in qualche maniera c’è.
Roberto e Giovanni, il Signore vi accompagnerà in questo percorso di vita comune che avete scelto. E oggi vi rende testimoni del suo infinito amore per ogni essere umano. Qualunque cosa si dica di voi, Egli vi ama. Questo è quello che conta e sul suo amore per voi potrete fondare il vostro amore. Amen
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