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sabato 30 dicembre 2023

Festa della Santa Famiglia di Nazareth

 Per la festa della Santa Famiglia di Nazareth 2023 ripropongo la riflessione che scrissi per la Festa della Santa Famiglia di Nazareth del 2020 "Non esasperate i vostri figli" 

 https://agnesefiducia.blogspot.com/2020/12/non-esperate-i-vostri-figli.html


Aggiungo solo che ho imparato la seguente lezione:Non bisogna cercare il partner perché si rischia di idealizzare e cercare non chi ci ama, ma chi pensiamo potrebbe piacerci perché ha le caratteristiche fisiche che noi vorremmo, il carattere che vorremmo che lui avesse, la sensualità, l'attrazione,ma l'amore vicendevole dove è? 

Capiterà di innamorarsi, ma da lì a formarsi una famiglia il passo è molto più lungo. Ci vogliono calma, riflessione e discernimento e bisogna essere in due. 

"L'Amore è di Dio" (mi ha scritto un amico) 



domenica 12 febbraio 2017

Ermal Meta - Vietato Morire

Ermal Meta "Vietato Morire"


Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricordo la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c'erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l'amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai

Non ho dimenticato l'istante
In cui mi sono fatto grande
Per difenderti da quelle mani
Anche se portavo i pantaloncini
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
Ma la magia era finita
Restava solo da prendere a morsi la vita

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai

Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare
E scegli una strada diversa e ricorda che l'amore non è violenza
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non ti spara in faccia mai
Figlio mio ricorda bene che
La vita che avrai
Non sarà mai distante dell'amore che dai

Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Perché è vietato morire
Vietato morire


Official Video  

sabato 10 dicembre 2016

Preghiere a San Giuseppe e alla Santa Famiglia di Nazaret

Preghiere  a San Giuseppe e alla Santa Famiglia di Nazaret

Preghiera Ave o Giuseppe
"Ave o Giuseppe : uomo giusto, sposo verginale di Maria e padre davidico del Messia. Benedetto è il Figlio di Dio che a te fu affidato: Gesù.  San Giuseppe Patrono universale della Chiesa custodisci le nostre Famiglie nella Pace e nella Grazia Divina. E soccorrici nell'ora della nostra morte. Amen."

Preghiera alla Santa Famiglia (da Amoris Laetitia)

"Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore del vero amore,
a voi, fiduciosi, ci affidiamo.

Santa Famiglia di Nazaret,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole di Vangelo
e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazaret,
mai più ci siano nelle famiglie 
episodi di violenza, di chiusura e di divisione;
che chiunque sia stato ferito o scandalizzato
venga prontamente confortato e guarito.

Santa Famiglia di Nazaret,
fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
della sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltateci e accogliete la nostra supplica.
Amen."

mercoledì 17 agosto 2016

Lettera Apostolica in forma di 'Motu Proprio' con cui si istituisce il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (15 agosto 2016)

Lettera Apostolica in forma di 'Motu Proprio' con cui si istituisce il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (15 agosto 2016) | Francesco http://w2.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20160815_sedula-mater.html

LETTERA APOSTOLICA
IN FORMA DI «MOTU PROPRIO»

DEL SOMMO PONTEFICE
FRANCESCO

con cui si istituisce il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

 

La Chiesa, madre premurosa, ha sempre, lungo i secoli, avuto cura e riguardo per i laici, la famiglia e la vita, manifestando l’amore del Salvatore misericordioso verso l’umanità. Noi stessi, avendo questo ben presente in ragione del Nostro ufficio di Pastore del gregge del Signore, ci adoperiamo prontamente a disporre ogni cosa perché le ricchezze di Cristo Gesù si riversino appropriatamente e con profusione tra i fedeli.

A tal fine, provvediamo sollecitamente a che i Dicasteri della Curia Romana siano conformati alle situazioni del nostro tempo e si adattino alle necessità della Chiesa universale. In particolare, il Nostro pensiero si rivolge ai laici, alla famiglia e alla vita, a cui desideriamo offrire sostegno e aiuto, perché siano testimonianza attiva del Vangelo nel nostro tempo e espressione della bontà del Redentore.

Pertanto, dopo avere accuratamente valutato ogni cosa, con la Nostra autorità Apostolica istituiamo il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che sarà disciplinato da speciali Statuti. Competenze e funzioni finora appartenuti al Pontificio Consiglio per i Laici e al Pontificio Consiglio per la Famiglia, saranno trasferiti a questo Dicastero dal prossimo 1° settembre, con definitiva cessazione dei suddetti Pontifici Consigli.

Quanto stabilito desideriamo che abbia valore ora e in futuro, nonostante qualsiasi cosa contraria.

In Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, 15 agosto 2016, nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, Giubileo della Misericordia, anno IV del Nostro Pontificato.

Francesco

© Copyright - Libreria Editrice Vaticana

domenica 10 luglio 2016

Predicazione per la benedizione del patto d’amore tra Giovanni e Roberto. Palermo 9 Luglio 2016


Testo della predicazione a cura del pastore Peter Ciaccio, tenuta sabato 9 luglio 2016 in occasione del culto di benedizione del patto d’amore tra Giovanni Bonanno e Roberto Sucameli.
L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità.
Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi stimate saggi da voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. [Romani 12, 9-18.21]
In verità vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. [Matteo 18, 19-20]
Caro Giovanni, caro Roberto, è passato poco più di un anno da quando siete venuti a trovarmi per chiedermi informazioni riguardo un percorso nella chiesa valdese ed eccoci qui. In realtà non siete voi venuti a fare un percorso da noi, ma sono i nostri percorsi di vita che si sono incrociati. Come un giorno le vostre strade si sono incrociate per proseguire insieme, così le nostre strade si sono incrociate.
La nostra chiesa ha una lunga storia di persecuzione. La sofferenza subita dai nostri antenati ci ha resi attenti alle ingiustizie subite da altri. Avremmo potuto avvitarci su noi stessi, chiuderci, pensare prima alle nostre ferite. Ma questo avrebbe significato una vittoria del male, quel male che ha perseguitato i valdesi “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene”.
Non è molto diversa la storia delle discriminazioni, persecuzioni e molestie subite dalle donne e uomini omosessuali. Anche qui, quando si è attaccati dal male, ci si può chiudere in se stessi, ci si può nascondere, si può pensare di reagire con la stessa violenza. E invece, il fatto che le nostre strade si stiano incontrate significa che state, stiamo vincendo il male con il bene.
Cos’è il male? Non vorrei entrare nel metafisico: mi limito pertanto a dire che è male quel che fa male, che è inspiegabilmente crudele, che porta all’infelicità, che distrugge la capacità di una persona o di una comunità di sognare. Cos’è allora il bene? Su questo il testo che abbiamo letto è più esplicito: affetto reciproco, zelo, cura del prossimo, ospitalità, empatia con chi è allegro e con chi è triste, umiltà, impegno, animo pacifico.
Ma vorrei soffermarmi su un punto di tutti questi: “L’amore sia senza ipocrisia”. Va detto, a scanso di equivoci, che qui non s’intende l’amore sessuale, ma l’amore fraterno. Detto questo, però, c’è un richiamo all’autenticità e alla verità in ogni relazione, che non possiamo ignorare. Dalla parte del bene c’è l’autenticità e la verità. Ecco, quello che cerchiamo di fare oggi è un atto di autenticità e di verità.
Giovanni e Roberto hanno scelto di vivere insieme in un patto d’amore. Noi qui pensiamo che vada bene. Siamo d’accordo e vogliamo dirlo. Giovanni e Roberto hanno scelto di promettersi amore, rispetto e cura reciproca qui, in questo luogo. Avrebbero potuto farlo altrove, ma quando ci siamo incontrati la prima volta la legge era ancora molto indietro e, anche adesso, nonostante dei piccoli passi avanti, è ancora indietro. In che senso è indietro? Nel senso che non è senza ipocrisia. Non voglio elencare le cose che non vanno, anche perché sarebbero più oggetto di un convegno o di un comizio che di un sermone. Il punto è che se l’amore deve essere senza ipocrisia, Giovanni e Roberto hanno scelto di venire qui.
Per carità, nessuno è libero dall’ipocrisia e non mi vanterò certo per la chiesa valdese di non essere ipocrita. Quello che voglio dire è che ci proviamo, ci stiamo provando. Stiamo provando a fare i conti con le sovrastrutture culturali in cui siamo cresciuti, stiamo provando a fare i conti con gli errori delle chiese — perché non basta chiedere scusa se non sei disposto a cambiare intimamente —, stiamo provando e sappiamo che, con l’aiuto di Dio, riusciremo nell’intento di essere più giusti, più autentici, più aderenti alla volontà di Dio. E la volontà di Dio implica l’accoglienza e non l’esclusione, implica l’autenticità e non l’ipocrisia, implica l’amore e non l’odio.
“Benedite e non maledite”. Ecco, noi oggi benediciamo questa coppia, questa famiglia. E invochiamo su di loro la benedizione di Dio. La benedizione di Dio non è un bollino, non è un certificato, un salvacondotto o una raccomandazione, sia chiaro. La benedizione di Dio significa che Dio vi accompagnerà, come ha fatto finora con ognuno di noi. Significa che della vostra gioia Dio gioirà e che, quando ci saranno momenti tristi e dolorosi, Dio si abbasserà al vostro livello per asciugare le vostre lacrime e per rialzarvi.
La benedizione di Dio non significa che per la società state a posto. Ecco perché, da un punto di vista politico, la vostra lotta non è conclusa. La benedizione di Dio non annulla le discriminazioni degli esseri umani, ma può darvi la forza di andare avanti a testa alta.
Qualcuno potrebbe obiettare, però: «Siete sicuri che Dio benedice il patto d’amore tra Giovanni e Roberto?» E qui mi collego al secondo testo che abbiamo letto, quello del Vangelo di Matteo. «Se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli», promette Gesù. In questa promessa ravvedo una sfida: avete il coraggio di dire quello che ritenete giusto? Nel caso specifico, oggi avete il coraggio di dire a Giovanni e Roberto che il loro patto è benedetto?
Questa è dunque la preghiera che noi oggi rivolgiamo a Dio. Oggi siamo riuniti nel suo nome e oggi noi chiediamo di benedire questa unione. Siamo certi che Dio ascolti la nostra preghiera? Certo, con umiltà, con timore e tremore, ma siamo certi: Dio ci ascolta e il fatto che siete qui significa che già ci ha esaudito.
Noi oggi benediciamo e confidiamo che questa sia una testimonianza di come vincere il male con il bene.
Caro Roberto, caro Giovanni, noi ringraziamo Dio per aver fatto incrociare le nostre strade. Prima di concludere vorrei ricordare che Dio si serve di testimoni e vorrei ricordare il testimone che oggi non è purtroppo tra noi, che ha lavorato tanto affinché questo momento potesse accadere: Nicola D’Ippolito. A lui sarebbe piaciuto essere qui oggi. E in qualche maniera c’è.
Roberto e Giovanni, il Signore vi accompagnerà in questo percorso di vita comune che avete scelto. E oggi vi rende testimoni del suo infinito amore per ogni essere umano. Qualunque cosa si dica di voi, Egli vi ama. Questo è quello che conta e sul suo amore per voi potrete fondare il vostro amore. Amen