Gemelli ART Presentazione
giovedì 16 febbraio 2017
Gemelli ART - Musica Amica Mia - Presentazione - Innaugurazione Mosaico Madre di Dio Madre della Tenerezza
Gemelli ART Presentazione
AFRICA/MADAGASCAR - Erezione della diocesi di Maintirano e nomina del primo Vescovo
Fonte www.fides.org
AFRICA/MADAGASCAR - Erezione della diocesi di Maintirano e nomina del primo Vescovo
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 8 febbraio 2017, ha eretto la nuova diocesi di Maintirano (Madagascar), per dismembramento delle diocesi di Tsiroanomandidy, Mahajanga e Morondava, rendendola suffraganea della sede metropolitana di Antananarivo. Il Papa ha nominato primo Vescovo di Maintirano (Madagascar) S.E. Mons. Gustavo Bombin Espino, O.SS.T., finora Vescovo di Tsiroanomandidy.
La neo-eretta diocesi di Maintirano, comprende l’intera regione civile di Melaky, composta da 5 città: 3 nella Diocesi di Tsiroanomandidy: Maintirano, Ambatomainty, Morafenobe; 1 nella Diocesi di Morondava: Antsalova; 1 nella Diocesi di Mahajanga: Besalampy e confina con le medesime: a nord con Mahajanga, a sud con Morondava e sud-est con Tsiroanomandidy. È suffraganea dell’Arcidiocesi di Antananarivo. L’attuale chiesa parrocchiale di Maintirano, dedicata a Nostra Signora dell’Assunzione, diviene la Chiesa Cattedrale della neo-eretta diocesi di Maintirano. (SL) (Agenzia Fides 16/02/2017)
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I dati statistici relativi alla nuova diocesi e alle diocesi di origine -> http://www.fides.org/it/attachments/view/file/LA_NUOVA_DIOCESI_DI_MAINTIRANO.doc
Fonte www.fides.org
mercoledì 15 febbraio 2017
martedì 14 febbraio 2017
Clementino - Ragazzi Fuori
Ragazzi fuori
di C. Maccaro - F. Rizzo - S. Tognini - P.M. Lombroni Capalbo - C. Maccaro
Ed. Babadum/Giovanni Valle/Del Bar
Milano - Serrone (FR) - Milano
Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi
Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno
Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori
Finalmente stai dormendo
E via i pensieri in una stanza e non arriva il vento
Ricordo i passi, i calcinacci e tutto in quel momento
I primi viaggi da ragazzi e quanto eri contento
Non bastano risate qua per stare più sereno
Se questa vita ti ha servito pane col veleno
Una giornata normale, buttato in un locale
Quando tutto sembra uguale, giochi a carte con il male
E con due piedi dentro beh ci sono stato anch’io
Quando raschiavo il fondo inginocchiato a un falso Dio
Tu ca me parl cu l’uocchie e veco a faccia e papà
Ferite ngopp ginocchia scugnizzi dint a sta città
Resto fino a quando sorriderai, tra le luci del mattino e poi
Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi
Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno
Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori
È passato un altro inverno ragazzi fuori
Sotto il cielo e le rovine di palazzi e cori
Aspetto il treno delle tre qui dalla ferrovia
Mi dici «come stai», ti dico «come vuoi che stia»
Tutto si aggiusta via,
Ancora attendo, non comprendo questa giusta via
Per quanto tosta sia, non stare più in balia
È questo schifo che ha rubato tutta l’energia
Di questa vita mia
Siamo ragazzi soli perdonateci signori
Di queste intrusioni, ma quali illusioni
Nuovi messaggi, nuove generazioni nell’era delle menzogne e del buio
Siamo ragazzi fuori
Resto fino a quando sorriderai, tra le luci del mattino e poi
Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi
Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno
Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori
Storie di ragazzi fuori
Le mie storie di ragazzi fuori
Storie di ragazzi fuori
Eravamo noi, dove eravamo noi
Storie di ragazzi fuori
Resto fino a quando sorriderai, tra le luci del mattino e poi
Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi
Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno
Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori
AMERICA/COLOMBIA - I Wayuu denunciano uno stato di abbandono come causa della morte di bambini denutriti
Fonte www.fides.org
AMERICA/COLOMBIA - I Wayuu denunciano uno stato di abbandono come causa della morte di bambini denutriti
La Guajira (Agenzia Fides) – Nonostante le misure cautelari prese dalla Commissione Inter-americana dei Diritti Umani (CIDH), gli indigeni Wayuu continuano a soffrire di denutrizione. La denuncia arriva dal lider della comunità che, in una intervista ad un programma radiofonico locale, ha accusato il Governo colombiano di omissione rispetto alla situazione di denutrizione che nel 2016 ha causato la morte di almeno 100 bambini. Nel 2015 la CIDH ha sollecitato misure cautelari per salvaguardare il popolo wayuu, ma i bambini continuano a morire. La comunità indigena si trova al nord della Colombia al confine con il Venezuela, nella regione desertica del dipartimento di La Guajira. Si stima una popolazione di 300 mila persone, delle quali i bambini costituiscono la terza parte e le donne incinte e i neonati superano i 30 mila. I Wayuu sono conosciuti a livello internazionale per il loro artigianato.
(AP) (14/2/2017 Agenzia Fides)
Fonte www.fides.org
AMERICA/VENEZUELA - L’incontro Nazionale fra Indigeni e Missionari s’interessa su Arco Minero
Fonte www.fides.org
AMERICA/VENEZUELA - L’incontro Nazionale fra Indigeni e Missionari s’interessa su Arco Minero
Caracas (Agenzia Fides) – Sette anni dopo l'ultimo incontro fra popolazione indigena e missionari che lavorano in Venezuela, il Dipartimento delle Missioni della Conferenza Episcopale del Venezuela, in collaborazione con: le Pontificie Opere Missionarie in Venezuela, l'Associazione Indigena AVEC, il Consiglio Missionario Nazionale (Comina) e le congregazioni missionarie della CONVER, hanno organizzato il sesto Incontro Nazionale di Indigeni e Missionari "ENIMIS" che si terrà nella città di Caracas dal 16 al 19 Febbraio 2017.
Secondo informa la nota inviata a Fides delle POM del Venezuela, il VI ENIMIS sarà uno spazio per riflettere sulla situazione attuale delle popolazioni indigene e l'azione missionaria della Chiesa, per affrontare le sfide che ci sono, per impegnarsi nella crescita delle comunità indigene e nella pastorale della Chiesa. Per questo, l'incontro è incentrato sulle prospettive e le sfide delle culture indigene in Venezuela, così come sulle azioni che la Chiesa ha sviluppato nelle aree indigene del paese, e le situazioni attuali che riguardano direttamente le comunità indigene, come il caso di “Arco Minero” a Estado Bolivar e Estado Amazonas.
“Arco Minero” del Orinoco prevede una superficie di 114.000 chilometri quadrati, a sud est di Venezuela, in particolare nello stato di Bolivar. Si tratta di un progetto che prevede lo sfruttamento di minerali strategici come il carbone e il manganese; minerali metallici come oro, ferro, bauxite, rame, cromo, magnesite e nichel; e minerali non metallici come il diamante, fosfato, calcare, feldspato, dolomite, gesso, caolino, grafite e talco.
Il governo venezuelano intende promuovere un programma educativo con i minatori della zona, non solo per evitare l'uso di sostanze inquinanti, ma per far sì che le comunità indigene, che vivono anche dello sfruttamento del territorio, riescano ad avere benefici economici, tecnologici e sociali del progetto. Ecco perché il piano d'informazione del progetto sarà rilasciato nella lingua dei vari gruppi etnici venezuelani.
(CE) (Agenzia Fides, 14/02/2017)
Fonte www.fides.org
domenica 12 febbraio 2017
Domenico Modugno Amara Terra Mia
Sole alla valleE sole alla colli-i-naPer le campagneNon c'e' piu' nessunoAddio addio amoreIo vado viaAmara terra miaAmara e be-e-e-e-llaCieli infinitiE volti come pie-e-traMani incallite ormaiSenza speranzaAddio addio amoreIo vado viaAmara terra miaAmara e be-e-e-e-lla
Fra gli uliveti è nataGia' la lu-u-naUn bimbo piangeAllatta un seno magroAddio addio amoreIo vado viaAmara terra miaAmara e be-e-e-e-lla
Ermal Meta - Vietato Morire
Ricordo quegli occhi pieni di vitaE il tuo sorriso ferito dai pugni in facciaRicordo la notte con poche luciMa almeno là fuori non c'erano i lupiRicordo il primo giorno di scuola29 bambini e la maestra MargheritaTutti mi chiedevano in coroCome mai avessi un occhio neroLa tua collana con la pietra magicaIo la stringevo per portarti via di làE la paura frantumava i pensieriChe alle ossa ci pensavano gli altriE la fatica che hai dovuto fareDa un libro di odio ad insegnarmi l'amoreHai smesso di sognare per farmi sognareLe tue parole sono adesso una canzoneCambia le tue stelle, se ci provi riusciraiE ricorda che l'amore non colpisce in faccia maiFiglio mio ricordaL'uomo che tu diventeraiNon sarà mai più grande dell'amore che daiNon ho dimenticato l'istanteIn cui mi sono fatto grandePer difenderti da quelle maniAnche se portavo i pantalonciniLa tua collana con la pietra magicaIo la stringevo per portarti via di làMa la magia era finitaRestava solo da prendere a morsi la vita
Cambia le tue stelle, se ci provi riusciraiE ricorda che l'amore non colpisce in faccia maiFiglio mio ricordaL'uomo che tu diventeraiNon sarà mai più grande dell'amore che daiLo sai che una ferita si chiude e dentro non si vedeChe cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciareE scegli una strada diversa e ricorda che l'amore non è violenzaRicorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morireCambia le tue stelle, se ci provi riusciraiE ricorda che l'amore non ti spara in faccia maiFiglio mio ricorda bene cheLa vita che avraiNon sarà mai distante dell'amore che daiRicorda di disobbedirePerché è vietato morireRicorda di disobbedirePerché è vietato morirePerché è vietato morireVietato morire