giovedì 26 marzo 2020
In un mese muoiono 14 Saveriani
giovedì 14 dicembre 2017
AMERICA/MESSICO - Il Tribunale si pronuncia sul Chiapas: pace all'orizzonte, resta l'emergenza umanitaria San Cristobal de las Casas (Agenzia Fides)
AMERICA/MESSICO -
Il Tribunale si pronuncia sul Chiapas: pace all'orizzonte, resta l'emergenza umanitaria San Cristobal de las Casas (Agenzia Fides) -
La pace è più vicina in Chiapas. Nel pomeriggio di ieri la Corte Agraria ha emesso una decisione definitiva sul processo per il conflitto di confini territoriali tra i comuni di Chenalhó e Chalchihuitán, favorendo Chenalhó. Dopo la sentenza della Corte, i comuni hanno ratificato l'accordo di pace per una soluzione al conflitto innescatosi, iniziando i lavori per riabilitare la strada che era stata interrotta e ripristinare il transito dei veicoli nella zona. Il conflitto aveva scatenato un'ondata di violenza diffusa, provocata da un gruppo armato che ha seminato il terrore in questi comuni e ha provocato lo sfollamento forzato di migliaia di persone. La controversia è sorta nel 1974, poiché i confini storici e naturali segnati dal fiume che divide le due città non erano stati rispettati.
Negli ultimi tempi la situazione degli sfollati si è fatta sempre più grave e la Chiesa ha lanciato l'allarme per l’emergenza umanitaria (vedi Fides 30/11 e 20/11/2017). Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, negli ultimi giorni sei abitanti del comune di Chalchihuitán sono morti di fame e di freddo. Si tratta principalmente di bambini e anziani sfollati, alcuni dei quali con diabete, che si trovano in pessime condizioni, con mancanza di cibo, medicine e vestiti caldi. La situazione è peggiorata a causa del blocco della strada che collega Chalchihuitán a Las Limas, che aveva interrotto i rifornimenti.
"Chiediamo a nome dell'umanità e nel nome di Dio: basta con la morte di innocenti a Chalchihuitán. Sono figli di Dio, sono esseri umani, hanno il diritto di vivere. Alziamo la nostra voce e ricordiamo il quinto comandamento: 'Non uccidere": è l’accorato appello lanciato, tramite l'Agenzia Fides, da p.Marcelo Perez. Perez, sacerdote indigeno, coordinatore diocesano della pastorale sociale della diocesi di San Cristobal de las Casas. Ragazze, ragazzi e adolescenti vivono in condizioni disumane, indossando gli abiti con cui sono stati costretti a lasciare le loro case, inadeguati a proteggersi dalle basse temperature di questo periodo. La Caritas ha lanciato diversi appelli per raccogliere "medicine, cibo, coperte, vestiti invernali", sollecitando "una risoluzione equa e tempestiva a questa situazione", ma la zona resta difficile da raggiungere. La speranza è che, ristabilita la pace nell’area, l'emergenza umanitaria possa presto rientrare. (LG) (Agenzia Fides 14/12/2017)
Fonte www.fides.org
martedì 14 febbraio 2017
AMERICA/VENEZUELA - L’incontro Nazionale fra Indigeni e Missionari s’interessa su Arco Minero
Fonte www.fides.org
AMERICA/VENEZUELA - L’incontro Nazionale fra Indigeni e Missionari s’interessa su Arco Minero
Caracas (Agenzia Fides) – Sette anni dopo l'ultimo incontro fra popolazione indigena e missionari che lavorano in Venezuela, il Dipartimento delle Missioni della Conferenza Episcopale del Venezuela, in collaborazione con: le Pontificie Opere Missionarie in Venezuela, l'Associazione Indigena AVEC, il Consiglio Missionario Nazionale (Comina) e le congregazioni missionarie della CONVER, hanno organizzato il sesto Incontro Nazionale di Indigeni e Missionari "ENIMIS" che si terrà nella città di Caracas dal 16 al 19 Febbraio 2017.
Secondo informa la nota inviata a Fides delle POM del Venezuela, il VI ENIMIS sarà uno spazio per riflettere sulla situazione attuale delle popolazioni indigene e l'azione missionaria della Chiesa, per affrontare le sfide che ci sono, per impegnarsi nella crescita delle comunità indigene e nella pastorale della Chiesa. Per questo, l'incontro è incentrato sulle prospettive e le sfide delle culture indigene in Venezuela, così come sulle azioni che la Chiesa ha sviluppato nelle aree indigene del paese, e le situazioni attuali che riguardano direttamente le comunità indigene, come il caso di “Arco Minero” a Estado Bolivar e Estado Amazonas.
“Arco Minero” del Orinoco prevede una superficie di 114.000 chilometri quadrati, a sud est di Venezuela, in particolare nello stato di Bolivar. Si tratta di un progetto che prevede lo sfruttamento di minerali strategici come il carbone e il manganese; minerali metallici come oro, ferro, bauxite, rame, cromo, magnesite e nichel; e minerali non metallici come il diamante, fosfato, calcare, feldspato, dolomite, gesso, caolino, grafite e talco.
Il governo venezuelano intende promuovere un programma educativo con i minatori della zona, non solo per evitare l'uso di sostanze inquinanti, ma per far sì che le comunità indigene, che vivono anche dello sfruttamento del territorio, riescano ad avere benefici economici, tecnologici e sociali del progetto. Ecco perché il piano d'informazione del progetto sarà rilasciato nella lingua dei vari gruppi etnici venezuelani.
(CE) (Agenzia Fides, 14/02/2017)
Fonte www.fides.org