mercoledì 10 maggio 2017

Cristiani e Buddisti: percorriamo insieme la via della non violenza

Fonte http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20170422_vesakh-2017_it.html

PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

MESSAGGIO PER LA FESTA DI VESAKH 2017

Cristiani e Buddisti: percorriamo insieme la via della non violenza

Cari amici buddisti,

1. A nome del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, vi porgiamo i nostri più cari saluti, auguri e preghiere per il Vesakh. Che questa festa arrechi gioia e pace a tutti voi, alle vostre famiglie, comunità e nazioni.

2. Quest'anno vogliamo riflettere con voi sulla necessità urgente di promuovere una cultura di pace e non violenza. La religione è in prima pagina nel nostro mondo, benché talvolta in modi contrapposti. Mentre molti credenti si impegnano a promuovere la pace, altri sfruttano la religione per giustificare i loro atti di violenza e odio. Vediamo offrire alle vittime della violenza guarigione e riconciliazione, ma anche tentativi di cancellare ogni traccia e memoria dell' “altro”. Si fa strada la cooperazione religiosa globale, ma si assiste anche alla politicizzazione della religione; c’è una consapevolezza della povertà endemica e della fame nel mondo, eppure continua la deplorevole corsa agli armamenti. Questa situazione esige un appello alla non violenza, un rifiuto della violenza in tutte le sue forme.

3. Gesù Cristo e il Buddha hanno promosso la non violenza e sono stati costruttori di pace. Come scrive Papa Francesco: «Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive” (Mc 7,21)» (Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2017 “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”, n. 3). Il Papa sottolinea pure che «Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16) » (ivi). Di conseguenza, «Essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza» (ivi).

4. Cari amici, il vostro fondatore, il Buddha annunciò anche un messaggio di non violenza e pace, incoraggiando tutti a «vincere colui che è adirato con il non adirarsi, il malvagio con la bontà, il misero con la generosità, e il menzognero con la verità» (Dhammapada, n. XVII, 3). Egli insegnò pure che «la vittoria genera l'inimicizia; gli sconfitti restano nel dolore. Vivono in pace i pacifici, scardinando sia la vittoria che la sconfitta» (ibid. XV, 5). Perciò egli notò che l'autoconquista vale di più della conquista degli altri: «benché uno possa conquistare mille volte mille uomini in battaglia, il più nobile vincitore è in ogni caso colui che conquista se stesso» (ibid, VIII, 4).

5. Nonostante questi nobili insegnamenti, molte delle nostre società devono fare i conti con l'impatto delle ferite passate e presenti causate dalla violenza e dai conflitti. Questo fenomeno include la violenza domestica, nonché la violenza economica, sociale, culturale e psicologica, e la violenza contro l'ambiente, la nostra casa comune. E' triste che la violenza generi altri mali sociali, e così «la scelta della non violenza come stile di vita diventa sempre più un’esigenza di responsabilità a tutti i livelli» (Discorso del Santo Padre Francesco in occasione della presentazione di Lettere Credenziali, 15 dicembre 2016).

6. Pur riconoscendo l'unicità delle nostre due religioni, verso le quali rimaniamo impegnati, concordiamo che la violenza scaturisce dal cuore dell'uomo, e che i mali della persona sfociano in mali strutturali. Perciò siamo chiamati a un'impresa comune: studiare le cause della violenza; insegnare ai nostri rispettivi seguaci come combattere il male nei loro cuori; liberare dal male sia le vittime sia coloro che commettono la violenza; formare i cuori e le menti di tutti, specialmente dei bambini, ad amare e vivere in pace con tutti e con l'ambiente; insegnare che non c'è pace senza giustizia, né vi è vera giustizia senza perdono; invitare tutti a collaborare alla prevenzione dei conflitti nella ricostruzione delle società frantumate; incoraggiare i mezzi di comunicazione sociale ad evitare e combattere il discorso dell'odio, e i rapporti di parte e provocatori; incoraggiare le riforme dell'educazione per prevenire la distorsione e la cattiva interpretazione della storia e dei testi scritturistici; e pregare per la pace nel mondo percorrendo insieme la via della non violenza.

7. Cari amici, possiamo dedicarci attivamente a promuovere nelle nostre famiglie, e nelle istituzioni sociali, politiche, civili e religiose, un nuovo stile di vita in cui la violenza venga rifiutata e venga rispettata la persona umana. È in questo spirito che vi auguriamo nuovamente una pacifica e gioiosa festa di Vesakh!

Jean-Louis Cardinal Tauran
Presidente

+ Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ
Segretario

Fonte http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20170422_vesakh-2017_it.html

giovedì 27 aprile 2017

AFRICA/SUDAN - La grave crisi di acqua potabile a Port Sudan aumenta la sofferenza degli sfollati

Fonte www.fides.org

AFRICA/SUDAN - La grave crisi di acqua potabile a Port Sudan aumenta la sofferenza degli sfollati

Port Sudan (Agenzia Fides) – Gli sfollati della città di Nyala, capitale del Sud Darfur, stanno soffrendo la sete a causa del mancato funzionamento di pozzi e pompe. I serbatoi che forniscono acqua potabile a Port Sudan sono talmente a secco da non riuscire a soddisfare il fabbisogno mensile della città. La Water Corporation attribuisce la crisi alla pulizia dei serbatoi dal fango. Secondo quanto riferito da fonti locali di Port Sudan, il motivo sta nella riduzione del livello dell’acqua del Serbatoio di Arbaat che alimenta la città. Gli sfollati del campo Otash a Nyala hanno lamentato una grave crisi di acqua potabile dovuta alla mancanza di carburante e alla rottura di diverse pompe e pozzi.
(AP) (27/4/2017 Agenzia Fides)

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Rendiamo grazie a Dio AFRICA/NIGERIA - Liberato P. Samuel Okwuidegbe il gesuita rapito il 18 aprile

Rendiamo grazie a Dio

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AFRICA/NIGERIA - Liberato il gesuita rapito il 18 aprile

Abuja (Agenzia Fides)- È stato liberato P. Samuel Okwuidegbe, il gesuita nigeriano di 50 anni, che era stato prelevato da sconosciuti il 18 aprile sulla strada che collega Benin City a Onitsha.
Il gesuita è stato liberato il 22 aprile. Non sono noti i particolari del suo rilascio.
Negli ultimi anni diversi sacerdoti e religiosi sono stati rapiti in Nigeria a scopo di estorsione, specie nel sud. La Conferenza Episcopale della Nigeria ha vietato il pagamento di qualsiasi riscatto nel caso del rapimento di sacerdoti cattolici. (L.M.) (Agenzia Fides 25/4/2017)

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sabato 22 aprile 2017

AFRICA/TANZANIA - “La perdita di valori morali minaccia la nostra esistenza comune” denuncia il Vescovo di Moshi

Fonte www.fides.org

AFRICA/TANZANIA - “La perdita di valori morali minaccia la nostra esistenza comune” denuncia il Vescovo di Moshi

Dar es Salaam (Agenzia Fides)- “La popolazione vive nella paura costante di essere rapita o molestata sessuale, specie le donne che temono di essere violentate. Otto poliziotti sono stati uccisi di recente mentre stavano rientrando dal lavoro. Ed è triste notare che qualcuno ha gioito per queste morti” ha denunciato Mons. Isaac Amani Massawe, Vescovo di Moshi (Tanzania) nella sua omelia della Messa di Pasqua.
“Si tratta di segni di mancanza di amore tra la popolazione del Paese. Nei nostri pensieri vi sono cose che minacciano la pace e l’unità” ha ammonito il Vescovo. “I crimini nascono nella nostra mente e alla fine vengono messi in pratica”.
Mons. Amani Massawe ha sottolineato la perdite dei valori morali nella società come causa di questa situazione, ricordando in particolare le superstizioni, l’abuso di alcool e droghe, la perdita del senso della vita che spinge le persone a interessarsi di attività futili. Gli atti più pericolosi sono il traffico di esseri umani e le violenze sessuali “che stanno spingendo la nazione nell’oscurità. Si tratta di atti vergognosi che sono associati con la globalizzazione, l’alcolismo e la superstizione” ha concluso. (L.M.) (Agenzia Fides 22/4/2017)

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venerdì 21 aprile 2017

AFRICA/NIGERIA - Rapito P. Samuel Okwuidegbe gesuita nel sud della Nigeria

Fonte www.fides.org

AFRICA/NIGERIA - Rapito un gesuita nel sud della Nigeria

Abuja (Agenzia Fides)- Rapito un gesuita nel sud della Nigeria: si tratta di P. Samuel Okwuidegbe, gesuita nigeriano di 50 anni, che è stato prelevato da sconosciuti il 18 aprile, sulla strada che collega Benin City a Onitsha.
Secondo le informazioni raccolte da “La Croix”, p. Okwuidegbe si stava recando a guidare un ritiro a 150 km dal centro di spiritualità da lui diretto, dove vive insieme a 3 confratelli. La sua automobile è stata trovata dalla polizia, che prosegue le ricerche per ritrovarlo.
“In questo momento non abbiamo molti dettagli. È la prima volta da diversi anni che un sacerdote della nostra Compagnia di Gesù è vittima di un rapimento nella regione” ha detto p. Rigobert Kyungu Musenge, Segretario Regionale dei Gesuiti per l’Africa e il Madagascar che rivela che altre due persone sono state rapite insieme a p. Okwuidegbe. “Non pensiamo che sia stato rapito appositamente in quanto sacerdote” sottolinea.
Nel 2016 diversi sacerdoti cattolici sono stati rapiti in Nigeria, specie nelle regioni del sud. Don Sylvester Onmoke, Presidente dell’Associazione dei preti diocesani della Nigeria (President of the Nigeria Catholic Diocesan Priests Association, NCDPA) ha qualificato “la recente ondata di rapimenti di sacerdoti e religiosi come un assalto alla Chiesa” (vedi Fides 7/7/2016). (L.M.) (Agenzia Fides 21/4/2017)

Fonte www.fides.org

AFRICA/GHANA - Mons. Palmer-Buckle: “Se i cristiani mettessero davvero in pratica la loro fede, il Ghana diverrebbe un Paese dal successo inimmaginabile”

Fonte www.fides.org

AFRICA/GHANA - Mons. Palmer-Buckle: “Se i cristiani mettessero davvero in pratica la loro fede, il Ghana diverrebbe un Paese dal successo inimmaginabile”

Accra (Agenzia Fides)- “Vi sono atti malvagi disseminati e praticati da professionisti ghaniani nel loro lavoro” ha ammonito Sua Ecc. Mons. Charles Palmer-Buckle, Arcivescovo di Accra, durante la Messa Crismale nella Cattedrale dello Spirito Santo della capitale del Ghana.
L’Arcivescovo ha sottolineato che il Ghana deve far fronte a diverse attività illegali che compromettono il suo sviluppo sociale ed economico. Mons. Palmer-Buckle ha citato tra i diversi esempi i minatori illegali popolarmente conosciuti come “Galamsay” che causano danni irreparabili alle risorse naturali del Paese, le azioni di gruppi di vigilantes che compromettono le indagini giudiziarie, e i conflitti tribali.
L’Arcivescovo si è detto scontento per il comportamento dei cristiani che non agiscono secondo il Vangelo. “Se i cristiani mettessero davvero in pratica la loro fede- ha detto- il Ghana diverrebbe un Paese dal successo inimmaginabile. Il nostro Paese è benedetto grazie alle sue risorse naturali e umane”. Ma ha aggiunto “vi sono persone che vogliono distruggere il Ghana, crimini e insubordinazioni sono commessi non solo da ghaniani malvagi ma pure da stranieri”. (A.A) (L.M.) (Agenzia Fides 21/4/2017)

Fonte www.fides.org

sabato 8 aprile 2017

Kensington Ghost

This video is very inspirational 


Eloi Youssef voice is wonderful!

"Ghosts"

No, you will never be all
We were never all right
I was never all yours
You were never all mine

So, we'll take a road of our own
To a way that will lead
To the end we have seen
We will wander on free

No, we will never have an only son
In our home
No, we will never have an only son
In our home

I know that
We've been fighting like soldiers
We've been living like vultures
We've been hiding like ghosts

But know this
After everything's over
Still together we'll be
In the air that we breathe
And the skies that we see

No, we will never have an only son
In our home
No, we will never have an only son
In our home

giovedì 6 aprile 2017

AFRICA/CONGO RD - Altri attacchi a preti e suore; sconosciuti assaltano la parrocchia di Paida nel Nord Kivu

Fonte www.fides.org

AFRICA/CONGO RD - Altri attacchi a preti e suore; sconosciuti assaltano la parrocchia di Paida nel Nord Kivu

Kinshasa (Agenzia Fides)- “Da Kinshasa al Nord-Kivu, passando per il Kasai, chiese, conventi e scuole cattoliche sono vandalizzati, saccheggiati e attaccati da banditi armati, da ribelli o altre persone incivili” denuncia il CEPADHO, Ong basata nel Nord Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo.
Oltre ai fatti avvenuti nel Kasai (vedi Fides 1/4/2017), il comunicato inviato all’Agenzia Fides, riporta che domenica 2 aprile, “sconosciuti hanno effettuato un’incursione nell’abitazione parrocchiale di Paida nella città di Beni nella provincia del Nord Kivu. Tre sacerdoti, tra cui l’economo, sono stati presi nelle loro camere e torturati. I banditi hanno rubato denaro, computer e altri beni. Le vittime sono salve per miracolo”. Anche le vicine scuole cattoliche sono state saccheggiate, tra le quali una dove era custodito materiale elettorale della Commissione Elettorale Indipendente (CENI).
Secondo il CEPADHO questi episodi sono volti a “punire” l’impegno dei Vescovi nella mediazione politica che ha portato alla stipulazione degli accordi di San Silvestro, che prevedono la creazione di un governo di unità nazionale che organizzi entro l’anno le elezioni presidenziali e parlamentari.
A fine marzo, però, la Conferenza Episcopale ha rinunciato a continuare la mediazione per l’attuazione di questi accordi (vedi Fides 28/3/2017)
“Il CEPADHO sottolinea che l’impasse politica non è colpa dei Vescovi o della Chiesa cattolica, ma della classe politica congolese che frena a mettere in opera l’accordo del 31 dicembre”. (L.M.) (Agenzia Fides 5/4/2017)

Fonte www.fides.org