giovedì 31 dicembre 2020
Sulla Fratellanza e la democrazia
lunedì 14 dicembre 2020
Sanare la democrazia
venerdì 18 ottobre 2019
#consiglidilettura #leggere Sentirsi vivi! Vivere! Amore! Vita concreta!
Se non lo avete già letto, fatelo. Leggete numerosi questo meraviglioso libro. Io mai ho trovato un libro così utile per la mia vita... la mia vita sarebbe peggiore se non lo avessi letto! Questo libro mi ha aiutata a trovare la strada. Sì, la strada. Perché la nostra casa è la strada. (Non vuol dire che dobbiamo vivere in strada, ma leggendo capirete cosa voglio dire.) E leggendo imparerete molte cose belle prima a voi sconosciute.
Io sono grata a Dio di aver letto questo meraviglioso libro. Grazie a Dio, a Sant'Ignazio di Loyola, ai Gesuiti e allo scrittoredi questo libro padre James Martin SJ
https://www.ibs.it/guida-del-gesuita-a-quasi-libro-james-martin/e/9788892213166#.XamAWo3ieg4.twitter
mercoledì 21 novembre 2018
EUROPA/ITALIA - I Gesuiti: “Osare lo spirito missionario nella contemporaneità" Roma (Agenzia Fides)
EUROPA/ITALIA - I Gesuiti: “Osare lo spirito missionario nella contemporaneità" Roma (Agenzia Fides)
È giusto aiutare i paesi del Sud del mondo, ma si fa fatica a impegnarsi personalmente. E’ giusto sostenere le missioni, ma senza modificare più di tanto il proprio stile di vita o il proprio punto di vista, nelle società occidentali. E’ la tendenza fotografata da una indagine del Censis titolata “Missione, solidarietà internazionale e stili di vita” e presentata a Roma in occasione dei trent’anni del “Magis”, la Fondazione che coordina le attività missionarie e di cooperazione internazionale della Provincia Euromediterranea dei Gesuiti.
Secondo l’indagine, a dimostrare uno spiccato spirito missionario sono i giovani che, nel 47% dei casi, ritengono giusto essere al fianco dei paesi del Sud del mondo (tra i pensionati, tale risposta scende al 31%) e sono pronti a coinvolgersi direttamente.
L’indagine ha riguardato uomini e donne dai 18 anni agli over 64. Il 77% degli intervistati in linea di massima ritiene “giusto essere a fianco dei paesi del Sud del mondo”. Ma solo il 20% degli intervistati si dice disposto a offrire un contributo economico e a spendersi in prima persona e solo il 15% ritiene opportuno modificare il proprio stile di vita: la maggioranza non rintraccia nessuna correlazione tra lo stile di vita occidentale e la situazione o i problemi del Sud del mondo.
Il Gesuita Renato Colizzi, presidente del Magis, ha dichiarato: “La nostra è una sfida culturale, visto che ha a che fare con il futuro delle nostre comunità, ma è anche una sfida religiosa che tocca l’evangelizzazione. Il Magis ha già 30 anni di esperienza: continueremo a lavorare per un mondo-casa comune in cui celebrare la vita che va oltre la violenza e la corruzione, aiutando le comunità locali a diventare, nello spirito del Vangelo, attori di uno sviluppo umano integrale e sostenibile”.
Il Magis invita a riflettere sulla necessità “osare lo spirito missionario nella contemporaneità”: questa traccia si innesta nella sensibilizzazione che la Chiesa universale promuove verso la celebrazione del Mese missionario straordinario dell'Ottobre 2019, annunciato dal Papa come “opportunità per la Chiesa, anche a livello locale, per rinnovare la fede e lo zelo missionario”. Papa Francesco ha sottolineato che “l'attività missionaria è paradigmatica per tutte le attività della Chiesa (cfr EG 15)”, indicando la relazione esistente tra la missio ad gentes e lo slancio missionario nella pastorale ordinaria delle comunità locali. Per questo motivo l'Ottobre missionario può contribuire a risvegliare tra tutti i fedeli la coscienza di essere “battezzati e inviati”, in missione nel mondo. (EC) (Agenzia Fides 21/11/2018)
sabato 17 novembre 2018
AFRICA/SUD SUDAN - Ucciso il primo keniano diventato gesuita; “Un grande insegnante ed un esempio per tutti noi” dice p. Sosa Juba (Agenzia Fides)
Fonte www.fides.org
AFRICA/SUD SUDAN - Ucciso il primo keniano diventato gesuita; “Un grande insegnante ed un esempio per tutti noi” dice p. Sosa Juba (Agenzia Fides) - Ucciso in Sud Sudan il primo gesuita di nazionalità keniana. P. Victor Luke Odhiambo è stato ferito a morte nella notte del 14 novembre da un gruppo di uomini armati che ha assalito la comunità gesuita di Cueibet, nello Stato di Gok. Gli altri tre componenti della comunità sono rimasti illesi.
Secondo il Ministro dell’Informazione dello Stato di Gok, John Madol, uno dei presunti assalitori è stato arrestato. “Il governo dello Stato di Gok ha decretato tre giorni di lutto. Tutti stiano a casa, mentre piangiamo il sacerdote” ha detto il Ministro dell’Informazione.
P. Odhiambo è stato il primo keniano a diventare gesuita. Nato il 20 gennaio 1956, è entrato nella Compagnia di Gesù (SJ) il 4 luglio 1978. È stato ordinato sacerdote il 22 agosto 1987 ed ha emesso i voti definitivi il 30 maggio 1993. In Sud Sudan p. Odhiambo era Preside del Mazzolari Teachers College e Vice Superiore della Comunità gesuita di Cuibet dal 30 gennaio 2017.
“Con grande dolore ho appreso la triste notizia dell'attacco dei nostri compagni a Cueibet e della morte violenta di p. Victor-Luke Odhiambo, S.J., Presidente del Mazzolari Teachers 'College (MTC) e Vice-Superiore della comunità” afferma nella sua lettera di condoglianza P. Arturo Sosa, Superiore Generale della Compagnia di Gesù.
P. Sosa sottolinea che “P. Victor Luke Odhiambo lascia un nome, non solo nel Sud Sudan come primo gesuita a morire al servizio della sua gente, ma in tutta l'Africa orientale, come insegnante di migliaia di studenti nel Centro Starehe Boys di Nairobi, Kenya, e nella Loyola High School di Dar Es Salaam, in Tanzania”.
“Era un uomo molto coraggioso, intelligente, premuroso, amministratore creativo e soprattutto un credente nel valore dell'educazione. Non aveva paura di avventurarsi nell'ignoto, anche nei posti più pericolosi, una volta convinto che questa fosse la missione voluta dal Signore. Il suo esempio di dedizione disinteressata come Preside rimane una sfida per molti dei nostri fratelli più giovani nella Compagnia di Gesù. È una luce, che è stata spenta, dopo aver illuminato altre luci. Come un chicco di grano che muore per dare molti frutti. E questa è la nostra consolazione”.
“Fr. Odhiambo ha dato la sua vita per il popolo, i figli e le figlie di Dio, seguendo l'esempio di Gesù. Il nostro Padre misericordioso lo riceverà con cuore aperto. Preghiamo anche per coloro che hanno attaccato i locali del college e ucciso padre Victor, e per coloro che promuovono la violenza: che il Signore converta i loro cuori” conclude il messaggio. (L.M.) (Agenzia Fides 16/11/2018)
sabato 3 novembre 2018
Preghiera del Beato Rupert Mayer SJ
PREGHIERA DEL BEATO RUPERT MAYER SJ
Signore, avvenga di me come tu vuoi,
voglio andare come tu vuoi,
solo aiutami a capire ciò che tu vuoi.
Signore, quando vuoi è quello il momento
e quando vuoi, sono pronto:
oggi e sempre.
Signore, ciò che vuoi l’accetto,
ciò che vuoi è bene per me,
basta che io sia tuo Signore,
poiché tu lo vuoi è cosa buona
e poiché tu lo vuoi ho coraggio:
Il mio cuore riposa nelle tue mani!
venerdì 12 ottobre 2018
Le religioni e i bambini migranti forzati. Global Partners Forum
"L’incontro, che vedrà coinvolte per quattro giorni – 16-19 ottobre – circa 70 organizzazioni internazionali di varie fedi e confessioni nella realizzazione di un Piano di Azione condiviso, si svolgerà presso la Curia Generalizia della Compagnia del Gesù in Borgo Santo Spirito, Roma." http://www.farodiroma.it/le-religioni-e-i-bambini-migranti-forzati-dai-gesuiti-il-global-partners-forum/
Le religioni e i bambini migranti forzati. Global Partners Forum
"L’incontro, che vedrà coinvolte per quattro giorni – 16-19 ottobre – circa 70 organizzazioni internazionali di varie fedi e confessioni nella realizzazione di un Piano di Azione condiviso, si svolgerà presso la Curia Generalizia della Compagnia del Gesù in Borgo Santo Spirito, Roma." http://www.farodiroma.it/le-religioni-e-i-bambini-migranti-forzati-dai-gesuiti-il-global-partners-forum/
mercoledì 3 ottobre 2018
lunedì 1 ottobre 2018
mercoledì 5 settembre 2018
Papa Francesco Esame di Coscienza Omelia 4 settembre 2018 Copyright Libreria Editrice Vaticana
PAPA FRANCESCO
MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Esame di coscienza
Martedì, 4 settembre 2018
(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVIII, n.200, 05/09/2018)
Fare tutte le sere l’«esame di coscienza» come una preghiera, per individuare se a muoverci nella giornata è stato «lo spirito di Dio o lo spirito del mondo», è un’esercizio decisivo nel nostro «combattimento spirituale» che ci porta «a capire il cuore» e «il senso di Cristo». È il suggerimento che Papa Francesco ha proposto nella messa celebrata martedì 4 settembre a Santa Marta, ricordando che «il cuore dell’uomo è come un campo di battaglia» dove si affrontano di continuo «lo spirito di Dio, che ci porta alle opere buone, alla carità, alla fraternità», e «lo spirito del mondo che» invece «ci porta verso la vanità, l’orgoglio, la sufficienza, il chiacchiericcio». «Nella prima lettura — ha fatto subito presente, riferendosi al brano della prima lettera ai Corinzi (2, 10-16) — l’apostolo Paolo Insegna ai Corinzi la strada per avere il pensiero di Cristo, il sentimento di Cristo, per avere quell’atteggiamento che era quello di Cristo». E «la strada è quella del lasciare fare in noi lo Spirito Santo ricevuto». San Paolo Infatti scrive che «voi tutti, noi tutti abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio». «È lo Spirito Santo che ti porta avanti nella vita — ha spiegato Francesco — e ti porta a quello scopo di conoscere Gesù, di avere gli stessi sentimenti di Gesù». In realtà, ha affermato, «noi possiamo studiare tanto, studiare la Bibbia, studiare storia, studiare teologia, ma quella non è la strada per arrivare ai sentimenti di Gesù: aiuta, aiuta tanto, ma la strada vera è lasciarsi portare avanti dallo Spirito, dallo Spirito Santo». Ed «è proprio lo Spirito Santo — ha aggiunto il Pontefice — che ci porta avanti al cuore di Gesù, a capire chi è Gesù, come attua Gesù, cosa vuole Gesù, qual è la volontà di Gesù. A capire il cuore di Gesù». La questione è: «come possiamo andare?». San Paolo afferma che «l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito». Dunque, ha spiegato Francesco, «abbiamo bisogno dello Spirito Santo per questo cammino, questo cammino cristiano». Sempre nella lettera ai Corinzi, l’apostolo spiega anche che «noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio». In effetti, ha rilanciato il Papa, «ci sono due spiriti, due modalità di pensare, di sentire, di agire: quella che mi porta allo Spirito di Dio e quella che mi porta allo spirito del mondo». E «questo succede nella nostra vita: noi tutti abbiamo questi due “spiriti”, diciamo così». C’è «lo spirito di Dio, che ci porta alle opere buone, alla carità, alla fraternità, a adorare Dio, a conoscere Gesù, a fare tante opere buone di carità, a pregare». Ma c’è anche «l’altro spirito del mondo, che ci porta verso la vanità, l’orgoglio, la sufficienza, il chiacchiericcio: tutta un’altra strada». «Il nostro cuore, diceva un santo, è come un “campo di battaglia, un campo di guerra dove questi due spiriti lottano” e chiamava questo il “combattimento spirituale”» ha ricordato il Pontefice. «Nella vita cristiana si deve combattere per lasciare spazio allo spirito di Dio e cacciare via — come Gesù ha cacciato questo demonio — lo spirito del mondo» ha spiegato, riferendosi al passo evangelico di Luca (4, 31-37) proposto oggi dalla liturgia. A questo proposito Francesco ha suggerito «una preghiera bella che noi possiamo fare tutti i giorni, prima di andare a letto, guardare un po’ la giornata» e domandarsi: «Ma quale spirito ho io oggi seguito? Lo spirito di Dio o lo spirito del mondo?». E il Papa ha fatto notare che «questo si chiama fare l’esame di coscienza: sentire nel cuore cosa è successo in questa guerra interiore, e come io mi sono difeso dallo spirito del mondo che mi porta alla vanità, alle cose basse, ai vizi, alla superbia, a tutto questo». Dunque, «come mi sono difeso dalle tentazioni concrete?». Si devono «individuare le tentazioni». E «questo si fa come preghiera, prima di andare a letto, oggi: quali sentimenti ho avuto. Individuare qual è lo spirito che mi ha spinto a quel sentimento, mi ha ispirato quel sentimento: è lo spirito del mondo o lo spirito di Dio?». Facendo l’esame di coscienza con questa preghiera serale, ha affermato il Pontefice «tante volte, se siamo onesti, troveremo che “oggi sono stato invidioso, ho avuto cupidigia, ho fatto questo”». E «questo è lo spirito del mondo». Ma, ha insistito Francesco, è opportuno «individuarli» questi sentimenti, «perché questo è vero: tutti noi abbiamo dentro questa lotta, ma se noi non capiamo come funzionano questi due spiriti, come agiscono, non riusciamo ad andare avanti con lo spirito di Dio che ci porta a conoscere il pensiero di Cristo, il senso di Cristo». In realtà, ha fatto notare il Papa, «è molto semplice: abbiamo questo gran dono, che è lo spirito di Dio, ma siamo fragili, siamo peccatori e abbiamo anche la tentazione dello spirito del mondo». E «in questo combattimento spirituale, in questa guerra dello spirito, bisogna essere vincitori come Gesù, ma è necessario sapere quale strada si percorre». Proprio «per questo è tanto utile l’esame di coscienza, alla sera rivedere la giornata e dire: “sì, oggi sono stato tentato qui, ho vinto qui, lo Spirito Santo mi ha dato questa ispirazione”». Insomma, si tratta di «conoscere cosa succede nel cuore». E, ha messo in guardia il Pontefice, «se noi non facciamo questo, se noi non sappiamo cosa succede nel nostro cuore — e questo non lo dico io, lo dice la Bibbia — siamo come gli “animali che non capiscono nulla”, vanno avanti con l’istinto». Però «noi non siamo animali, siamo figli di Dio, battezzati con il dono dello Spirito Santo». E «per questo — ha concluso Francesco — è importante capire cosa è successo oggi nel mio cuore. Il Signore ci insegni a fare sempre, tutti i giorni, l’esame di coscienza».
© Copyright - Libreria Editrice Vaticana
martedì 4 settembre 2018
Esame - Examen - Esame di Coscienza
Oggi Papa Francesco (nella sua omelia della messa a casa Santa Marta , ecco qui l'omelia http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2018/documents/papa-francesco-cotidie_20180904_esame-di-coscienza.html ) ha raccomandato l'esame di coscienza.
È una preghiera già esistente da tempi più antichi di Sant'Ignazio di Loyola, ma che ha tramandato Sant'Ignazio di Loyola e che oggi continuano a tramandare i gesuiti. Sant'Ignazio di Loyola ha tramandato questa preghiera che si chiama Esame, dallo spagnolo Examen, comunemente chiamato in italiano Esame di Coscienza. Purtroppo siamo indotti a pensare all'esame di coscienza più ad una verifica per vedere quali peccati abbiamo fatto durante il giorno, o in vista di una confessione. In realtà la preghiera Esame ,che Sant'Ignazio di Loyola ha tramandato, è un dialogo con Gesù, un vedere che Dio è presente nella nostra vita, un parlargli della propria vita, vedere in cosa non abbiamo risposto alla sua volontà, un modo per capire anche la sua volontà. Il gesuita San Francesco Borgia ha raccomandato l'esame di coscienza ai gesuiti ogni giorno 2 volte e che questa preghiera deve durare 15 muniti: 15 minuti a mezzogiorno e 15 minuti la sera prima di dormire.
Sant'Ignazio di Loyola, che ha tramandato questa preghiera, ci ha anche insegnato che questa preghiera è importantissima e non deve essere trascurata.
A questo link troverete tutte le istruzioni per capire in cosa consiste e una maniera semplice ed efficace per fare bene l'esame di coscienza ogni sera prima di dormire.
https://getupandwalk.gesuiti.it/lesame-di-coscienza/
giovedì 23 agosto 2018
Incontro mondiale famiglie: p. Martin (America Magazine), “parrocchie siano accoglienti e rispettose verso le persone Lgbt”
CONGRESSO PASTORALE
Incontro mondiale famiglie: p. Martin (America Magazine), “parrocchie siano accoglienti e rispettose verso le persone Lgbt”
mercoledì 22 agosto 2018
“Mostrare accoglienza e rispetto nelle vostre parrocchie verso le persone lgbt e verso le loro famiglie”.
Incontro Mondiale delle Famiglie Dublino 2018
“Mostrare accoglienza e rispetto nelle vostre parrocchie verso le persone lgbt e verso le loro famiglie”.
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/verso-le-persone-lgbt-accoglienza-e-rispetto
sabato 11 agosto 2018
Padre Carlos Riudavets Montes SJ trovato morto in una comunità indigena amazzonica in Perù
Fonte www.fides.org
AMERICA/PERÙ - Missionario gesuita trovato morto in una comunità indigena amazzonica Lima (Agenzia Fides) -
La mattina di venerdì è stato trovato senza vita, legato e "con segni di violenze", nella comunità indigena amazzonica di Yamakentsa, il corpo di padre Carlos Riudavets Montes, sacerdote spagnolo della Compagnia di Gesù di 73 anni di età. Nel pomeriggio la congregazione ha reso noto il fatto, manifestando "sconcerto e dolore" ed affermando "il rifiuto ad ogni forma di violenza" e la fiducia che le autorità possano chiarire le cause e le circostanze nelle quali ha avuto luogo l'assassinio. La conferenza episcopale peruviana ha espresso il suo cordoglio alla Compagnia di Gesù in un comunicato firmato da mons. Miguel Cabrejos, arcivescovo di Trujillo e presidente dell'organismo. "Padre Riudavets era dedito all'educazione delle famiglie delle comunità native dell'Amazzonia" da 38 anni, scrive il vescovo, che chiede alle autorità di trovare i responsabili del crimine. In una dichiarazione al canale RPP Noticias, la dirigente scolastica distrettuale Gumercinda Duire ha informato che il corpo del missionario è stato trovato all'alba dalla cuoca sul pavimento della sua residenza presso la scuola "Valentín Salegui" della menzionata comunità indigena situata nel distretto di Yamakai-éntsa (provincia di Bagua), appartenente al vicariato apostolico di Jaén. "Il padre era molto amato. È molto strano quello che è accaduto", ha aggiunto la dirigente. (SM) (Agenzia Fides 11.08.2018)
martedì 31 luglio 2018
31 luglio festa di Sant'Ignazio di Loyola
Dai un'occhiata al Tweet di @antoniospadaro: https://twitter.com/antoniospadaro/status/1024185871250202625?s=09
Padre Antonio Spadaro SJ :"Come è facile oggi appassionarsi ad ideali umani intrisi di violenza e rivalsa. C’è voglia di lotta. Sant’Ignazio di #Loyola ci dia il gusto di appassionarci per la gloria di Dio, cioè per un Dio la cui gloria ci spinge a lavare i piedi, curare le ferite, riconciliare gli animi"
domenica 13 maggio 2018
Il discernimento è una questione soggettiva e personale? Di Gaetano Piccolo SJ
https://cajetanusparvus.com/2018/05/05/il-discernimento-e-una-questione-soggettiva-e-personale/
"Chi discerne, cerca il filo che collega elementi che di primo acchito appaiono frammentati: i propri movimenti interiori, la realtà presente, i possibili scenari futuri, ciò che la Parola di Dio suscita, nonché l’insegnamento della Chiesa.
Discernere vuol dire prendersi la responsabilità di tenere insieme questi elementi e dare loro un senso nella propria vita personale."
Di Gaetano Piccolo SJ tratto da: https://cajetanusparvus.com/2018/05/05/il-discernimento-e-una-questione-soggettiva-e-personale/
Al link per la versione integrale e capire il significato del discernimento cristiano.
venerdì 22 dicembre 2017
Una nuova lettura della vita di San Pedro Claver
Bellissimo l'esempio di vita cristiana che ci viene da san Pedro Claver e sant’Alfonso Rodríguez.
Auguro che quante più persone possano conoscere san Pedro Claver e sant’Alfonso Rodríguez...
E questo articolo di Diego Fares è una vera ispirazione.
"UNA NUOVA LETTURA DELLA VITA DI SAN PEDRO CLAVER
«Vecchi che sognano e giovani che profetizzano»"
http://www.laciviltacattolica.it/articolo/una-nuova-lettura-della-vita-di-san-pedro-claver/
venerdì 17 novembre 2017
FROM SICILY TO CHINA. THE ADVENTURE OF PROSPERO INTORCETTA (1625-1696)
FROM SICILY TO CHINA. THE ADVENTURE OF PROSPERO INTORCETTA (1625-1696)
Read here:
http://www.laciviltacattolica.it/articolo/dalla-sicilia-alla-cina/