domenica 28 maggio 2017
mercoledì 24 maggio 2017
Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cina
Fonte www.fides.org
VATICANO - Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cina
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il 27 maggio 2007, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI inviò una Lettera ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, offrendo alcuni orientamenti per la vita della Chiesa e per l’opera di evangelizzazione in Cina, al fine di aiutare i cattolici cinesi a scoprire ciò che da loro vuole il Signore (cfr n. 2).
Nella Lettera, Papa Benedetto XVI proponeva anche una iniziativa eminentemente spirituale: “il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”.
Accolta con entusiasmo e riconoscenza, da 10 anni questa Giornata di preghiera viene vissuta non solo dalle comunità cattoliche nella Cina continentale, soprattutto nel Santuario di Sheshan, ma anche dalle comunità cinesi presenti nelle diverse parti del mondo, a cui si uniscono di frequente i cattolici locali. Così da 10 anni il 24 maggio è occasione di incontro e di testimonianza, si prega a tutte le latitudini in particolare unione spirituale con la Chiesa in Cina, manifestando l’universalità della Chiesa e la comunione con il Successore di Pietro.
Lo ha ricordato Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 21 maggio: “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”.
Alla Vergine Maria i fedeli cinesi sparsi nel mondo, e quanti si uniscono alla loro preghiera, chiederanno l’aiuto e la forza per essere sempre e ovunque testimoni del Signore Gesù, diventando strumenti di pace, concordia e progresso nella società e nella Chiesa. L’intercessione di Maria aiuti tutti a fare la volontà di Dio perché, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e del Magistero della Chiesa, ognuno possa tenere sempre accesa quella fiamma consegnata nel giorno del Battesimo: luce della fede, della speranza e dell’amore cristiano che arde nei nostri cuori, con cui siamo chiamati ad illuminare il nostro cammino e quello di tanti fratelli e sorelle. (SL) (Agenzia Fides 23/5/2017)
Fonte www.fides.org
ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi
Fonte www.fides.org
ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawi
Marawi City (Agenzia Fides) – I terroristi del gruppo islamista “Maute”, che si proclama legato allo Stato Islamico “hanno attaccato la cattedrale cattolica di Marawi city, e hanno rapito circa 15 fedeli, tra i quali un prete, delle suore e alcuni laici che stavano pregando in chiesa”: lo conferma all’Agenzia Fides il Vescovo Edwin De la Pena, che guida la Prelatura territoriale di Marawi city, città sull’isola di Mindanao, nelle Filippine del Sud. Ieri circa cento militanti del gruppo “Maute” hanno occupato la città e, in risposta a tale atto di forza, il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha imposto la legge marziale nell'isola di Mindanao.
Il Vescovo racconta a Fides: “Oggi è la festa della nostra Prelatura, la festa di ‘Maria, Aiuto dei cristiani’. I fedeli erano in chiesa per pregare Maria nell’ultimo giorno della novena. I terroristi hanno fatto irruzione in chiesa, hanno preso gli ostaggi e li hanno condotti in una località sconosciuta. Sono penetrati nella residenza del Vescovo e hanno rapito il vicario generale, p. Teresito Soganub. Poi hanno dato alle fiamme la cattedrale e l’episcopio. E’ tutto distrutto. Siamo costernati”.
Il Vescovo si è salvato perché ieri era in visita pastorale alla parrocchia di un villaggio che si trova fuori da Marawi. “I terroristi hanno occupato la città. La gente è terrorizzata e chiusa in casa. Ora si attende la reazione dell’esercito. Per ora si pensa a riprendere la città con il minore spargimento di sangue possibile. Degli ostaggi non si parla. Abbiamo attivato i nostri canali, la Chiesa, i leader islamici e speriamo di poter presto intavolare negoziati perché siano rilasciati sani e salvi”, afferma, osservando che nei mesi scorsi la chiesa aveva ricevuto delle minacce.
“E’ avvenuto - ricorda il Vescovo - proprio alla vigilia della festa di Maria: a lei chiediamo aiuto. A lei che è l’aiuto dei cristiani, chiediamo la salvezza dei nostri fedeli. Solo lei può venire in nostro soccorso. Rivolgiamo anche un appello a Papa Francesco perché preghi per noi e possa chiedere ai terroristi di liberare gli ostaggi, in nome della nostra comune umanità. Violenza e odio portano solo distruzione: chiediamo ai fedeli in tutto il mondo di pregare insieme con noi per la pace”.
Intanto, in reazione all’attacco, il presidente Duterte ha interrotto la sua visita a Mosca per fare ritorno nelle Filippine e affrontare la crisi. Il gruppo si è asserragliato a Marawi, dando alle fiamme anche il carcere e due scuole, mentre ora l’esercito circonda la città. Il sindaco di Marawi ha chiesto ai militari di non bombardare la città dove vivono circa 200mila civili, in prevalenza musulmani. (PA) (Agenzia Fides 24/5/2017)
Fonte www.fides.org
martedì 16 maggio 2017
AMERICA/MESSICO - Sacerdote accoltellato nella cattedrale subito dopo la messa
Fonte www.fides.org
AMERICA/MESSICO - Sacerdote accoltellato nella cattedrale subito dopo la messa
Città del Messico (Agenzia Fides) – Il sacerdote Miguel Angel Machorro, che ieri sera aveva appena finito di celebrare la messa delle 18 nella Cattedrale metropolitana di Mexico D.F. ed indossava ancora i paramenti sacri, è stato aggredito sull’altare da un uomo di una trentina di anni che gli ha inferto almeno tre pugnalate. Secondo i testimoni, alla richiesta di aiuto da parte del sacerdote, alcuni fedeli hanno chiamato i soccorsi mentre un altro gruppo di loro ha fermato l'aggressore e lo ha trattenuto mentre arrivavano le forze di sicurezza.
La Conferenza Episcopale Messicana, secondo le informazioni raccolte da Fides, ha confermato il grave fatto e il nome del sacerdote. L'Arcidiocesi di Mexico, in un breve comunicato, ha fermamente condannato l'aggressione e l’Arcivescovo, il Cardinale Norberto Rivera, ha chiesto di pregare per la salute del sacerdote, le cui condizioni sono gravi.
Un primo rapporto della Segreteria della Sicurezza di Città del Messico informa solo del nome dell’ aggressore, John Rock Schild, senza dare notizie della sua nazionalità o delle motivazioni del grave gesto.
(CE) (Agenzia Fides, 16/05/2017)
Fonte www.fides.org
AFRICA/EGITTO - Inaugurata nel villaggio di Ismailia la chiesa costruita con le offerte dei musulmani
Fonte www.fides.org
AFRICA/EGITTO - Inaugurata nel villaggio di Ismailia la chiesa costruita con le offerte dei musulmani
Minya (Agenzia Fides) – C'è voluto poco più di un anno per costruire la seconda chiesa del villaggio di Ismailia, nella provincia egiziana di Minya. E la relativa brevità dei tempi di edificazione del luogo di culto cristiano è stata dovuta anche al contributo finanziario offerto a sostegno del progetto dalla locale popolazione di fede musulmana. L'inaugurazione della nuova chiesa, dedicata a San Giorgio e alla Vergine Maria, è avvenuta la scorsa settimana e ha visto la partecipazione festosa di molti abitanti del villaggio, cristiani e musulmani. Nel suo intervento, il sindaco Ibrahim ha presentato la costruzione della chiesa come un segno visibile e concreto per irrobustire la concordia nazionale, realizzato grazie al contributo della popolazione locale e senza far ricorso a quei capitali stranieri che spesso finanziano l'edificazione di presidi di carattere religioso all'estero per espandere la propria rete di influenza politica o settaria.< br /> Nell'area del villaggio di Ismailia vivono circa 20mila egiziani, per un terzo cristiani copti e per due terzi musulmani sunniti. La decisione di costruire una seconda chiesa è stata presa poco più di un anno fa per evitare agli abitanti cristiani di doversi allontanare troppo dalle proprie case per prendere parte alle liturgie esponendosi al rischio di aggressioni e rapimenti.
Il “comitato di riconciliazione” del villaggio di Ismailia, incaricato di prevenire o risolvere i conlflitti settari, aveva approvato nel marzo 2016 la costruzione della nuova chiesa copta, stabilendo anche l'area da destinare all'edificazine del luogo di culto. Nell'assemblea del comitato – riferirono allora fonti locali cunsultate dall'Agenzia Fides – i membri dell'organismo, in larga parte musulmani, avevano messo ai voti l'eventuale costruzione della chiesa e la localizzazione scelta. La proposta aveva ottenuto 49 voti favorevoli e solo 4 contrari. Il consenso quasi unanime alla costruzione della chiesa copta era stato accolto con sollievo dalle locali comunità cristiane, in un'area segnata in passato da diversi episodi di intolleranza settaria. (GV) (Agenzia Fides 16/5/2017).
Fonte www.fides.org
AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione
Fonte www.fides.org
AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione
Accra (Agenzia Fides) - “Le risorse naturali del Ghana sono diventate una maledizione invece che una benedizione, a causa dell’inquinamento incontrollato lasciato da coloro che sono coinvolti nell’estrazione illegale di pietre preziose” ha affermato John Peter Amewu, Ministro del Terre e della Risorse Naturali del Ghana, in un forum organizzato dal Ministero degli Esteri del Ghana con i rappresentanti diplomatici degli Stati europei e mediorientali accreditati ad Accra. Il Ministro ha lamentato il grande numero di stranieri coinvolti nelle attività illegali d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente.
Il Ghana è però anche terra d’emigrazione e non solo d’immigrazione. La Ministra degli Affari Esteri e dell’Integrazione Regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, ha chiesto ai diplomatici presenti di fare quanto è in loro potere per aiutare e proteggere i ghaniani che vivono nei loro rispettivi Paesi.
La Ministra ha sottolineato che la questione della migrazione deve essere gestita in modo umano, proteggendo la dignità delle persone secondo le regole internazionali. Botchwey si è detta fortemente rattristata per le notizie dei ghaniani maltrattati in alcuni Paesi, ma ha altresì invitato le autorità locali a punire i ghaniani che violano le leggi dei Paesi dove risiedono affinché serva da monito per gli altri. (A.A.) (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2017)
Fonte www.fides.org
AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione
Fonte www.fides.org
AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione
Accra (Agenzia Fides) - “Le risorse naturali del Ghana sono diventate una maledizione invece che una benedizione, a causa dell’inquinamento incontrollato lasciato da coloro che sono coinvolti nell’estrazione illegale di pietre preziose” ha affermato John Peter Amewu, Ministro del Terre e della Risorse Naturali del Ghana, in un forum organizzato dal Ministero degli Esteri del Ghana con i rappresentanti diplomatici degli Stati europei e mediorientali accreditati ad Accra. Il Ministro ha lamentato il grande numero di stranieri coinvolti nelle attività illegali d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente.
Il Ghana è però anche terra d’emigrazione e non solo d’immigrazione. La Ministra degli Affari Esteri e dell’Integrazione Regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, ha chiesto ai diplomatici presenti di fare quanto è in loro potere per aiutare e proteggere i ghaniani che vivono nei loro rispettivi Paesi.
La Ministra ha sottolineato che la questione della migrazione deve essere gestita in modo umano, proteggendo la dignità delle persone secondo le regole internazionali. Botchwey si è detta fortemente rattristata per le notizie dei ghaniani maltrattati in alcuni Paesi, ma ha altresì invitato le autorità locali a punire i ghaniani che violano le leggi dei Paesi dove risiedono affinché serva da monito per gli altri. (A.A.) (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2017)
Fonte www.fides.org
EUROPA/ITALIA - La comunità cinese si riunisce a Napoli per la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina
Fonte www.fides.org
EUROPA/ITALIA - La comunità cinese si riunisce a Napoli per la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina
Napoli (Agenzia Fides) – Domenica 21 maggio, alle ore 11,30, la comunità cattolica cinese in Italia si riunirà a Napoli, nella parrocchia S. Maria di Costantinopoli al Museo, per celebrare la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Secondo le informazioni pervenute a Fides, oltre alla comunità cattolica cinese di Napoli, è prevista la presenza dei fedeli cinesi che vivono in altre città italiane. La Giornata è fissata al 24 maggio, festa liturgica di Maria Ausilio dei cristiani, tuttavia la celebrazione è stata anticipata quest’anno alla domenica 21 maggio per favorire la partecipazione dei fedeli.
Durante la solenne concelebrazione eucaristica in italiano e cinese, che sarà presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, e animata dalla comunità cinese, si pregherà per diverse intenzioni: perché la Chiesa “possa predicare il Vangelo in ogni angolo delle terra con verità e vigore”; perché il Signore doni a tutti i Vescovi della Cina “una fede salda” perché siano “consapevoli di condurre il gregge che Dio ha loro affidato”; per tutto il popolo cinese, perché “accolga presto la fede nel Cristo”; per tutti i fedeli cinesi che vivono in Italia ed i loro connazionali, perché “colgano l’opportunità del loro stato di immigrati per avvicinarsi alla conoscenza della nostra fede”.
La “Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina” è stata istituita da Papa Benedetto XVI dieci anni fa, nella Lettera inviata ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007, solennità di Pentecoste, con queste parole: “Carissimi Pastori e fedeli tutti, il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”. Oltre che in Cina, la Giornata viene celebrata dalle diverse comunità della diaspora cinese sparse nel mondo, in unione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro. (SL) (Agenzia Fides 16/05/2017)
Fonte www.fides.org
AMERICA/COLOMBIA - Un aiuto per i bambini e le famiglie colpiti dalla valanga di fango a Mocoa
Fonte www.fides.org
AMERICA/COLOMBIA - Un aiuto per i bambini e le famiglie colpiti dalla valanga di fango a Mocoa
Mocoa (Agenzia Fides) - L’organizzazione internazionale SOS Villaggi dei Bambini è in prima linea al fianco delle popolazioni colpite dalla valanga di fango che si è abbattuta sulla città colombiana di Mocoa il 1 aprile scorso ed è costata la vita ad oltre 350 persone (vedi Fides 3/4/2017). L’Organizzazione, in particolare, offre sostegno e riparo ai bambini che hanno perso i propri cari e a tutte le famiglie che hanno perso la propria casa. Tra le iniziative fornisce attività ricreative ed educative ai bambini oltre che supporto psicologico alle famiglie per aiutarle a superare il trauma subito a causa della calamità naturale e promuove corsi di formazione per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, fino a quando le utenze pubbliche non verranno completamente ripristinate. “Siamo particolarmente preoccupati per la salute sia fisica che emotiva dei bambini la cui vita quotidiana è stata interrotta” si legge nella nota del Direttore di SOS Villaggi dei Bamb ini Colombia inviata a Fides. “Molti bambini sono stati separati dalle loro famiglie o le hanno perse. Anche la loro istruzione è stata interrotta. Noi siamo attivi per accogliere i bambini e le famiglie in difficoltà ed aiutarli a superare ed uscire da questa crisi”. L’Organizzazione ha aperto un Centro di Sviluppo Sociale nel quartiere di El Progreso, dove offre cure e riparo ai bambini e alle famiglie che hanno perso le loro case e si occupa delle procedure di ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie, coordinandosi con le autorità legali e governative per il ripristino dei diritti e la custodia.
(AP) (16/5/2017 Agenzia Fides)
Fonte www.fides.org
venerdì 12 maggio 2017
AFRICA/BURUNDI - Morto un sacerdote rapito ad aprile a causa dei maltrattamenti subiti
Fonte www.fides.org
AFRICA/BURUNDI - Morto un sacerdote rapito ad aprile a causa dei maltrattamenti subiti
Bujumbura (Agenzia Fides) - Don Adolphe Ntahondereye, Vicario della parrocchia San Francesco Saverio di Gatumba (nell’ovest del Burundi al confine con la RDC), è morto ieri, 11 maggio, a due settimane dalla sua liberazione, a causa dello stress accumulato durante la prigionia.
Secondo l’Arcivescovo di Bujumbura, Mons. Ngoyagoye Evariste, “il prete, che non aveva lasciato il letto dell’ospedale dove era stato ricoverato dopo il suo rilascio, è morto a seguito dei maltrattamenti che gli sono stati inflitti e che hanno aggravato il suo precario stato di salute”.
Il 9 aprile don Ntahondereye era stato rapito insieme ad altre tre persone dopo essere caduto in un agguato stradale teso da un gruppo di uomini armati contro un bus, all’altezza del ponte Concorde, sul fiume Ruzizi. che separa Gatumba dal quartiere di Kajaga. I tre uomini sono stati liberati dopo 17 giorni di prigionia.
Secondo un altro prigioniero, Mathias Mijuriro, un orchestrale dell’orchestra nazionale Nakaranga, don Ntahondereye è uscito molto provato dalla prigionia. Il compagno di sventura del sacerdote afferma che i rapitori hanno costretto i prigionieri a percorrere a piedi lunghe distanze sulle montagne che si affacciano sulla città di Uvira nella vicina Repubblica Democratica del Congo. “A causa dello stress accumulato, il sacerdote faceva fatica a camminare. I nostri rapitori hanno dovuto sostenerlo. Se non fossi abituato a fare tutti i giorni a piedi il tragitto Gatumba-Bujumbura, anch’io non avrei potuto resistere” ha detto. (L.M.) (Agenzia Fides 12/5/2017)
Fonte www.fides.org