venerdì 5 agosto 2016

Beato Federico Janssoone

Federico nacque a Ghyvelde (Francia) il 19 novembre 1838. Rimasto orfano di padre a 10 anni, lavorò nel commercio fin dalla prima gioventù. A 26 anni entrò nel seminario francescano di Amiens dove fu ordinato sacerdote nel 1870.
Nel 1875 giunse in Palestina per servire la Custodia di Terra Santa, dove si distinse nell’organizzazione degli aiuti alla popolazione durante una gravissima carestia causata dalla siccità.
Lo si vide eccellere sia nell’impegno fisico che in quello intellettuale; fu guida di pellegrini, costruì con grande impegno personale la chiesa Santa Caterina in Betlemme e la chiesa di San Salvatore in Gerusalemme. Precisò lo Statu Quo effettivo delle diverse comunità con soddisfazione di tutti.
Nel 1878 eletto vicario della Custodia, diviene una specie di protettore dei poveri di Palestina, ed è inviato in Canada per organizzare la campagna di aiuti. L’impegno non gli fa mettere in secondo piano l’evangelizzazione: è un predicatore richiesto e apprezzato, pubblica libri, dirige periodici religiosi.
Quando muore in Canada il 4 agosto 1916, nasce spontaneo un movimento per portarlo sugli altari, come apostolo dei due mondi. Viene beatificato da san Giovanni Paolo II nel 1988.

Dalle lettere del beato Federico Janssoone, sacerdote

Mi abbandono totalmente nelle mani dei miei superiori
La grazia più bramata, che oso desiderare, è di diventare un santo! I due buoni fratelli che sono qui con me ed io, tutti e tre, abbiamo preso la risoluzione ieri sera, davanti al santo tabernacolo, di vivere qui nella nostra deliziosa solitudine del Commissariato come in una Tebaide, e di pregare con ardore, perché il buon Gesù diventi la felicità della vita religiosa; mortificazione interiore, presenza di Dio, dappertutto e in ogni tempo; aspirazione verso il cielo. Molti suffragi per i nostri cari defunti; ed una compassione senza riserva per le anime afflitte, i poveri malati che vengono da ogni parte, qui e al santuario del Capo (1894).
Il buon Dio mi conduce largamente per la via della tribolazione: sia mille volte benedetto […]. Mi abbandono totalmente nelle mani dei miei superiori. Vedo che il nemico di ogni bene lavora duramente per far fallire tutti i miei progetti. Preghiamo dunque, e preghiamo molto che il buon Dio si metta al fianco dei suoi veri servitori, e se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? (Rm 8, 31) (1883).
Si realizzi ancora ai nostri giorni la parola del divin Maestro, quando il fico sterile fu colpito dalla maledizione: E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete (Mt 21, 22). Molte persone domandano e non ottengono, perché domandano male; esse non domandano con fede e senza nessuna esitazione. Esse dimenticano questo avvertimento dello Spirito Santo, il quale assicura che colui che domanda a Dio con esitazione somiglia ai flutti del mare, che il vento agita e spinge di qua e di là, sotto l’impulso del suo soffio capriccioso (cfr. Gc 1, 6) […]. Mi sento al limite delle forze, per il poco che ho scritto, tanto è grande la mia debolezza: la povera natura soffre, ma con la grazia del buon Dio, sento nel mio cuore una grande gioia: sono pervaso di gioia in tutte le nostre tribolazioni (cfr. 2Cor 7, 4) (1882).
Ho stampato la Vita di nostro Signore per la diffusione della quale mi sento disposto, con l’aiuto di Dio, a camminare da una parrocchia all’altra, e se è necessario a consumare le mie gambe fino ai ginocchi, come Giovanna d’Arco, nostra sorellina in san Francesco, perché questa Vita è la parola stessa dei santi Vangeli, e perché questa parola divina porta dovunque con sé la benedizione del Cielo, a chiunque la riceve bene e la mette in pratica (cfr. Mt 7, 24-25) (1894).
La santa Vergine ci aiuterà. Nostra Signora del santissimo Rosario, pregate per noi! (1900).
Comprendo che dovete molto soffrire. Spero di andare al santuario del Capo, e lì vi raccomanderò, secondo il vostro desiderio, alla santissima Vergine: si ottengono tante grazie spirituali, soprattutto nel suo santuario benedetto! (1916, tre mesi prima della morte del Beato).

Fonte Ibreviary App

martedì 2 agosto 2016

Perdono di Assisi - Santa Maria degli Angeli della Porziuncola

Il serafico Padre Francesco, per il suo singolare amore verso la Beatissima Vergine, ebbe sempre particolare cura della chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, chiamata anche Porziuncola. Qui egli prese stabile dimora con i suoi frati, qui diede inizio con santa Chiara all'Ordine delle Clarisse, qui concluse il corso della sua mirabile vita.
Per questa Cappella il santo Fondatore ottenne da papa Onorio III la storica indulgenza, che i Sommi Pontefici confermarono successivamente ed estesero a numerose altre chiese.
Per questi gloriosi ricordi l'Ordine serafico celebra con gioia la festa di Santa Maria degli Angeli.

INVITATORIO

V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Ant. Celebrando la gloria della Vergine Maria,
adoriamo Cristo, Sposo della Chiesa.

SALMO 94 - Invito a lodare Dio
Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché dura «quest'oggi» (Eb 3,13)

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia. (Ant.)

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dei.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra. (Ant.)

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,*
il gregge che egli conduce. (Ant.)

Ascoltate oggi la sua voce: †
«Non indurite il cuore, *
come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: †
mi misero alla prova *
pur avendo visto le mie opere. (Ant.)

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo». (Ant.)

Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.)

Ant. Celebrando la gloria della Vergine Maria,
adoriamo Cristo, Sposo della Chiesa.

INNO

San Francesco in estasi
entra alla Porziuncola, la
piccola cappella
sacra a Maria degli Angeli.

Non c'è per lui nel mondo
asilo più diletto,
qui gli anni suoi trascorre, di
qui fa al ciel ritorno.

Qui da Maria ispirato i
tre Ordini fonda,
accoglie i primi figli
e a Dio Chiara consacra.

All'ombra del sacello
schiere di frati aduna,
che poi manda nel mondo per
conquistarlo a Cristo.

Maria, la tua tutela ci
liberi dal male, ed
assicuri al cielo chi
canta le tue lodi.

A te, Gesù, sia gloria,
nato da Vergin Madre,
col Padre e con lo Spirito nei
secoli eterni. Amen.

1 ant. Maria ha ottenuto benedizione dal Signore,
ha trovato grazia presso Dio, suo Salvatore.

SALMO 23 

Del Signore è la terra e quanto contiene, *
l'universo e i suoi abitanti.
E' lui che l'ha fondata sui mari, *
e sui fiumi l'ha stabilita.

Chi salirà il monte del Signore, *
chi starà nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro, †
chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo.

Egli otterrà benedizione dal Signore, *
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Sollevate, porte, i vostri frontali, †
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? †
Il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia.

Sollevate, porte, i vostri frontali, †
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? *
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

1 ant. Maria ha ottenuto benedizione dal Signore,
ha trovato grazia presso Dio, suo Salvatore.

2 ant. Un fiume e i suoi ruscelli
rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell'Altissimo.

SALMO 45  

Dio è per noi rifugio e forza, *
aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, *
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
la santa dimora dell'Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

2 ant. Un fiume e i suoi ruscelli
rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell'Altissimo.

3 ant. Di te si dicono cose stupende, o
Vergine Maria:
il Signore ha posto la tua dimora sui
monti santi.

SALMO 86  

Le sue fondamenta sono sui monti santi; †
il Signore ama le porte di Sion *
più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose stupende, *
città di Dio.

Ricorderò Raab e Babilonia
fra quelli che mi conoscono; †
ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: *
tutti là sono nati.

Si dirà di Sion: «L'uno e l'altro è nato in essa *
e l'Altissimo la tiene salda».

Il Signore scriverà nel libro dei popoli: *
«Là costui è nato».
E danzando canteranno: *
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

3 ant. Di te si dicono cose stupende, o
Vergine Maria:
il Signore ha posto la tua dimora sui
monti santi.

V. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d'Israele.
R. Tu splendido onore della nostra gente.

PRIMA LETTURA

Dal libro del Siracide 24,17-21.28-32

Chi ascolta la sapienza non avrà da arrossire
Io come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza. Io sono la madre del bell'amore e del timore e della scienza e della santa speranza. In me vi è ogni grazia della via e della verità, in me è ogni speranza della vita e della virtù.
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, e la mia eredità è più dolce del favo di miele. Il mio ricordo vivrà nei secoli, per sempre.
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me avranno ancora sete. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà. Coloro che mi faranno conoscere, avranno la vita eterna.
Io sono come un canale derivante da un fiume, e come un corso di acqua sono uscita verso un giardino. Ho detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare.
Farò ancora splendere la mia dottrina come l'aurora, la farò brillare molto lontano. Penetrerò in tutte le parti inferiori della terra, getterò lo sguardo su tutti i dormienti, e illuminerò tutti quelli che sperano nel Signore.
Riverserò ancora la dottrina come una profezia, la lascerò per le generazioni future, per quanti cercano la sapienza, e non cesserò mai d'annunziarla.

RESPONSORIO Sir 24,15-16
R. Mi sono stabilita in Sion, nella città amata il Signore mi ha fatto abitare, * ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso.
V. Nella porzione del Signore, sua eredità,
R. ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso.

SECONDA LETTURA

Dagli scritti di Fra Tommaso da Celano
(Le due Vite, Ed. A. Signorelli, Roma 1954,L. Macali o.f.m.conv., pp. 207-208; 137)

Questo luogo è veramente santo e abitato da Dio
I1 servo di Dio Francesco, di statura piccola, di mente umile, di professione minore, nel tempo che visse quaggiù, per sé e per la sua fraternità scelse una particella di mondo, per il solo fatto che non gli fu assolutamente possibile servire Cristo altrimenti, che avendo qualche cosa dal mondo.
E non senza una rivelazione e predisposizione divina, già in antico, fu chiamato Porziuncola quel luogo che doveva toccare in sorte a coloro che desideravano di non avere nulla di proprio in questo mondo.
Vi sorgeva una chiesetta dedicata alla Vergine Madre, la quale per la sua singolare umiltà meritò di essere elevata, dopo il Figlio, alla dignità di capo di tutti gli eletti.
In essa ebbe inizio l'Ordine dei Minori, e come sopra un saldo fondamento, crebbe e si moltiplicò il loro nobile edificio. Il Santo amava questo luogo più di ogni altro, comandò ai frati di venerarlo con rispetto speciale e volle che lo custodissero sempre come specchio di vita religiosa, in umiltà e altissima povertà, riservandone però la proprietà agli altri, e ritenendone per sé e per i suoi soltanto l'uso.

Vi si osservava una rigidissima disciplina in tutto, nel silenzio e nel lavoro e in tutte le altre prescrizioni della regola. Senza tregua, giorno e notte, la fraternità dei Minori di quel luogo era occupata nel lodare Dio e, tutti soffusi di una mirabile fragranza, vi conducevano una vita veramente angelica.
Frate Francesco infatti, pur sapendo che il regno del cielo si può raggiungere ovunque e che la grazia divina non trova difficoltà a scendere sugli eletti ovunque si trovino, tuttavia si era accorto per propria esperienza che il luogo della chiesa di S. Maria della Porziuncola godeva di una maggiore abbondanza di grazia, ed era frequentemente visitato da spiriti celesti.
Spesso quindi diceva ai frati: «Guardatevi, figli, dall'abbandonare mai questo luogo. Se ve ne cacciassero fuori da una parte, rientratevi dall'altra. Questo luogo infatti è veramente santo e abitato da Dio. Qui il Signore moltiplicò il nostro piccolo numero; qui illuminò i cuori dei suoi poveri con la luce della sua divina sapienza; qui accese le nostre volontà con il fuoco del suo amore; qui, chi avrà pregato con devozione, otterrà quello che chiederà, e chi mancherà sarà punito più gravemente. Perciò, figli, ritenete degno di ogni onore il luogo della dimora di Dio, e con tutto il trasporto del vostro cuore rendete in esso lode al Signore».

RESPONSORIO
R. Porta del cielo e stella del mare, Vergine Maria, * rendici accetti al tuo Figlio.
V. Sorgente di misericordia, madre della grazia, speranza del mondo, esaudisci coloro che invocano il tuo aiuto.
R. Rendici accetti al tuo Figlio.

Inno  TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.

[*] Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

[*] Quest'ultima parte dell'inno si può omettere.

ORAZIONE
Guarda, Signore, il tuo popolo riunito nel ricordo della beata Vergine Maria, Regina degli Angeli, e fa' che per sua intercessione possa partecipare alla pienezza della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Fonte Ibreviary App

domenica 31 luglio 2016

Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN POLONIA
IN OCCASIONE DELLA XXXI GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(27-31 LUGLIO 2016)

VISITA ALLA CHIESA DI SAN FRANCESCO A CRACOVIA

PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Cracovia
Sabato, 30 luglio 2016

Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo

O Dio onnipotente e misericordioso, Signore dell’Universo e della storia. Tutto ciò che hai creato è buono, e la Tua compassione per gli errori dell’uomo è inesauribile.

Oggi veniamo a Te per chiederTi di conservare il mondo e i suoi abitanti nella pace, di allontanare da esso l’ondata devastante del terrorismo, di riportare l’amicizia e infondere nei cuori delle Tue creature il dono della fiducia e della disponibilità a perdonare.

O Datore della vita, Ti preghiamo anche per tutti coloro che sono morti come vittime di brutali attacchi terroristici. Dona loro una ricompensa eterna. Che intercedano per il mondo, dilaniato dai conflitti e dai contrasti.

O Gesù, Principe della Pace, Ti preghiamo per chi è stato ferito in questi atti di inumana violenza: bambini e giovani, donne e uomini, anziani, persone innocenti coinvolte solo per fatalità nel male. Guarisci il loro corpo e il loro cuore e consolali con la Tua forza, cancellando nel contempo l’odio e il desiderio di vendetta.

Spirito Santo Consolatore, visita le famiglie delle vittime del terrorismo, famiglie che soffrono senza loro colpa. Avvolgile col manto della Tua misericordia divina. Fa’ che ritrovino in Te e in se stessi la forza e il coraggio per continuare ad essere fratelli e sorelle per gli altri, soprattutto per gli immigrati, testimoniando con la loro vita il Tuo amore.

Tocca i cuori dei terroristi, affinché riconoscano il male delle loro azioni e tornino sulla via della pace e del bene, del rispetto per la vita e della dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla religione, dalla provenienza, dalla ricchezza o dalla povertà.

O Dio, Padre Eterno, esaudisci nella Tua misericordia la preghiera che innalziamo a Te tra il fragore e la disperazione del mondo. Ci rivolgiamo a Te con grande speranza, ricolmi di fiducia nella Tua infinita Misericordia, affidandoci all’intercessione della Tua Santissima Madre, resi forti dall’esempio dei beati martiri del Perù, Zbigniew e Michele, che hai reso valorosi testimoni del Vangelo, al punto che hanno offerto il loro sangue, e chiediamo il dono della pace e l’allontanamento da noi della piaga del terrorismo.

Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Copyright- Libreria Editrice Vaticana

venerdì 29 luglio 2016

Maria, Marta e Lazzaro di Betania (Seconda Lettura dell'Ufficio delle Letture odierno)

Dai discorsi di san Bernardo, abate  3, 1.4.6.7; PL 183, 421.423-425

Maria, Marta e Lazzaro
Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò (Lc 10, 38).
Consideriamo ora, fratelli, in che modo la regola della comunità ha distribuito qui, nella nostra casa, questi tre uffici: il servizio di Marta, la contemplazione di Maria, la penitenza di Lazzaro.
Ogni anima perfetta li ha in sé tutti e tre, ma sembra che ciascuno sia adatto piuttosto per uno solo di questi uffici, di modo che alcuni si occupano della santa contemplazione, altri sono dediti al servizio dei fratelli, altri tornano col pensiero agli anni passati nell’amarezza della propria anima, come quei feriti che dormono nei sepolcri. Così, certamente, è necessario che Maria pensi al suo Dio con sensi di sublime pietà; Marta pensi, benigna e misericordiosa, al prossimo; Lazzaro pensi con umiltà a se stesso, alla propria miseria […].
Non aduliamo nessuno e che nessuno di voi inganni se stesso. Coloro ai quali non è stato affidato nessun ufficio, che non sono stati incaricati di nessun servizio, dovranno starsene seduti o ai piedi di Gesù con Maria oppure con Lazzaro tra le pareti del sepolcro. Perché Marta non dovrebbe preoccuparsi di tante cose, se deve provvedere a molti? Ma a te, che non hai questa incombenza, è necessaria una di queste due cose: o non preoccuparti di niente, ma dilettarti piuttosto nel Signore, oppure, se ancora non puoi farlo, devi preoccuparti non di parecchie cose, ma solo di te stesso, come il profeta dice di sé (cfr. Sal 42[41], 7) […].
Una donna, di nome Marta, – dice il Vangelo – lo ospitò (Lc 10, 38). Stanno certamente al posto di Marta quei fratelli che, per il bene della comunità, sono stati destinati ai vari servizi […].
Riceva, dunque, Marta il Signore nella sua casa, perché a lei è affidata la cura della famiglia. Essa è mediatrice allo scopo di ottenere la salvezza sia per sé che per i sudditi […]. La ricevano anche i suoi collaboratori, ciascuno secondo la qualità del proprio ufficio: accolgano Cristo, servano Cristo, lo assistano nelle sue membra, chi nei fratelli infermi, chi nei poveri, chi negli ospiti e nei pellegrini (cfr. Mt 25, 35ss).
Mentre tutti costoro sono così occupati nel loro assiduo servizio, Maria veda come perseverare nel riposo e com’è buono il Signore (Sal 34[33], 9). Veda – dico – con quale mente devota, con quale animo sereno deve stare seduta ai piedi di Gesù (cfr. Lc 10, 39), vedendolo sempre davanti a sé e accogliendo le parole dalla bocca di lui, il cui aspetto è delizioso e il linguaggio è dolce […].
Gioisci e sii grata, o Maria, tu che hai scelto la parte migliore! (Lc 10, 42) […]. Sii semplice, non soltanto senza falsità e simulazione, ma anche senza un cumulo di occupazioni, perché tu possa conversare con colui la cui voce è soave e il viso incantevole (Ct 2, 14). Guàrdati soltanto da una cosa: non voler abbondare nel tuo sentimento né saper più di quanto è necessario (cfr. Rm 12, 3), perché non accada che, mentre insegui la luce, tu inciampi nelle tenebre per inganno del demonio meridiano (Sal 91[90], 6).

Santi Lazzaro, Marta e Maria

Il culto dei santi Lazzaro, Marta e Maria è molto antico e pienamente giustificato dai Vangeli. Tutti i cristiani delle diverse tradizioni liturgiche hanno sempre mostrato grande amore e interesse per questi primi discepoli e amici del Signore, così singolarmente coinvolti nella sua storia e nel suo mistero.
Lazzaro è l’amico di Gesù, perché Gesù lo ama e lo sceglie per mostrare in lui, morto e risorto, la gloria del Padre. La personalità di Lazzaro è tutta in questo silenzioso abbandono al mistero di un amore di predilezione, che si compie attraverso l’assenza apparente dell’amico, la morte, e, infine, la risurrezione per la gloria del Padre. Analogamente la fisionomia spirituale e la vocazione di Marta e di Maria sono chiaramente descritte dagli evangelisti Luca e Giovanni (cfr. Lc 10, 38ss.; Gv 11-12): slancio di fede, di speranza, di amore con caratteri personalissimi nell’una e nell’altra. Ciascuna ha un suo proprio rapporto, irripetibile, con il Signore Gesù. Entrambe sono tra loro in dialogo e in rapporto con lui, nella circolazione evidente della carità fra loro e nell’amore verso il fratello e verso il Signore.
La liturgia celebra insieme i tre fratelli, sotto il titolo di amici e ospiti del Signore (cfr. Lc 10, 38ss; Gv 12, 1-2), nella loro casa, primizia della Chiesa che accoglie e custodisce la visita del Signore, facendosi luogo della sua compiacenza e del suo riposo.

Assemblea Generale di Associazione pro Terra Sancta. Le parole del nuovo presidente fra Francesco Patton | ATS pro Terra Sancta

Assemblea Generale di Associazione pro Terra Sancta. Le parole del nuovo presidente fra Francesco Patton | ATS pro Terra Sancta http://www.proterrasancta.org/it/assemblea-generale-di-associazione-pro-terra-sancta-le-parole-del-nuovo-presidente-fra-francesco-patton/

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Assemblea Generale di Associazione pro Terra Sancta. Le parole del nuovo presidente fra Francesco Patton

Il giorno 22 luglio si è riunita a Gerusalemme l’Assemblea Generale di Associazione pro Terra Sancta, che ha visto per la prima volta, la partecipazione del nuovo Custode di Terra Santa e presidente di diritto dell’Associazione, fra Francesco Patton. Inoltre erano presenti anche tre nuovi membri, fra Ibrahim Faltas, fra John Luke Gregory e fra Bruno Varriano, neoeletti Discreti di Terra Santa per le lingue araba, inglese e italiana.

La riunione è stata anzitutto l’occasione per aggiornare il nuovo Custode sulle attività in corso dell’Associazione. I Consiglieri, Tommaso Saltini e Carla Benelli, hanno illustrato le tre aree di intervento dell’Associazione: i progetti di Conservazione e Sviluppo (Betania, Città di Lazzaro, Marta e Maria; Sebastia – Nisf Jubeil, Accoglienza tra passato e presente; Terra Sancta Museum…), Educazione e Assistenza (supporto alle Opere di Carità promosse da religiosi e comunità cristiane in Terra Santa; Musica e incontro, Educazione alla bellezza e dialogo con tutti; Scuole, studio e biblioteche) e Emergenze in Medio Oriente (L’accoglienza ai rifugiati in Libano, Giordania, Rodi e Kos; Gaza, aiuto alla piccola comunità cristiana; Siria, i centri di emergenza francescani e sostegno all’ospedale della Custodia di Terra Santa La Speranza, di Aleppo).

“Non dobbiamo solo intervenire laddove ci sono situazioni di crisi, come in Siria” ha affermato il Custode sottolineando l’importanza dell’educazione e della formazione professionale, “ma dobbiamo fare il possibile perché non ce ne siano di nuove, soprattutto qui”. Per questo padre Patton ha poi chiesto di sostenere in particolare l’opera del Terra Sancta Museum. “Il progetto rappresenta un’opportunità per accrescere, tra le comunità locali e la comunità internazionale di pellegrini, la consapevolezza della propria storia, e sentirsi eredi della storia cristiana”.

“Tutto ciò che è divulgazione e promozione della cultura aiuta a favorire la pace, a costruire la pace” ha concluso il Custode, fornendo così un’indicazione per l’anno che viene.

Eternal Happiness


“In order to be Christian, our lives must be a continual renunciation and sacrifice. However, we know that the difficulties of this world are nothing compared to the eternal happiness that awaits us, where there will be no limit to our joy, no end to our happiness, and we shall enjoy unimaginable peace. And so, young people, learn from our Lord Jesus Christ the meaning of sacrifice.”
-- Blessed Pier Giorgio Frassati

mercoledì 27 luglio 2016

ASIA/TERRA SANTA - Il Presidente Abbas scrive al Papa: sconvolti dall'omicidio del sacerdote, condanniamo chi giustifica il terrore con la religione

ASIA/TERRA SANTA - Il Presidente Abbas scrive al Papa: sconvolti dall'omicidio del sacerdote, condanniamo chi giustifica il terrore con la religione

Ramallah (Agenzia Fides) - “Siamo sconvolti dall’attacco barbaro alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in cui abbiamo perso il parroco Jacques Hamel. A nome dello Stato di Palestina e del popolo palestinese, e a nome mio personale, condanno la vile ed odiosa azione terroristica e qualsiasi giustificazione si osi dare in nome della religione a questi atti contro l’umanità”. Cosi il Presidente di Palestina Mahmud Abbas si rivolge a Papa Francesco, nella lettera di condoglianze da lui inviata al Successore di Pietro dopo l'efferato assassinio dell'anziano sacerdote sgozzato ieri da due terroristi mentre stava celebrando messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, vicino Rouen. “Saremo sempre fianco a fianco” si legge nel messaggio presidenziale, pervenuto all'Agenzia Fides, “per diffondere l’amore, la misericordia e la giustizia, contro l’odio e l’integralismo, e per far crescere insieme giustizia e pace a vantaggio di tutta l’umanità”.
Anche i Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa, già nella giornata di ieri, avevano diffuso un messaggio di condoglianze rivolto alla Chiesa che è in Francia e a tutti i francesi. “Dalla Terra Santa che continua a soffrire violenza e instabilità” si legge nel messaggio, pubblicato dai media ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme, “alziamo le nostre voci esortando a mettere fine all’uso della violenza in nome della religione e, piuttosto, ad utilizzarla come via per promuovere il rispetto reciproco e la comprensione tra i popoli. In queste occasioni, noi, i credenti” hanno sottolineato i Vescovi cattolici di Terra Santa “dobbiamo pregare l’Onnipotente di custodire l’unità tra i popoli, per cooperare insieme allo scopo di porre fine a ogni forma di terrorismo, e perché ispiri i responsabili del mondo ad agire consapevolmente e in modo risoluto, per sradicare il terrorismo e le sue cause nelle regioni che patiscono questo terribile flagello”. ( GV) (Agenzia Fides 27/7/2016).

Fonte e Copyright www.fides.org

Attentato a Rouen EUROPA/FRANCIA - Sacerdote sgozzato mentre celebra la Messa

EUROPA/FRANCIA - Sacerdote sgozzato mentre celebra la Messa

Rouen (Agenzia Fides) – Un anziano sacerdote, d. Jacques Hamel, 84 anni, è stato ucciso questa mattina mentre stava celebrando la Messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Normandia (Francia). Due uomini sono entrati durante la celebrazione, hanno ucciso il sacerdote e ferito tre fedeli, di cui uno in modo grave. Tra gli ostaggi anche due suore, mentre una terza è riuscita a fuggire e a dare l’allarme. I due assassini sono stati uccisi dalla polizia.
Da Cracovia, dove si trovava per partecipare alla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, mentre sta rientrando in Francia, l’Arcivescovo di Rouen, Sua Ecc. Mons. Dominique Lebrun, ha inviato un messaggio in cui afferma: “La Chiesa cattolica non può prendere altre armi che la preghiera e la fraternità tra gli uomini. Lascio qui centinaia di giovani che sono l’avvenire dell’umanità e chiedo loro di non arrendersi davanti alla violenza e di diventare apostoli della civiltà dell’amore”. (SL) (Agenzia Fides 26/7/2016)

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