domenica 12 febbraio 2017

Domenico Modugno Amara Terra Mia

Domenico Modugno Amara Terra Mia

Sole alla valle
E sole alla colli-i-na
Per le campagne
Non c'e' piu' nessuno
Addio addio amore
Io vado via
Amara terra mia
Amara e be-e-e-e-lla

Cieli infiniti
E volti come pie-e-tra
Mani incallite ormai
Senza speranza
Addio addio amore
Io vado via
Amara terra mia
Amara e be-e-e-e-lla

Fra gli uliveti è nata
Gia' la lu-u-na
Un bimbo piange
Allatta un seno magro
Addio addio amore
Io vado via
Amara terra mia
Amara e be-e-e-e-lla
Writer(s): Enrica Bonaccorti, Domenico Modugno


Versione di Ermal Meta 

Ermal Meta - Vietato Morire

Ermal Meta "Vietato Morire"


Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricordo la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c'erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l'amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai

Non ho dimenticato l'istante
In cui mi sono fatto grande
Per difenderti da quelle mani
Anche se portavo i pantaloncini
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
Ma la magia era finita
Restava solo da prendere a morsi la vita

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai

Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare
E scegli una strada diversa e ricorda che l'amore non è violenza
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non ti spara in faccia mai
Figlio mio ricorda bene che
La vita che avrai
Non sarà mai distante dell'amore che dai

Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Perché è vietato morire
Vietato morire


Official Video  

sabato 28 gennaio 2017

VATICANO - La solidarietà della Chiesa per i malati di lebbra: 612 centri nel mondo

Giornata mondiale dei malati di lebbra Domenica 29 gennaio 2017

Fonte www.fides.org

VATICANO - La solidarietà della Chiesa per i malati di lebbra: 612 centri nel mondo

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La Chiesa vanta una lunga tradizione di assistenza verso i malati di lebbra, soprattutto nei territori di missione, che si esprime oltre che con le cure mediche e l’assistenza spirituale, anche offrendo loro la possibilità di un reinserimento nella società.
Eloquenti al riguardo sono le testimonianze di Santi missionari che hanno dedicato la vita ad alleviare le sofferenze dei malati di lebbra, come San Jozef Daamian De Veuster SSCC, universalmente conosciuto come l’Apostolo dei lebbrosi di Molokai, e santa Marianna Cope, O.S.F., che trascorse 35 anni a Molokai coadiuvando con altre consorelle l’opera di p. Damiano; o Santa Teresa di Calcutta, il beato Jan Beyzym, S.I., che svolse il suo ministero tra i lebbrosi del Madagascar, il venerabile Marcello Candia e Raoul Follereau, lo scrittore e giornalista francese cui si deve l’istituzione, nel 1954, della Giornata mondiale dei malati di lebbra, da celebrare nell’ultima domenica di gennaio.
Secondo i dati dell’ultimo “Annuario Statistico della Chiesa”, la Chiesa cattolica gestisce nel mondo 612 centri per malati di lebbra. Questa la ripartizione per continente: in Africa 174, in America 43 (totale), in Asia 313, in Europa 81 e in Oceania 1.
Le nazioni che ospitano il maggior numero di centri per malati di lebbra sono: in Africa: Repubblica Democratica del Congo (27), Madagascar (26), Kenya (21); in America del Nord: Stati Uniti (2); in America centrale: Messico (5), Honduras (2); in America centrale-Antille: Haiti (2) e Rep. Dominicana (2); in America del Sud: Brasile (14), Ecuador (4), Perù (4); in Asia: India (234), Corea (22), Vietnam (15); in Oceania: Papua Nuova Guinea (1); in Europa: Portogallo (63), Germania (16), Belgio (1), Italia (1). (SL) (Agenzia Fides 28/01/2017)

Fonte www.fides.org

venerdì 27 gennaio 2017

giovedì 26 gennaio 2017

ASIA/CINA - Per il capodanno lunare si intensifica il cammino della carità delle comunità cattoliche

Fonte www.fides.org

ASIA/CINA - Per il capodanno lunare si intensifica il cammino della carità delle comunità cattoliche

Shi Jia Zhuang (Agenzia Fides) – L’augurio di Papa Francesco ai popoli che si preparano a celebrare il capodanno lunare, perché le famiglie “diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato”, espresso dopo l’Angelus di domenica 22 gennaio (vedi Fides 23/01/2017), rispecchia il particolare impegno pastorale delle comunità cattoliche cinesi continentali in questo periodo. Come tutti gli anni in vista del capodanno, in ogni parrocchia e comunità il cammino della carità, della condivisione, della misericordia e dell’attenzione verso le fasce più deboli è particolarmente intenso.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il 19 e il 20 gennaio alcuni sacerdoti di Pechino, insieme ai volontari di Jinde Charities, hanno visitato decine di famiglie povere delle zone di montagna della città di Cheng De, nella provincia di He Bei, dove hanno amministrato i sacramenti e consegnato doni tradizionali di questa festa. Nella parrocchia di Bo Xing della diocesi di Zhou Cun, nella provincia di Shan Dong, il Gruppo dell’Agape ha portato farina, olio, coperte e soprattutto il sostegno della loro preghiera a una ventina di famiglie povere, cattoliche e no. In ogni famiglia cattolica la visita è cominciata con la preghiera e si è conclusa con la recita del rosario. Le famiglie non cattoliche rimangono stupite e impressionate da questa attenzione particolare verso di loro, segno di altruismo e di quella gioia cristiana che scaturisce dall’amore per i fratelli.
Jinde Charities, l’ente caritativo cattolico cinese con la storia più lunga nel paese, ha pubblicato in questi giorni il rapporto sulle sue attività del 2016, da cui si apprende che “in tutto l’anno sono stati spesi 14,5 milioni di Yuan (equivalenti a più di 2 milioni di euro) su un totale di 16 milioni di Yuan (equivalenti a 2,3 milioni di euro) raccolti. I principali progetti sostenuti hanno riguardato gli aiuti per i disastri naturali, borse di studio, anziani, zone e famiglie povere”. (NZ) (Agenzia Fides 26/01/2017)

Fonte www.fides.org

AMERICA/EL SALVADOR - Leader religiosi chiedono all’Onu di mediare tra governo e bande

Fonte www.fides.org

AMERICA/EL SALVADOR - Leader religiosi chiedono all’Onu di mediare tra governo e bande

San Salvador (Agenzia Fides) – Il Vescovo luterano Medardo Gomez ha comunicato alla stampa che i leader delle Chiese luterane ed evangeliche di El Salvador chiederanno alle Nazioni Unite di mediare tra il governo salvadoregno e le bande, in modo di avviare un "processo di pace" nel paese.
Ha inoltre detto che sono in contatto con la banda Mara Salvatrucha attraverso i familiari: "Le famiglie di questi giovani frequentano le nostre chiese, appartengono alle nostre comunità cristiane, le loro madri, mogli e famiglie ci hanno detto che ci sostengono per riuscire in questo dialogo fra bande".
Pochi giorni fa (vedi Fides 16/01/2017 e 23/01/2017) Sua Ecc. Mons. Rosa Chavez aveva dichiarato che la Chiesa cattolica è pronta a sostenere un dialogo tra le autorità e le bande, solo se è richiesta la sua partecipazione e se esistono le condizioni favorevoli di reciproca fiducia e sempre nell’ambito di norme stabilite. Tuttavia le autorità del governo sostengono che non dialogheranno con i criminali. Il direttore della Polizia Nazionale Civile, Howard Cotto, ha aggiunto che si tratta solo di una strategia, "una strategia criminale delle bande, per far credere ai media che loro sono le vittime invece dei mandanti criminali".
Lo stesso ha dichiarato il Vicepresidente della repubblica, Oscar Ortiz: "Il governo non negozia con le bande. Il paese ha solo una proposta per coloro che vogliono intimidire o ricattare la popolazione, e cioè desistere, rinunciare al crimine. Non c'è un'altra via, e lo stato applicherà ogni azione per vincere questa battaglia, che ci potrà costare molto ma la vinceremo".
(CE) (Agenzia Fides, 26/01/2017)

Fonte www.fides.org

lunedì 23 gennaio 2017

AMERICA/EL SALVADOR - “La violenza non è la soluzione al problema delle bande” riflette Mons. Rosa Chavez

Fonte www.fides.org

AMERICA/EL SALVADOR - “La violenza non è la soluzione al problema delle bande” riflette Mons. Rosa Chavez

San Salvador (Agenzia Fides) – Il Vescovo ausiliare di San Salvador, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez, ha espresso ieri, nella abituale conferenza stampa della domenica, la sua preoccupazione per le controversie tra le principali forze politiche in El Salvador, dopo che il partito ARENA ha deciso di abbandonare il tavolo di dialogo con il governo. La decisione era stata preannunciata da tempo: ARENA aveva infatti avvertito che, se il bilancio nazionale 2017 fosse stato approvato sottofinanziato, si sarebbe ritirato dal dialogo, dialogo proposto con l'obiettivo di raggiungere accordi con il governo.
Mons. Rosa Chavez è tornato anche sulla necessità di soluzioni riguardo al tema delle bande presenti nel paese: "La violenza non è la soluzione, il fuoco non si spegne mettendo più benzina", ha detto il Vescovo. "Quello delle bande è un problema reale. La sfiducia è normale, ma qualcosa deve essere fatto, perché il problema sta causando ogni giorno angoscia e vittime tra la popolazione" ha detto. "In questi giorni si sente parlare il linguaggio delle armi, ecco perché contiamo i morti ogni giorno" ha sottolineato. Secondo la stampa locale, i membri delle bande sono circa 70 mila e circa 16 mila sono in carcere con misure estreme di sicurezza, per evitare che continuino a ordire altri crimini.
(CE) (Agenzia Fides, 23/01/2017)

Fonte www.fides.org