Gesù è Re di Misericordia. Ci ama e vuole che ogni essere umano si converta e viva. Dunque preghiamo per la conversione di tutti noi e per un cambiamento delle nostre coscienze. Preghiamo per coloro che usano violenza anziché sfruttare la propria intelligenza per fare del bene. In prims gli assassini di tutte queste donne. Le donne uccise sono martiri e come tali vanno dritte in Paradiso.
domenica 24 novembre 2019
sabato 23 novembre 2019
Personalized healthcare
This article contains some fake
1) #PlannedParenthood isn't #healthcare provider and hasn't saved #LGBT people lives.
2) Birth control pills don't help people in preventing cancer. If it would true many more people (who don't use birth control pills) have died by this kind of cancer.
3) it is true that many LGBT people don't have access to healthcare or health insurances but this situation is different from a country to another country,instead.
4) LGBT people have to be cared like people who aren't LGBT, like each person has to be cared: personally. Scientists have found out that the healthcare has to be personalized. They have found that something that is good for a person isn't good for another one.
5) Don't buy pills on the internet, it's dangerous for the health. Chemistry and medicine shops has to sell the medicines, pills and healthcare products.
https://blog.moovz.com/lgbt-healthcare-disparities
martedì 12 novembre 2019
Prete armeno e suo padre uccisi presso Deir ez Zor. L’Arcivescovo Marayati: “per noi sono martiri. E la guerra non è finita”
| ASIA/SIRIA - Prete armeno e suo padre uccisi presso Deir ez Zor. L’Arcivescovo Marayati: “per noi sono martiri. E la guerra non è finita” |
| Qamishli (Agenzia Fides) – Si sono svolti stamane a Qamishli i funerali del sacerdote armeno cattolico Hovsep Hanna Petoyan e di suo padre Hanna Petoyan, uccisi lunedì 11 novembre da due killer in moto mentre erano diretti in automobile verso la città di Deir ez Zor, nel nord–est della Siria. “Per noi sono martiri. E quello che è accaduto a loro è una conferma che la guerra qui non è finita, come invece avevamo sperato” dichiara all’Agenzia Fides Boutros Marayati, Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo. Le esequie del sacerdote e di suo padre sono state celebrate nella chiesa armeno cattolica di San Giuseppe, alla presenza di sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli di tutte le comunità cristiane presenti nell’area. A presiedere la liturgia funebre è stato padre Antranig Ayvazian, Vicario episcopale della comunità armena cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del nord. Padre Hovsep, 46 anni, sposato e padre di tre figli, ordinato presbitero da 5 anni, era il sacerdote della comunità armena cattolica di Qamishli, nella provincia siriana nord orientale di Hassake. “Nella città di Qamishli” racconta all’Agenzia Fides l’Arcivescovo Marayati “ sono confluiti anche tanti profughi cristiani fuggiti da Deir ez-Zor, quando quella città era stata devastata dalla guerra. Lui svolgeva anche tra di loro la sua opera pastorale, e da tempo seguiva anche i progetti messi in atto anche con l’aiuto di gruppi internazionali per ricostruire la chiesa e le case dei cristiani a Deir ez Zor, distrutte dalla guerra. Per questo si recava ogni due settimane a Deir ez Zor, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Finora aveva compiuto a questo scopo già sei viaggi in quella città così cara alla memoria degli armeni, dove c’è il santuario dei martiri del genocidio, anch’esso devastato durante il conflitto. Lungo il tragitto, le altre volte, non c’erano stati problemi e tutto era andato liscio”. Al momento dell’agguato, il sacerdote e suo padre viaggiavano insieme a un diacono armeno – rimasto ferito durante l’assalto – e a un altro accompagnatore. I due attentatori, in moto, avevano il volto coperto e sono fuggiti dopo l’agguato. Il padre del sacerdote è morto sul colpo. Padre Hovsep, ferito al petto, è stato portato dai soccorritori in un ambulatorio di Deir ez Zor e poi trasferito in ambulanza a un ospedale di Hassakè, dove è giunto già privo di vita. La città di Deir ez Zor è controllata dall’esercito siriano, ma nell’area ci sono anche forze curde e operano ancora militari USA. Nel sotto-distretto di al-Busayrah, area dove è avvenuto l’agguato, sono concentrati anche gruppi armati affiliati al sedicente Stato Islamico (Daesh), che nella giornata di ieri ha anche diffuso sui siti jihadisti la rivendicazione del duplice omicidio (ma affermando, in maniera erronea, di aver eliminato “due sacerdoti”). “Si tratta di gruppi che agiscono come lupi solitari, non c’è più il Daesh con i blindati e l’artiglieria. Ma è evidente che questa volta non hanno colpito a caso. Sull’automobile con cui viaggiavano il sacerdote e i suoi accompagnatori c’era la scritta della Chiesa armena”. La TV di stato siriana SANA ha definito "martirio" l’uccisione del sacerdote armeno cattolico e di suo padre, mentre i media curdi hanno presentato la recrudescenza di attacchi sanguinosi attribuibili a Daesh come una conseguenza indiretta dell’intervento militare turco in Siria, che avrebbe costretto le milizie curde operanti nell’area a rivedere le proprie strategie e a sospendere le operazioni militari rivolte contro le cellule jihadiste ancora presenti nel nord-est della Siria. Secondo i curdi del Centro d’informazione Rojava, i jihadisti di Daesh avrebbero realizzato 30 attacchi nei primi dieci giorni di novembre, con un aumento del 300 per cento dai suoi livelli di attività rispetto al periodo precedente all’iniziativa militare turca in territorio siriano. (GV) (Agenzia Fides 12/11/2019) Fonte www.fides.org |
domenica 3 novembre 2019
Zacchaeus and those on the margins
sabato 2 novembre 2019
Sui Valori Fondamentali Dobbiamo Essere Uniti
La proposta di #LilianaSegre ci riporta al senso alto della politica:garantire i diritti di tutti contro l’odio. Se non siamo uniti in questo, si indebolisce la nostra patria ed è più debole ognuno di noi #commissionesegre #uniticontrolodio
martedì 29 ottobre 2019
Scrive messaggi e li invia al cellulare del papà morto ogni giorno: dopo 4 anni riceve una commovente risposta
lunedì 28 ottobre 2019
Philippe Daverio
Che delusione il professore Philippe Daverio ... Con Passepartout ho imparato tantissime cose, è la trasmissione che ha accompagnato la mia adolescenza e giovinezza, la mia crescita culturale. Ho avuto sempre tanta stima per lui. Non posso credere che con tante trasmissioni sull'arte in Sicilia,non possa piacergli la Sicilia. Un anno fa diceva cose belle su Ortigia e Noto e un anno dopo ha detto queste cose alle #Iene? Philippe Daverio:
Io comunque lo ringrazio per ciò che ho imparato dalle sue trasmissioni...
Reperita iuvant : per la stessa ragione per cui ...
venerdì 18 ottobre 2019
#consiglidilettura #leggere Sentirsi vivi! Vivere! Amore! Vita concreta!
Se non lo avete già letto, fatelo. Leggete numerosi questo meraviglioso libro. Io mai ho trovato un libro così utile per la mia vita... la mia vita sarebbe peggiore se non lo avessi letto! Questo libro mi ha aiutata a trovare la strada. Sì, la strada. Perché la nostra casa è la strada. (Non vuol dire che dobbiamo vivere in strada, ma leggendo capirete cosa voglio dire.) E leggendo imparerete molte cose belle prima a voi sconosciute.
Io sono grata a Dio di aver letto questo meraviglioso libro. Grazie a Dio, a Sant'Ignazio di Loyola, ai Gesuiti e allo scrittoredi questo libro padre James Martin SJ
https://www.ibs.it/guida-del-gesuita-a-quasi-libro-james-martin/e/9788892213166#.XamAWo3ieg4.twitter
lunedì 14 ottobre 2019
Saint John Henry Newman
[1] John Henry Newman nacque a Londra, il 21 febbraio 1801; la sua vita abbracciò quasi l’intero diciannovesimo secolo. Cresciuto in una famiglia anglicana, sperimentò la conversione religiosa nel 1816 quando, sotto l’influenza di un ministro evangelico, scoprì la realtà di un Dio personale e la centralità della propria coscienza. Dopo gli studi a Oxford, a 21 anni divenne membro dell’Oriel College e rimase legato all’Università di Oxford per più di 20 anni, come accademico e come ministro della Chiesa d’Inghilterra. Il suo ambito di studi era in particolare la Chiesa dei primi secoli.
A seguito di un viaggio in Italia, dove rischiò di morire per una grave malattia contratta in Sicilia, al suo ritorno in Inghilterra divenne famoso come scrittore, predicatore e leader del Movimento di Oxford, che si proponeva di ricondurre la Comunione anglicana a una maggiore armonia con le antiche tradizioni spirituali e sacramentali. A poco a poco, il suo studio della storia della Chiesa e della teologia fece nascere in lui alcuni dubbi sulla validità della «via media», in forza della quale l’anglicanesimo si considerava un saggio compromesso tra le posizioni «estreme» del cattolicesimo romano e quelle del protestantesimo. Il 9 ottobre 1845, dopo anni di discernimento, Newman chiese di essere accolto nella Chiesa cattolica. Dopo un anno di studi teologici al Collegio di Propaganda in Roma, fu ordinato sacerdote, entrò a far parte della congregazione dell’Oratorio e tornò in patria per fondare un Oratorio a Birmingham, che rimase la sua residenza per il resto della vita. All’inizio degli anni Cinquanta, fu invitato a diventare rettore di una nuova Università cattolica a Dublino, dove tenne alcune celebri conferenze sulla natura di un’università. Tuttavia la nuova istituzione non ebbe successo ed egli diede le dimissioni nel 1858. Benché non mettesse mai in discussione la sua decisione di diventare cattolico, Newman visse alcuni anni difficili, sentendosi inutile e venendo criticato per alcuni suoi scritti. Poi, nel 1863, trovò nuova energia nel difendersi contro l’accusa di disonestà nella Apologia pro vita sua, un libro che riscosse un enorme successo e ristabilì la sua reputazione sia tra gli anglicani sia tra i cattolici. Nel 1870 Newman pubblicò il suo libro più importante in difesa della certezza della fede: Un saggio in sostegno di una grammatica dell’Assenso. La sua ortodossia fu in parte messa in dubbio poiché aveva manifestato una certa esitazione sui tempi e sul pro- cedimento della definizione dell’infallibilità pontificia durante il Concilio Vaticano I (egli non aveva alcun dubbio sul contenuto del dogma). Ma nel 1879 la sua lunga vita di servizio alla Chiesa venne riconosciuta quando papa Leone XIII lo nominò cardinale. Visse un altro de- cennio di serena vecchiaia, in contatto con molte persone, e morì l’11 agosto 1890.