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venerdì 6 maggio 2022

Con i rifugiati in cerca della pace

 Con i rifugiati in cerca della pace


Nel messaggio augurale indirizzato al Centro Astalli per il trentacinquesimo anniversario papa Francesco sottolineava: «I rifugiati conoscono le vie che portano alla pace perché conoscono l’odore acre della guerra». In questi giorni in cui si consuma l’ennesimo conflitto e si moltiplicano le testimonianze dei suoi orrori, solo qualche voce dissidente sembra riconoscere nelle armi e nel loro commercio una delle cause che determina e alimenta tutte le guerre.

Sembra non essere mai il tempo di spezzare le spade e farne aratri, di fare delle lance falci, di non esercitarsi più nell’arte della guerra secondo la profezia di Isaia. Non sembra mai il tempo!

In periodo di pace le armi servono per garantire la sicurezza e in tempo di guerra per garantire la difesa o dei pragmatici equilibri. Chi si oppone alle armi è sempre fuori tempo (quando non fuori luogo). Non ci sarà mai un tempo giusto, allora bisogna decidere con coraggio che il tempo è ora, non domani. Ora è il tempo di ascoltare chi conosce le vie che portano alla pace. Se aspettiamo domani a opporci alle armi, altre vittime conosceranno l’odore acre della guerra.

 


Camillo Ripamonti sj


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domenica 26 settembre 2021

Verso un noi sempre più grande

Padre santo e amato,

il tuo Figlio Gesù ci ha insegnato
che nei Cieli si sprigiona una gioia grande
quando qualcuno che era perduto
viene ritrovato,
quando qualcuno che era escluso, rifiutato o scartato
viene riaccolto nel nostro noi,
che diventa così sempre più grande.
Ti preghiamo di concedere a tutti i discepoli di Gesù
e a tutte le persone di buona volontà
la grazia di compiere la tua volontà nel mondo.
Benedici ogni gesto di accoglienza e di assistenza
che ricolloca chiunque sia in esilio
nel noi della comunità e della Chiesa,
affinché la nostra terra possa diventare,
così come Tu l’hai creata,la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle. Amen.
(Papa Francesco - 107a Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato 26 Settembre  2021)

martedì 17 agosto 2021

Solidarietà del Centro Astalli ai Rifugiati Afghani in Italia

 Solidarietà del Centro Astalli ai rifugiati afgani in Italia. 


 
Il Centro Astalli esprime solidarietà ai #rifugiati afgani che vivono in Italia.

In queste settimane caotiche e in queste ultime ore convulse siamo vicini a tanti giovani #rifugiati che negli  anni abbiamo accolto e accompagnato.

Riteniamo necessario condividere la loro preoccupazione che cresce mentre guardano attoniti e inermi all'Afghanistan e ci chiedono come fare a mettere al sicuro i loro cari.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: "Rivolgiamo un appello alla comunità internazionale, a istituzioni europee e nazionali: si abbia come priorità la  sicurezza e la protezione dei civili.  

Si predispongano modalità agili e sicure di accesso in Europa per  chi sta cercando di lasciare l'Afghanistan.

Lo dobbiamo a un popolo che da decenni vive nel terrore e in guerra, in un Paese in cui siamo stati direttamente coinvolti e per cui abbiamo evidenti responsabilità".





Ufficio stampa Centro Astalli:
Donatella Parisi: tel: 06 69925099 - d.parisi@fondazioneastalli.it 
www.centroastalli.it - twitter: @CentroAstalli - facebook: Centro Astalli

martedì 20 luglio 2021

Cambiare direzione: se non ora quando? Di Camillo Ripamonti SJ

 http://www.centroastalli.it

Cambiare direzione: se non ora quando?

Anche questa volta abbiamo fatto la nostra scelta; una scelta che sacrifica altre persone. Abbiamo deciso che i migranti e i rifugiati in fuga dalla Libia sono sacrificabili e ancora una volta il nostro fine angusto giustifica cinicamente i mezzi. Hanno fatto questa scelta coloro che abbiamo eletto per rappresentarci in Parlamento e con loro l’abbiamo fatta noi che - nonostante o forse a causa della pandemia - sembriamo distratti, sempre più ripiegati su noi stessi, su un presente che non può comprendere il futuro di altri. E infatti la decisione di rifinanziare la Guardia costiera libica, che di fatto condanna centinaia di persone a torture e violenze nei centri di detenzione, è quasi passata sotto silenzio, sommersa da altre notizie di casa nostra: la drammatica alluvione che ha sconvolto l’Europa Centrale, la ripresa dei contagi, gli strascichi dei festeggiamenti degli Europei di calcio, la preoccupazione per le Olimpiadi imminenti in Giappone. La vita di tanti bambini, donne e uomini finisce in secondo piano. Ma se questa è la direzione del “nuovo inizio” forse abbiamo ragione a chiamarla “ripartenza”. Abbiamo deciso di riprendere il cammino di quel mondo ingiusto che la pandemia ci aveva dato la possibilità di lasciarci alle spalle. Forse siamo ancora in tempo  a cambiare direzione!
 
Camillo Ripamonti sj

sabato 29 agosto 2020

La storia della salvezza è una storia fatta di migrazioni e spostamenti.

Gli insegnamenti sia della Bibbia, sia del magistero della chiesa cattolica, dei papi,dei santi, sono scomodi, molti di noi trovano difficoltà a mettere in pratica tutto e si tende a prendere solo ciò che conviene. 
Sia nel nuovo testamento che nell'antico testamento è il Signore che viene da noi. Abramo lasciò la casa paterna perché il Signore lo ha invitato ad uscire dalla sua terra. Siamo custodi dei fratelli e sorelle, quelli di casa nostra, quelli vicini e quelli lontani e della natura (creata da Dio), a non raccogliere ciò che cade perché gli stranieri possano prendere e avere da mangiare. Poi ci ricorda quale è il vero digiuno. Ci ammonisce attraverso i vari profeti. Noi tardi e duri di comprendonio non lo ascoltiamo e così Dio stesso prende una giovane donna vergine per far nascere Gesù (Dio Figlio): Maria Vergine.  
Poi sappiamo tutti che Erode era cattivo e ha fatto uccidere i bambini e così Maria,Giuseppe e Gesù hanno dovuto rifugiarsi in Egitto. 
La storia della salvezza è una storia fatta di migrazioni e spostamenti.