martedì 20 luglio 2021
Cambiare direzione: se non ora quando? Di Camillo Ripamonti SJ
giovedì 4 aprile 2019
Quando vedi un bambino soffrire...
"Quando vedi un bambino soffrire, non puoi rimanere in silenzio. È come collaborare con un crimine. " Nadine Labaki
Intervista a Nadine Labaki, regista e attrice di "Cafarnao. Caos e miracoli."
Effetto Notte (trasmissione televisiva in onda su tv2000)
venerdì 17 febbraio 2017
AFRICA/CENTRAFRICA - Oltre 20.000 sfollati a Bambari per gli scontri tra fazioni ex Seleka
Fonte www.fides.org
AFRICA/CENTRAFRICA - Oltre 20.000 sfollati a Bambari per gli scontri tra fazioni ex Seleka
Bangui (Agenzia Fides) - Sono oltre 20.000 gli abitanti di Bambari costretti alla fuga, e si sono rifugiati nella foresta a causa dei combattimenti tra due fazioni rivali dell’ex ribellione Seleka. Lo hanno reso noto le autorità della Repubblica Centrafricana e della MINUSCA (Missione ONU in Centrafrica). Bambari (nel centro del Paese) e i suoi dintorni sono teatro dello scontro tra il Front Populaire pour la Renaissance de Centrafrique (FPRC) e l’l'Unité du Peuple Centrafricain (UPC). In un bombardamento condotto da un elicottero della MINUSCA è rimasto ucciso l’11 febbraio uno dei capi dell’FPRC, il “generale” Joseph Zoundéko.
L'UPC et le FPRC sono solo due delle fazioni armate nate dal disgregamento della Seleka. Questi gruppi possono allearsi o combattersi a seconda delle circostanze, per il controllo di attività economiche, dallo sfruttamento di miniere (come quelle d’oro nell’area di Bambari), al taglieggiamento lungo gli assi stradali, ai furti di bestiame e al contrabbando. Dall’altro canto i cosiddetti antibalaka, i gruppi di autodifesa nati per combattere i ribelli Seleka, entrano anche loro in questo gioco di alleanze e rivalità per motivi essenzialmente economici e criminali. (L.M.) (Agenzia Fides 17/2/2017)
Fonte www.fides.org
venerdì 13 gennaio 2017
Nell'inferno dei Balcani
giovedì 7 luglio 2016
EUROPA/ITALIA - “Grande partecipazione alla veglia per Emmanuel”, racconta a Fides il Vicario di Fermo
EUROPA/ITALIA - “Grande partecipazione alla veglia per Emmanuel”, racconta a Fides il Vicario di Fermo
Fermo (Agenzia Fides) – “Fino ad oggi, a Fermo non si erano mai verificati casi di violenza razzista, la città saprà mostrare il buono, che è molto di più”. E’ il commento all’Agenzia Fides di don Pietro Orazi, Vicario della diocesi di Fermo, in merito alla morte per aggressione da parte di un fermano di un richiedente asilo nigeriano, Emmanuel. La vittima, un giovane cristiano, è colpevole solo di aver difeso la moglie da insulti razzisti. La coppia era fuggita dalla Nigeria dopo aver perso quasi tutti i familiari in un attentato di Boko Haram. “Qui a Fermo - continua don Pietro - gli stranieri sono tanti, e tutti ben integrati. Spesso i richiedenti asilo vengono chiamati a raccontare le loro storie nelle scuole e nei raduni delle associazioni cattoliche.”
“Ieri sera – aggiunge il Vicario - alla veglia di preghiera per Emmanuel c’è stata grande partecipazione da parte delle autorità politiche, civili oltre che religiose. Hanno preso parte associazioni cattoliche e laiche, gruppi giovanili arrivati dai paesi limitrofi che in passato avevano partecipato ad incontri nei quali la giovane coppia nigeriana raccontava la sua esperienza”.
Nei locali del Seminario vescovile di Fermo vivono 124 persone, prevalentemente di origine subsahariana, provenienti da Nigeria, Mali, Gambia. L’impegno della diocesi verso i richiedenti asilo non si limita all’ospitalità in Seminario. Attraverso la Fondazione Sagrini, collegata alla diocesi, vengono assistite emigranti incinte e con bambini”.
(AP) (7/7/2016 Agenzia Fides)
Fonte http://www.fides.org
lunedì 27 giugno 2016
Corridoi Umanitari, una buona pratica per accogliere i rifugiati
giovedì 23 giugno 2016
lunedì 20 giugno 2016
#WithRefugees Giornata Mondiale del Rifugiato
Il Centro Astalli è gestito dal servizio per i rifugiati dei gesuiti.
Ecco i video che potete vedere sul canale YouTube della Presidenza della Repubblica Italiana